Lecco, 30 novembre 2017   |  

Padre David Maria Turoldo e l'annuncio del Santo Natale

di Mario Stojanovic

"Noi ti preghiamo di nascere sempre, che tu fiorisca nel nostro deserto e che prenda carne in questa tua chiesa".

520Turoldo 01

Lo scorso mese di febbraio abbiamo ricordato i 25 anni dalla morte di padre David Maria Turoldo che trascorse gli ultimi mesi della sua malattia proprio nella nostra città, prima in una clinica e poi presso i padri del Pime nel quartiere di Rancio. A poche settimane dal Natale sembra essere ancora di grandissima attulità una delle sue ultime omelie pronunciate nell'abbazia di Fontanella dove viveva con i suoi confratelli, i Servi di Maria. Era quella della notte Santa del 1989.

Vi saluto cari fratelli e sorelle e benvenuti a tutti a pregare.
Mi chiederete: e gli auguri natalizi?
Non c'è nulla di più frusto, di più logoro degli auguri. Infatti sono triste, sto zitto e mi affido a Dio perché le parole non hanno più senso. Allora li metterò in canto e in preghiera e li deporrò sull'altare e poi Dio faccia quello che vuole e magari vi conceda, secondo il suo Spirito, quanto è più urgente per tutti voi e i vostri cari.

Vi annunzio una grande gioia. Questa è la nota dominante della parola di Dio appena annunziata.
Tutti noi siamo mendicanti di Gioia. Tuttavia la gioia non si può imporre, potete divertirvi ma non avere la gioia. Mai tanti divertimenti come in questi tempi, ma tanta disperazione. Eppure senza gioia non si può vivere e il cristianesimo è gioia. Il Vangelo vuol dire lieto annunzio.
La gioia è segno della presenza di Dio, ecco perché dice: vi annuncio una grande gioia.

Oggi, Natale, abbiamo l'Emmanuele, il Dio con noi. Lui viene, ma la sua venuta è anche drammatica: per lui non c'è posto nell albergo. E nei nostri cuori abbiamo posto per lui?
Noi ti preghiamo di nascere sempre, che tu fiorisca nel nostro deserto e che prenda carne in questa tua chiesa.
Perché non so se veramente prende carne fra noi. I segni della sua venuta è la nostra umanità che si realizza e insieme cresce. Questo è il senso. perché là dove c'è il senso dell'umanità, lì c'è Dio.

Ecco la festa del Natale. Il Natale è qualcosa che ci appartiene e non ha niente a che fare con questi commercialumi, di queste profanazioni o di questa ostentata ricchezza. Il Natale è un fascino misterioso ed è l'umanità che dice: chissà che sia la volta buona che nasca l'uomo, il vero uomo. Mia madre mi ha messo al mondo non perché diventi ingegegnere, ma perché diventassi un uomo.

Con il Natale è apparsa l'umanità, quella che vive le parole del Vangelo che dicono "ciò che farete all'ultimo di voi lo fate a me": questo significa Natale.
In conclusione di quella omelia cantò: mentre il silenzio fasciava la terra e la notte era a metà del suo corso, tu sei disceso o verbo di Dio, in solitudine e più alto silenzio. Fin dal principio, da sempre tu sei verbo che crea e contiene ogni cosa, verbo sostanza di tutto il creato, verbo segreto di ogni parola.

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

23 Luglio 2002, dopo 50 anni, scade il trattato della Comunità economica carbone e acciaio e questa è inglobata nell'Unione Europea

Social

newTwitter newYouTube newFB