Lecco, 23 novembre 2017   |  

Padre Gualzetti: La natura e la parola di Dio parlano e incantano

Il missionario lecchese del Pime racconta la sua esperienza in Bangladesh.

padre gualzetti bangladesh

Estratto da mondo e dintorni del novembre 2017 (strumento di divulgazione delle iniziative del Laboratorio Missionario Beato Mazzucconi Onlus).

Carissimi lettori e lettrici di Mondi e Dintorni e soprattutto benefattori e benefattrici del Laboratorio Missionario beato GB Mazzucconi

Grazie del costante ricordo ed aiuto che offrite alle missioni con preghiere, sacri ci e donazioni. Anch’io sono legato al vostro laboratorio perché sono nato in via Visconti e da piccolo con papà e mamma frequentavo la chiesa della Vittoria. Poi da giovane la figura di don Aldo è entrata nella mia vita tramite il carissimo amico e confratello padre Piero Parolari. Da allora i contatti con voi non sono venuti mai meno anche se a scrivere siete sempre voi e io mi limito con qualche breve rispostina e preghiera.

Ora la tradizione continua: alla richiesta di Renata di scrivere due righe per la vostra rivista rispondo volentieri con qualche quadretto della mia vita in missione: nella zona ho appena concluso una settimana di esercizi spirituali con le suore della Santa Croce nella piantagione di thè (tea garden) di Lokhipur nella regione del Sylet. La natura qui parla ed incanta, come anche la parola di Dio con le sue stimolazioni ed illumi- nazioni. Sulla via del ritorno a Zirani approfitto per fare tappa dai fratelli Maristi che da qualche anno risiedono sul confine di un altro tea garden, a Giasnagor, sempre nella diocesi del Sylet, a Nord-Est del Bangladesh.

Si sale al Nord!!! Sulle prime ero un po’ incerto di andare a Dinajpur visto le condizioni delle strade, ma poi il pensiero di far festa a padre Adolfo L’imperio (classe 1930) e a padre Paolo Ciceri per i loro cinquant’anni di sacerdozio, anche le buche sono andate in secondo piano. Sono stato contentissimo di vedere presenti anche un bel gruppetto di preti di Rajshahi attorno al caro padre Ciceri. Un segno di riconoscenza e di gratitudine per tutti gli anni spesi a Rajshahi e dintorni di cui padre Paolo gioisce con noi nonostante che la frattura alla gamba che lo blocca ancora sulla carrozzella. Sorprende sempre come padre Adolfo stia vivendo questa fase della sua vita con l’animo da bambino, contento dei dono ricevuti, capace ancor a di meravigliarsi e di fare del sano umorismo, e a volte... anche il “monello” essendo ghiotto di “fondente” come il sottoscritto.

Grazie di cuore per tutti i modi con cui colgo la vostra presenza nella mia vita di missionario: una preghiera, un offerta, un dono gratuito, una foto, una fedeltà, un neonato, un perdono, un servizio donato agli ultimi e ai piccoli...
Con riconoscenza e gratitudine vi abbraccio

Padre Gianpaolo Gualzetti (PIME)

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