Lecco, 24 luglio 2017   |  

"Per i nostri giovani siamo chiamati a dare il buon esempio"

di Mario Stojanovic

"Dovremmo provare a chiederci come e cosa lasceremo a chi verrà dopo di noi"

10952 giovani e fede oggi religione fai da te

Credo che gli anni che stiamo vivendo siano i peggiori dopo la fine della seconda guerra mondiale. Il periodo delle vacanze è un momento privilegiato per fermarsi a riflettere, cercando di trovare una soluzione per noi stessi che poi diventi sociale. Cosa stiamo facendo per migliorare la nostra società? Pochi fanno qualcosa, la maggioranza invece segue i propri interessi e vive come dovesse essere eterno su questa terra, calpestando la dignità dei più deboli e devastando la natura.

Dovremmo provare a chiederci: come e cosa lasceremo a chi verrà dopo di noi? E cosa insegniamo ai nostri ragazzi? noi genitori dovremmo dare meno beni materiali e più testimonianze di umanità condivisa ai nostri figli; la scuola dovrebbe tornare ad insegnate l'educazione civica; i giovani nelle chiese la domenica sono sempre meno.

Servono esempi di uomini pratici. Serve seguire la via indicataci da Papa Francesco che ci invita uscire nelle piazze, ad andare nelle periferie dove pulsa il cuore dei più deboli, dei poveri di spirito che si aspettano dalla Chiesa una carezza disinteressata. I nostri ragazzi vogliono sentire il cuore del loro sacerdote accanto al loro.

Papa Francesco è amato da tutti perché l'amore che insegna è immediato, glielo si legge nei suoi occhi. Gesù è il suo amico più caro e di chi fa la volontà di Dio amando gli ultimi.

Mettendo in pratica questi messaggi, prima umani e poi cristiani, non consegneremmo una società migliore ai nostri posteri? Dovremmo solo aprire un po di più i nostri cuori e fare meno conti per far entrare più soldi nei nostri portafogli.

Non dimentichiamo che le nuove generazioni ci osservano e noi siamo chiamati a dare il buon esempio.

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