Lecco, 27 giugno 2018   |  

Partorite dal Padre. Storie di donne eccezionali del Novecento

di Gabriella Stucchi

Un modo nuovo per far rivivere Gabrielle, Madeleine, Etty e Simone: “donne che hanno saputo far balenare anche nelle tenebre la luce del volto Materno di Dio”.

Partorite dal Padre

Maria Luisa Eguez, nativa di La Spezia, propone quattro figure di donne europee vissute nel XX secolo, che si sono impegnate nel sociale, hanno compiuto un particolare cammino di fede e anche nelle difficoltà della loro vita si sono rivelate come “figlie autenticamente generate da Dio”.

Si inizia con Gabrielle Bossis, nata a Nantes il 26 febbraio 1874, quarta di una famiglia benestante di forte tradizione cattolica. Gaby, intelligente e intuitiva, vive in pienezza i suoi anni giovanili, dedicandosi al canto, alla danza, alla pittura, al ricamo e praticando anche vari sport invernali. Colpita da tre lutti (il padre, la madre, l’amata sorella Clémence), si trova sola, poiché gli altri fratelli si erano formati una famiglia.

Durante la grande guerra presta servizio come infermiera sul fronte, nelle trincee di Verdun. Finita la guerra, compone e interpreta un lavoro teatrale, Le charme, che raccoglie molto successo a livello nazionale. Nell’arco di tredici anni Gabrielle scrive altrettante commedie, quattordici scenette, balletti per serate di beneficenza, distinguendosi anche come cantante, costumista. Tutto questo come opera di apostolato, per comunicare la gioia. Durante un viaggio, una “voce” le suggerisce di scrivere appunti di viaggio: nasce così “Lui e moi”(“Lui e io”), un colloquio interiore che cesserà solo con la morte. Durante la seconda guerra, nel diario prevalgono pensieri di intimità con Gesù, che verranno poi pubblicati nel 1949, con enorme successo. Gabrielle muore fra l’8 il 9 giugno 1950, nella festa del Corpus Domini.
Il filo conduttore del diario è la parola “gioia”, che appartiene all’agápe.

Molto nota a tutti è Madeleine Delbrêl, considerata la più famosa mistica del XX secolo. Ben diverso il suo inizio, improntato dall’ateismo del padre e dal rifiuto della fede materna. Abbandonata dal fidanzato Jean, entrato all’improvviso nell’Ordine dei Domenicani, lasciati gli studi letterari e filosofici della Sorbona, dedita alla danza e alla musica, si sente “visitata” da Gesù a vent’anni, nella chiesa di Saint Dominique, sotto la direzione di padre Jacques Lorenzo. Diventa capo-scout, si occupa dei suoi genitori, organizza eventi culturali, trova nella Bibbia la “lampada per i passi”.

A venticinque anni, il giorno in cui crolla la Borsa di Wall Street, inizia una nuova vita: con padre Lorenzo distribuisce pacchi di viveri e di indumenti a famiglie disagiate e forma un gruppo biblico. Nel 1933 si trasferisce a Parigi nella casa parrocchiale di Saint Jean Baptiste con altre due amiche per condividere i problemi della classe operaia, dando vita al “Gruppo della Carità di Gesù”, non accolto dai “cocos” (comunisti). Da qui una nuova scelta: vivere la vocazione cristiana avendo come regola il Vangelo e affidando alla poesia le riflessioni del cammino spirituale.

L’arrivo di padre Lorenzo come parroco, la sede in rue Raspall, lo scoppio della Seconda guerra mondiale, l’incarico a Madeleine di occuparsi, con la sua Équipe, degli sfollati come consulente tecnico per i servizi sociali, il coinvolgimento di altre donne in servizi, il decentramento in piccoli centri autonomi sono tappe del nuovo cammino, di cui Madeleine redige una piccola guida, mentre scrive due opere: “Il piccolo monaco” e “Missionari senza battello”.
Madeleine muore il 13 ottobre 1964 e sarà beatificata da Giovanni Paolo II nel 1994, mentre papa Francesco l’ha dichiarata venerabile il 26 gennaio 2018.

La nota che caratterizza la vita di Etty Hillesum, ebrea, nata nel 1914 è l’introspezione. Trascrive le sue emozioni in un diario intimo, in cui traspare il suo desiderio di dialogare con Dio, lo stupore delle bellezze del creato; vive le drammatiche vicende dei campi di concentramento in cui si realizza l’annientamento del popolo ebreo, ma lei continua a trovare la vita bella e ricca di significato. Percepisce sempre più un ”barlume di eternità”, comprende la grazia che ha sempre operato nella sua vita. Mentre continuano i provvedimenti contro gli ebrei, si prepara interiormente, credendo al di là di ogni speranza. Dietro al filo spinato di Westerbork affronta disagi di ogni tipo: malattie, fatiche, tensioni, umiliazioni...
Trasportata ad Auschwitz, muore il 30 novembre 1943.

Simone Weil: una vita simile a quella d Etty Hillesum: anche lei ebrea, intellettuale, impegnata nella difesa dei più poveri, con un’esperienza mistica. Nata a Parigi il 3 febbraio 1909, ebbe un legame intenso col fratello maggiore André. Di carattere giocoso, laureata alla Scuola Normale Superiore, docente di filosofia, durante la notte scrive su un peschereccio. Attiva nella vita sociale, durante uno sciopero distribuisce il suo stipendio agli operai, scrive articoli sostenendo la loro causa. Esercita anche un lavoro in miniera, allo scopo di condividere le situazioni dei più deboli. Scrive, studia e nel 1938 per la prima volta inizia a leggere la Bibbia, da cui è attratta.

Nel libro “Attesa di Dio” sono contenute alcune lettere al padre domenicano Ioseph-Marie Perrin che le propone di ricevere il Battesimo, ma Simone non è convinta.
Dopo una breve permanenza a New York con i genitori, si trasferisce a Liverpool dove svolge il compito di revisione di documenti provenienti dalla Francia per organizzare il futuro del paese. Il 15 aprile 1943 viene ritrovata svenuta in camera sua: in sanatorio viene dichiarata affetta da tubercolosi. Muore il 24 agosto 1943. Negli ultimi scritti Simone dichiara la sua fede in Dio, il desiderio di ricevere l’eucaristia, riconosce la Chiesa, ma intende rimanerne ai margini.

Interessante la conclusione, in cui l’autrice nota che queste donne hanno incarnato il Vangelo nella loro esistenza terrena “in maniera rivoluzionaria”. Dio si rivela attraverso uomini e donne che vanno controcorrente rispetto alle logiche mondane, possedute dallo Spirito di santità e dalla pienezza della gioia che viene da Gesù.

Maria Luisa Eguez “Partorite dal Padre” – Paoline – euro 14,00

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