Bangladesh, 02 ottobre 2017   |  

Padre Gualzetti in Bangladesh attende Papa Francesco

Il Santo Padre visiterà prima Myanmar e poi il Bangladesh.

p. Gian Paolo

Padre Gian Paolo Gualzetti, lecchese, missionario del PIME, ci ha fatto pervenire questa lettera in cui descrive alcuni momenti della sua vita in Bangladesh, dove si trova dal 1991.

Giasnagor, 9 settembre 2017. Carissimi e carissime. pace e bene nel Signore Gesù da Giasnagor-Sylet. Ho appena concluso una settimana di esercizi spirituali con le suore della Santa Croce (Holy Cross) nella piantagione di thè (tea garden) di Lokhipur nella regione del Sylet. La natura qui parla ed incanta, come anche la parola di Dio con le sue stimolazioni ed illuminazioni. Sulla via del ritorno a Zirani approfitto per fare tappa dai fratelli Maristi che da qualche anno risiedono sul confine di un altro tea garden, a Giasnagor vicinissimo a Sreemongol sempre nella diocesi del Sylet, a Nord-Est del Bangladesh. Nella quiete della loro casettina voglio riprendere con voi alcuni momenti vissuti in questi ultimi mesi con i suoi lutti e le sue feste.

Sr. Golapi, missionaria dell’Immacolata, per sempre in compagnia dei SS Pietro e Paolo e del suo caro Gesù.
Si capisce che sr Golapi aveva un filo diretto con Gesù, così che anche il giorno della morte lo ha scelto a pennello: solennità dei Santi Pietro e Paolo, la pietra su cui Gesù ha fondato la Chiesa e l’apostolo delle genti, giusto le due anime della nostra cara sr Golapi. Donna ancorata alla Chiesa cattolica, alla sua parrocchia, al suo istituto missionario, e allo stesso tempo donna del “mofosol”, della visita ai villaggi, missionaria alle “genti”. Cosa che anche a Mirpur ha mantenuto entrando nelle case di tutti, mussulmani, indù e cristiani, nei “beauty parlour”(le nostre parrucchiere), nei garments (fabbriche di tessuti e vestiti), senza paura e con le scuse più inimmaginabili, e soprattutto con la sua semplicità e il suo sorriso. Per me è stata una grandissima compagna nella mia crescita in missione, e anche un po’madre (quasi coscritta della mia mamma) o come diceva qualcuno scherzosamente “mio vice parroco o mia parrochessa”.

Una donna ferma nella suo programma giornaliero. Al mattino preghiera, colazione e uscite tra i vicoli di Mirpur con la sua “matitina” e il suo quadernetto tascabile per annotare nomi, parentele, problemi, emergenze ; che poi puntualmente mi comunicava e soprattutto mi stimolava. Al pomeriggio dopo il pranzo e il breve riposo, preghiera e ancora pronta ad uscire per altre visite e i diversi incontri della parrocchia. La sua costanza mi ha sempre edificato: sempre presente agli incontri dei diversi gruppi parrocchiali; sempre presente in largo anticipo alle liturgie parrocchiali e disponibile alla catechesi fino a quando le gambe la hanno sorretta. Una vita così non si improvvisa e anche la malattia non gli ha tolto il suo sorriso e il suo dire bene degli altri.La sua morte è un segno e un grande insegnamento“ con Gesù fino all’ultimo!!”In cappella per l’adorazione eucaristica comunitaria, saluta Gesù con un inchino e viene portata in camera sulla sua carrozzella e solo dopo pochi minuti “per sempre con Gesù”, la persona che più ha amato attraverso i tantissimi “piccoli della terra” che ha servito ed evangelizzato.

Cinquantesimo anniversario.
“Si sale al Nord!!!”Sulle prime ero un po’incerto di andare a Dinajpur visto le condizioni delle strade, ma poi il pensiero di far festa a p L’imperio Adolfo (nostro decano, classe 1930) e a p Paolo Ciceri per i loro cinquant’anni di sacerdozio, anche le buche sono andate in secondo piano. Sono stato contentissimo di vedere presenti anche un bel gruppetto di preti di Rajshahi attorno al caro p Ciceri. Un segno di riconoscenza e di gratitudine per tutti gli anni spesi a Rajshahi e dintorni di cui p Paolo gioisce con noi nonostante che la frattura alla gamba lo blocca ancora sulla carrozzella. Anche per p Adolfo non mancano segni di affetto, ormai la cattedrale è stracolma. Sorprende sempre come p Adolfo stia vivendo questa fase della sua vita con l’animo da bambino, contento dei dono ricevuti, capace ancora di meravigliarsi e di fare del sano umorismo, e a volte ; anche il “monello” essendo ghiotto di “fondente” come il sottoscritto.

Ordinazione sacerdotale di Regan Gomes e consegna del crocifisso per la Guinea Bissau. Finalmente è arrivato il giorno tanto atteso ed annunciato, Regan John Gomes è ordinato dal vescovo ausiliare di Dhaka, Shorot Francis Gomes. Che bello, la sua vocazione è per la chiesa universale, ma nasce da una famiglia, da una parrocchia e una comunità che ha radici a Tumilia, un piccolo paese alla periferia di Dhaka. Ancor più bello che p Regan tra qualche giorno riceverà il crocifisso che lo accompagnerà nella sua missione in Guinea Bissau e da là p Raul, giovane missionario pimino, verrà a vivere con noi la bella avventura di annunciare il Vangelo in Bangladesh. Non mancano lacrime di gioia e di distacco: la mamma vedova, la sorella clarissa, le altre tre sorelle, le zie ; Non mancano i canti e le danze, non mancano il cibo e le piogge.

Non mancano i cambiamenti tra ieri ed oggi: io ne ho notati tre da quando con p Paolo Ballan lo accolsi in quel di Mirpur ormai un decennio fa. Il primo cambiamento: allora era magrissimo ora è bello in carne; il secondo: allora sapeva solo la lingua del suo villaggio ora sa bene il bengalese, l’inglese e l’italiano passando con facilità da una all’altra e il terzo cambiamento. Allora aveva le idee abbastanza confuse su chi è un missionario ora la sua vocazione è accolta con gioia. Questi tre cambiamenti mi offrono l’occasione per fargli tre auguri:il primo, di rimanere “mosbut”, che significa “solido”, non solo nel corpo ma soprattutto nel suo cuore; il secondo, di imparare non solo con la mente, ma anche con il cuore le nuove lingue, portoghese e criolo, che lo aiuteranno a comunicare con il suo nuovo popolo; e il terzo augurio, di ricordare che la nostra vocazione è dono di Dio e che rimane viva solo se è donata agli altri con umiltà, cioè con Gesù nel cuore.

Corso di aggiornamento biblico per la comunità PIME – Bangladesh.
“Bibbia e Missione”, quattro giorni di navigazione tra i libri della Bibbia. Don Lorenzo Flori, prete diocesano di Bergamo, biblista e insegnante anche al nostro seminario di Monza, ci guida e ci stimola a cogliere la volontà di Dio di amare tutti, partendo dai più piccoli, non avendo paura di essere frainteso o non capito. Un annuncio che va portato a tutte le genti fino ai confini del mondo, cosa che è chiara con Gesù, ma già Nell’antico testamento abbiamo un abbondante seminagione di “parola”ed è una bella scoperta. Il clima tra noi è molto bello nonostante il caldo e il numero ridotto dovute alle diverse “emergenze salute”, che per qualcuno ha significato un rientro “forzato” in Italia. Questa è la situazione che come PIME dobbiamo affrontare e che ci interroga su quale attività mantenere e quale lasciare. Per fortuna che qualche segno di speranza si intravede, visto che sono stati destinati ben tre nuovi confratelli, uno indiano e due africani, che renderà la nostra comunità sempre più internazionale, come lo è già il nostro seminario di Monza.

Giovani e Missione (GM) dall’Italia a Zirani.
Una ventata di gioventù, nonostante che i ragazzi del gruppo di GM non sono stati destinati in Bangladesh per problemi di date, noi qui a Zirani, grazie alle suore del PIME, abbiamo ospitato Marco e Sabina, giovane coppia, Anna-Veronica e Teresa-Stella. A due a due inviati a conoscere, accogliere e donare l’amore di Dio in Bangladesh. Ciascuno è stato un grande dono, perché con le loro domande, il loro stupirsi e meravigliarsi, il loro scandalizzarsi, ci hanno stimolato a non sederci nelle nostre abitudini, consuetudini ed indifferenze. Ci hanno spronato ad andare in profondità nei rapporti e nelle scelte. Ciascuno a suo modo, anche se per pochi giorni, ha vissuto l’impatto in loco con il clima, il cibo, i profumi/odori, i costumi e soprattutto con una diversa mentalità. Un bel esercizio di pazienza e di conoscenza di sé stesso e degli altri.

Saluto di ringraziamento a p. Danilo e sr. Regina.
Ogni tanto arriva il tempo del distacco e del saluto. Sr Regina dopo tre anni di servizio al centro dei lavoratori di Zirani andrà a Kalisha per continuare la sua testimonianza di discepola di Gesù. P Danilo Gomez, prete diocesano colombiano, associato al PIME per otto anni, ha chiesto a metà della sua presenza in Bangladesh di poter fare un’altra esperienza al Nord, in una missione tribale. Quindi saluti carichi di riconoscenza e gratitudine per quello che hanno donato a ciascuno di noi in questa zona industriale di Zirani, dove i giovani, sposati e non, sono la maggioranza. P Danilo e sr Regina hanno cercato di dare il meglio di se stessi e si vede non solo nei loro occhi, ma anche nelle loro parole cariche di reciproci sentimenti di gratitudine. Penso che per p Danilo è stata una bella palestra per inserirsi nella mentalità bengalese e per sr Regina uno stimolo ad essere più flessibile negli orari e nei rapporti, visto la situazione variegata di tante tribù e di lavori con i loro turni diurni o notturni ben conditi di ore straordinarie. Il grazie a p Danilo e a sr Regina si estende anche alle suore Marisa e Sopna, al catechista Dipok, alle cuoche Margherita e Cotrina e al tutto fare Pitus. Lo staff di Zirani sta crescendo nel lavorare insieme mettendo al primo posto le persone che incontriamo e cerchiamo di servire.

Assemblea Pastorale Diocesana e visita di Papa Francesco in Bangladesh.
Ogni anno, verso la fine di settembre abbiamo questa bella occasione di incontro con i rappresentanti delle parrocchie, dei centri, dei comitati e degli istituti presenti nella diocesi di Dhaka, una bella fetta del Popolo di Dio. Il nostro Arcivescovo, da qualche mese nominato cardinale, non perde l’occasione per fare un po’di catechesi sulla famiglia. I nuovi media hanno snellito la presentazione delle relazioni sul tema e soprattutto delle relazioni di tutti i comitati e zone pastorale che prima prendevano una bella fetta delle tre giornate, ed era anche una bella “pizza ascoltarle”, ma ora con quattro foto e una paginetta in power point tutto è ben digerito. L’intento finale è di programmare e orientare il “futuro” pastorale della nostra diocesi. Anche se sappiamo bene che questo tempo non è nelle nostre mani e quindi anche la presenza di Dio va richiamata non solo con la liturgia, ma soprattutto con la sua Parola, “lampada dei miei passi ;”. Puntuale e sentito il richiamo del Cardinale alla situazione drammatica del popolo Rohingya che dal Myanmar sta sfollando soprattutto in Bangladesh.

La notizia della visita del Papa Francesco in Bangladesh ha impressionato molti, soprattutto per l’abbinamento dei due paesi, prima in Myanmar e poi qui da noi, con lo stesso slogan “Armonia e Pace”. Parole che sono un sogno, un desiderio di molti. Speriamo che il nostro Papa Francesco possa donare questo spirito per affrontare le difficoltà e le chiusure di questi giorni. Qui a Zirani sono ansiosi di poter partecipare alla santa messa con il Papa, sperando che la “sicurezza” non riduca gli spazi imponendo il numero chiuso. Per intanto la preghiera, il digiuno, l’offerta e la riflessione ci accompagnano per ben prepararci a questo incontro che toccherà il cuore di molte persone aperte al bene, e quindi non solo a noi cristiani. Spero che non sciuperemo questa occasione per metterci in mostra ma per scendere nel segreto dei nostri cuori e così allacciare rapporti nuovi di armonia e di pace. Una preghiera.

Anche questa volta ho iniziato la mia lettera in un posto per concluderla in un altro. Ma ormai mi conoscete, mi piace girare un po’ e quindi vi saluto da Zirani, che si pronuncia “Girani”, una conferma che sono proprio al posto giusto: “a Girani bisogna girare!!!” Grazie di cuore per tutti i modi con cui colgo la vostra presenza nella mia vita di missionario: una preghiera, un offerta, un dono gratuito, un email, una foto, una fedeltà, un neonato, un perdono, un servizio donato agli ultimi e ai piccoli; Ormai “l’ottobre missionario” è alle porte e quindi auguri di buona missione a tutti con Gesù nel cuore e ancora vi ringrazio di cuore per l’amicizia e vicinanza.

Un fraterno abbraccio.
p Gian Paolo

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