Milano, 07 maggio 2019   |  

Parchi naturali della Lombardia. Dopo 35 anni timidi tentativi di cambiamento

Il Consiglio regionale approva la proroga al 30 settembre per la sottoscrizione delle convenzioni di cogestione. Le aggregazioni saranno volontarie. Per i 5 Stelle un’occasione mancata.

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Una legge vecchia di 35 anni per gestire e governare 24 Parchi regionali di interesse naturalisco, attraverso tutto un groviglio di convenzioni, enti gestori, comunità montane, pertinenze comunali, sovracomunali e provinciali. Si sentiva il bisogno di cambiare e ammodernare e oggi, in Consiglio regionale, sono stati esperiti nuovi percorsi normativi.

È stato approvato a maggioranza (con 37 voti favorevoli, 15 contrari, 11 astenuti) il testo dei progetti di legge abbinati che modificano alcuni articoli della legge regionale sulla riorganizzazione dei parchi e delle aree protette, finalizzato a favorire l’aggregazione tra i parchi esistenti.

Con il provvedimento si chiarisce che le aggregazioni fra parchi sono volontarie e che la proposta di razionalizzazione dei servizi non deve essere obbligatoriamente un’unica proposta presentata da tutti gli Enti di gestione dei parchi, ma può anche essere presentata da singoli parchi o da loro raggruppamenti in relazione a servizi già condivisi.

Il testo inoltre proroga al 30 settembre la scadenza degli adempimenti per sottoscrivere le convenzioni fra parchi e riserve, monumenti naturali ed eventualmente PLIS (Parchi Locali di Interesse Sovracomunale), che la legge attuale stabiliva dovessero essere sottoscritte entro il 28 aprile scorso.
Con un emendamento proposto dal gruppo di Forza Italia e approvato dall’Assemblea, si vieta l’uso dei fuochi d’artificio nelle aree regionali protette.

Approvato anche un ordine del giorno collegato, proposto sempre da Forza Italia con cui si invita la Giunta a costituire un gruppo di lavoro per la revisione della normativa sui parchi con l’obiettivo di formulare un testo unico, all’interno del quale si trovi anche una disciplina specifica delle incompatibilità interne ai processi di riorganizzazione. Nell’ordine del giorno si sollecita la Giunta affinchè provveda ad un “idoneo stanziamento di risorse aggiuntive, che incentivi i percorsi di fusione e di aggregazione gestionale”. Contrario a quest’ultimo punto il Partito Democratico, che aveva proposto, con un suo ordine del giorno bocciato dall’Assemblea, un aumento delle risorse “tout court”, da prevedere già nel prossimo Assestamento di Bilancio e non vincolato alle procedure di aggregazione.

In sede di dichiarazione di voto, si sono espressi a favore i gruppi di maggioranza, mentre ha annunciato voto di astensione il Movimento5Stelle, secondo cui il provvedimento non incide efficacemente su una legge già travagliata: voto contrario dichiarato dal Partito Democratico, secondo cui questa modifica della legge costituisce “un’occasione mancata”.

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