Lecco, 17 ottobre 2018   |  

Butti: riaprire i navigli con l'acqua del Lario sarebbe devastante

L'esponente di Fratelli d'Italia eletto a Lecco: l'acqua non basta nemmeno al Lario

alessio butti 2018

L'onorevole Alessio Butti, esponente di Fratelli d'Italia eletto lo scorso marzo nel collegio di Lecco e vice presidente Commissione Ambiente Territorio Lavori Pubblici di Montecitorio, interviene sul tema del livello del lago di Como e della proposta di riaprire i navigli milanesi.

Non passa giorno che qualche amministratore locale allarmato per i livelli del lago, sapendo il mio lavoro e le mie proposte sul tema, mi chiami per avere aggiornamenti.

A tutti rispondo spiegando che la questione riguarda due distinti ambiti, quello statale e quello regionale. Mentre sul primo abbiamo tutti le idee chiare, anche in funzione di un proficuo e collaborativo rapporto da me avviato con MIT (Ministero infrastrutture e trasporti) e Ministero dell'Ambiente, sul secondo, quello regionale, si attendono importanti risposte soprattutto in ordine al finanziamento di un progetto scientifico, redatto dal sistema universitario. Il ruolo di Regione Lombardia, da sempre sensibile rispetto ai problemi "ambientali" di questa natura, è determinante al pari di quello esercitato dal Consorzio dell'Adda. Così come sarà determinante, sebbene in un secondo momento, quello delle varie Autorità, Consorzi e quant'altro.

Stabilito che, in questo momento, l'acqua non basta nemmeno al Lario e mi sembra evidente, non si capisce come possa prendere vita l'idea della riapertura dei Navigli milanesi di cui parla spesso il sindaco Sala, qualche amministratore lombardo e soprattutto qualche organo di stampa dando fiato a vari sondaggi.

La questione dei Navigli milanesi è ovviamente considerata, con tutto ciò che afferisce al sistema irriguo a Sud di Olginate, nel progetto embrionale delle Università (Politecnico e Statale), ma sia ben chiaro che non può essere l'Adda, quindi il Lario, a rifornire di acqua i navigli milanesi.

Attenzione agli effetti ambientali devastanti che potrebbero essere generati da proposte o velleità politiche, decisamente miopi, di chi vive a valle del Lario e dell'Adda.

 

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