Lecco, 21 giugno 2017   |  

Paolo Dall’Oglio. La profezia messa a tacere

di Gabriella Stucchi

Il libro intende rilanciare il suo messaggio di pace e dialogo attraverso le riflessioni di giornalisti e figure della cultura italiana e internazionale

Paolo DallOglio

Del gesuita Padre Dall’Oglio non si hanno notizie dal 29 luglio 2013, quando sarebbe stato rapito da un gruppo di estremisti islamici vicino ad al-Qāʿida.

L’Associazione Giornalisti Amici di padre dall’Oglio nel libro, a cura di Riccardo Cristiano, intende rilanciare il suo messaggio di pace e dialogo attraverso le riflessioni di giornalisti e figure della cultura italiana e internazionale, partendo proprio dagli scritti del padre gesuita.

Lorenzo Trombetta, studioso di Siria contemporanea, espone l’esperienza siriana di padre dall’Oglio, che negli anni Ottanta ha rifondato nel deserto a nord di Damasco la comunità monastica cattolico-siriaca Mar Musa , erede di una tradizione cenobitica ed eremitica risalente al VI secolo, accogliendo anche aderenti di religione ortodossa e pensando di realizzare un progetto di misticismo condiviso tra cristiani e musulmani.

Ma il suo attivismo provocò la reazione del governo siriano, che minacciò la sua espulsione in seguito alla proposta di una soluzione pacifica ai problemi posti dalle sommosse popolari scoppiate in Siria. L’espulsione fu eseguita il 12 giugno 2012. Dall’Oglio per un breve periodo si trasferì a Sulaymanya, nel Kurdistan iracheno, dove fu accolto nella nuova fondazione monastica di Deir Maryam el Adhra.

Nel 2013 Dall'Oglio è rientrato nel nord controllato dai ribelli siriani, dove si è impegnato in difficili trattative per la liberazione di un gruppo di ostaggi a Raqqa. Mentre cercava di riappacificare i rapporti tra i gruppi curdi e i jihādisti arabi e intendeva pure trattare la liberazione di un gruppo di ostaggi nella zona orientale del paese, si sono perse le sue tracce. Il 29 luglio 2013 sarebbe stato rapito da un gruppo di estremisti islamici vicino ad al-Qāʿida.

Il 12 agosto 2013, un sito arabo ha diffuso la notizia della sua uccisione, che non è stata né confermata né smentita. Il luogo dove sarebbe stato gettato il suo corpo sarebbe la foiba al Houta nella zona di Raqqa.

Seguono le testimonianze di amici: Amedeo Ricucci, che lo definisce “il prete che sente di ‘dover’ fare”, mentre Riccardo Cristiano riconosce nella sua visione anticipazioni profetiche di papa Bergoglio. Ecco una sua frase significativa: “Voglio un paese plurale e armonioso, dove regni la religiosità, dove le persone si amano perché esseri umani, creature di Dio e quindi con diritti e dignità e il meritato rispetto”. “Paolo ha fatto del dialogo islamo-cristiano la sua vocazione principale, il centro della sua spiritualità” (Adnane Mokrani). Shady Hamadi riconosce la forza della fede di padre Paolo, che “”riusciva a trarre consolazione e pace nei momenti più difficili”, svolgendo il ruolo di divulgatore della causa siriana presso la massa, grazie al suo carisma.

Stefano Femminis, direttore di Popoli, rivista internazionale e missionaria dei gesuiti italiani, riporta alcuni articoli di padre Dall’Oglio, in cui esorta a “ capire e amare l’Islam”, riproducendo usi (ad es. il velo islamico), momenti culturali (l’inaugurazione della “biblioteca del dialogo”). Importante l’articolo “Per una Chiesa del dialogo” in occasione del Sinodo dell’ottobre 2008, in cui si prende atto delle nuove esigenze e dei compiti connessi con la relazione interreligiosa.

Commovente l’articolo sulla morte di padre François Murad in Siria il 23 giugno 2013, assassinato con un proiettile sparato a bruciapelo sulla porta del convento francescano dove era ospitato. Gli aggressori erano parte di un gruppo di ceceni teleguidato dai servizi segreti degli alleati siriani-iraniani-russi. “Il suo martirio è gloria per la Chiesa…”.

Nella terza parte del libro, Riflessioni, sono riportati commenti di scrittori su alcuni temi cari a padre Paolo: Pierluigi Consorti sottolinea il tema del dialogo, della non violenza e dell’ingerenza umanitaria. “Dialogo pratica dell’incontro…occorre un impegno coinvolgente… ci si deve accostare con tutto se stessi”. “Paolo ama la non violenza dei poveri, frutto di fedeltà evangelica”.

Paolo Branca e Massimo Campanini discutono sul modo di concepire l’Islam di dall’Oglio, che ignora il suo aspetto politico e richiama a una ricchezza di valori spirituali coranici che bada pure alla realizzazione dell’equità sociale e a un più equilibrato vivere civile.

Il libanese Antoine Courban esprime la sua gratitudine verso padre Dall’Oglio, usando le sue parole: “I cristiani di Siria possono vivere nel loro Paese, in pace con i musulmani, loro fratelli e loro vicini”.

Marco Impagliazzo: “Quella dei sequestrati è una questione molto dolorosa, che ci ferisce, ci tocca e ci fa riflettere sulla cattiveria della guerra, sulla sua crudeltà” e Nader Akkad, siriano di Aleppo, così conclude: “Lo vogliamo vedere tornare qua, libero tra liberi”. Che l’auspicio si traduca in realtà!
È molto commovente leggere i testi di padre Paolo, vedere come le sue parole abbiano inciso nel cuore di chi l’ha conosciuto, di chi ha condiviso le esperienze in Siria, di chi ha conosciuto il suo amore per quel popolo che continua a soffrire per lui e con lui.

Riccardo Cristiano “ Paolo Dall’Oglio” La profezia messa a tacere SAN PAOLO – euro 16.00

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