Milano , 18 novembre 2020   |  

Parco agricolo sud Milano, mantenere connotazione agricola

Rivalutare la scelta di trasformare 9 mila ettari in aera naturale. SONO 200 aziende in difficoltà

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“Una decisione che ha diviso e che deve essere rivalutata. Penso che questa scelta sia dannosa per una delle aree rurali più importanti della regione. L’agricoltura è l’essenza di questo parco, visto che è stato istituito proprio per la sua natura rurale che funge da cintura all’urbanizzazione della città”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi in merito alla decisione del Comitato tecnico agricolo del Parco Agricolo Sud Milano che con 5 voti a favore e 4 contrari si è espresso sulla trasformazione in aree naturali di quasi 9 mila ettari del Parco, gran parte dei quali coltivati.

“Saranno coinvolte e inevitabilmente impattate circa 200 aziende. Le aree naturali sono, volenti o nolenti, un vincolo per l’attività degli agricoltori che stanno già facendo tutto quanto possibile in termini di sostenibilità ambientale e che non possono perdere mercato a causa di limiti e imposizioni non compatibili con l’attività economica” aggiunge l’assessore.

“Auspico da parte della governance del parco la disponibilità ad ascoltare di più chi lavora la terra producendo cibo sicuro e di qualità per i cittadini milanesi. Parliamo peraltro di una agricoltura già sostenibile, multifunzionale, innovativa. Gli agricoltori sono i protagonisti del mantenimento ambientale e paesaggistico del parco. L’auspicio è che ci sia la volontà da parte di tutti di arrivare a una mediazione e a una nuova valutazione di quanto deliberato anche alla luce delle preoccupazioni e delle proteste in atto da parte degli agricoltori. In tal senso la Regione Lombardia esaminerà con molta attenzione richieste e istanze che perverranno, con l’obiettivo di valorizzare e non punire l’attività agricola e l’attività venatoria, questa oggi più che mai necessaria per contenere la fauna selvatica. Notiamo un insolito silenzio da parte del Comune di Milano. Chiediamo anche all’ente comunale di esprimere un parere chiaro, visto che è soggetto protagonista del parco agricolo” conclude Rolfi.

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