Cantù, 07 settembre 2017   |  

Officine meccaniche Porro un brand del made in Italy mondiale

di Donatella Salambat

Da più di settan'anni il Gruppo comasco produce articoli d'arredamento, molti dei quali sono diventati un vero e proprio cult a livello internazionale.

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Nel 1946 il progettista comasco Alfredo Porro inizia un'attività nel settore metalmeccanico con due brevetti: la macchina per la riproduzione delle chiavi e la conchiglia per fonderia. Da artigianale la sua attività si trasforma presto in industriale per rispondere all'esigenza di un cliente, Arturo Salice, che, titolare di una ferramenta, gli chiede uno strumento in grado di duplicare le chiavi. L'azienda inizialmente produce maniglie in ottone, ma con il susseguirsi delle generazioni amplia il catalogo dei prodotti finendo per assumere la dimensione attuale di un moderno gruppo a livello internazionale, le Officine Meccaniche Porro, che offre prodotti d'arredamento che costituiscono un perfetto connubio tra arte, artigianalità e tecnologia.

Nel 2000 è aperto lo stabilimento di Cucciago e nel 2005 il marchio Porro si unisce al brand Enrico Cassina dando vita ad una holding. La gamma di maniglie si arricchisce uletriormente di nuovi modelli, alcuni dei quali finiscono per essere oggetto di culto per i più raffinati conoscitori.

Su quali mercati opera principalmente l'azienda e con quali modalità?
La OMP Porro, con i suoi marchi Alfredo Porro e Enrico Cassina ha da sempre avuto una forte propensione ed attenzione alle opportunità offerte dai mercati esteri. Attualmente esportiamo in circa 40 Nazioni e i mercati e aree di maggior presenza sono Germania, Francia, Belgio, Russia, Australia, USA oltre ad una radicata presenza nel Medio Oriente ed Estremo Oriente.

Quanto "pesa" in termini percentuali l'internazionalizzazione sull'intero fatturato?
La quota export pesa oggigiorno per oltre il 60 per cento.

Nella sua esperienza qual è stato il mercato più problematico e quello con maggiori margini di successo?
Certamente il mercato statunitense per le differenze legate agli standard ha rappresentato una sfida aggiuntiva spingendoci a trovare soluzioni tecnologiche per poter offrire i nostri prodotti. Nell’area del Medio Oriente abbiamo avuto le soddisfazioni maggiori, anche in rapporto alle dimensioni del mercato, acquisendo importanti e prestigiose commesse e fornendo le case reali.

Se non si conoscono le modalità per accedere ad un mercato estero è facile cadere in trappole da parte di operatori locali?
Questo è un rischio concreto. A differenza dei nostri competitors europei, spesso le imprese italiane, specialmente le piccole e medie, si trovano ad operare senza una protezione ed un Sistema-Paese che possa adeguatamente supportarle e accompagnarle nella ricerca di partners affidabili. 

Le piccole e medie imprese sono le più colpite dalla crisi economica in Italia. Avere uno sbocco sui mercati esteri con prodotti italiani mette in qualche modo al riparo l'azienda dagli effetti negativi della crisi attuale?
Certamente sì, anche se la crisi internazionale ha colpito non solo l'Europa, ma altri mercati nei quali la nostra azienda è presente da tempo.

L'internazionalizzazione di cui oggi si parla tanto è quindi un'esigenza imprescindibile per tutte le imprese italiane?
La presenza all’ estero è senza dubbio uno sbocco importante e imprescindibile, tenuto conto del mercato interno contraddistinto ancora da una domanda debole e discontinua. Detto questo va anche sottolineato come il solo “istinto” non è sufficiente per poter affrontare i mercati esteri che necessitano di pianificazione ed esperienza e soprattutto di un Sistema-Paese che promuova le nostre eccellenze manifatturiere e le aziende che, come la OMP Porro Srl, ancor oggi sviluppano e producono totalmente i loro prodotti in Italia. (2.continua)

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