Lecco, 07 dicembre 2020   |  

Per la disabilità c'è ancora molto da fare

C’è un bel dire costruiamo nuove scuole, o ristrutturiamole ai fini della sostenibilità, quando non si è nemmeno in grado di razionalizzare quel poco di esistente.

DISABdownload

Marco Magni ci ha inviato questa sua riflessione su un tema tanto delicato quanto importante come quello della disabilità.

Giovedì 3 Dicembre si è celebrata la giornata della disabilità. È una giornata internazionale istituita nel 1981 e che solo nel 2006 dopo decenni di lavoro ha prodotto all’Onu una Convenzione sui diritti di queste persone.

Il tema di quest’anno è stato “Ricostruire meglio: verso un mondo Post Covid-19 inclusivo della disabilità e sostenibile”. Devo dire che ben poco si è visto. Ho aspettato alcuni giorni dopo per dire la mia.

Mi aspettavo o il silenzio (come nel nostro territorio, salvo qualche cronaca di circostanza) o la sovraesposizione. Della Sanità post Covid ben poco si è parlato, in televisione abbiamo visto solo situazioni, non inclusive, di matrice prevalentemente sociale (comunale) e non sanitario.

Eppure anche nel nostro territorio ci sarebbe molto da dire sulla disabilità. E di come renderla inclusiva e sostenibile. Prendiamo, per esempio e non casualmente, le scuole, che sono al centro del post Covid , non hanno quasi mai insegnanti di sostegno in numero adeguato, nonostante i disabili siano sempre, per fortuna, più numerosi, avendo rotto con la vergogna e lo stigma, e anche le classi che dovessero avere l’insegnante sono numerose come le altre classi.

Delle vere classi pollaio. E se mancano queste condizioni dove sta l’inclusività? Di quale sostenibilità potremmo parlare? È questa anche la convinzione che mi sono fatto dopo che tutti e tre i dirigenti degli Istituti comprensivi esistenti in Lecco non hanno fornito risposta alcuna alla domanda di trasparenza in merito alla numerosità della formazione delle classi, che anche con altri avevo, Loro, inoltrato, già dal mese di Settembre, quando anche la seconda fase del Covid 19 sembrava, per molti colpevolmente, assopita o poco prevedibile.

E tutti si erano girati dall’altra parte. Anche le scuole. E i loro dirigenti. Se questo è uno dei problemi più importanti, ovvero quello di conformarsi a una legislazione che già ora chiede una numerosità per classi differenziata in funzione o meno della presenza di disabili, diventa difficile immaginare una stagione post covid in cui questi maggiori diritti di accessibilità e inclusività e sostenibilità saranno sempre più necessari e implementabili.

Perché esclusivamente in questo modo sarà possibile avere anche una maggiore sostenibilità per la scuola, tenuto conto di un clima in cui al Nord del mondo l’incidenza demografica è via via minore e che dà luogo solo, però scandalosamente, a tagli di personale e/o come a Lecco a chiusura di strutture. In nome di una crescita economica senza capo né coda.

C’è un bel dire costruiamo nuove scuole, o ristrutturiamole ai fini della sostenibilità, quando non si è nemmeno in grado di razionalizzare quel poco di esistente.

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

20 Gennaio 1986  Regno Unito e Francia annunciano i piani per la costruzione del tunnel della Manica

Social

newTwitter newYouTube newFB