Lecco, 12 giugno 2018   |  
Salute   |  Società

Strumenti e buone prassi per prendersi cura degli anziani

di Stefano Scaccabarozzi

Importanti esiti da una ricerca condotta dall'Istituto Medea che ha coinvolti i Comuni di Lecco, Barzago, Cremella, Bosisio Parini, Galbiate e la RSA La Residenza di Malnate.

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Un'analisi dei bisogni, delle necessità e delle capacità fisiche e relazionali degli over 60 per definire le politiche sociali territoriali e un elenco di buone prassi per gli amministratori.

È con questo obiettivo che è nata e si è sviluppata tra l'istituto scientifico Medea di Bosisio Parini in collaborazione con i Comuni di Lecco, Barzago, Cremella, Bosisio Parini, Galbiate e la RSA La Residenza di Malnate.

Una ricerca che ha coi nvolto 313 anziani per valutare il funzionamento adattivo nella popolazione oltre i 60 anni attraverso l’Older Adult Self Report e l’Older Adult Behavior Checklist”, un metodo sviluppato da professor Thomas Achenbach dell’Università del Vermont.

«Lo scopo dell’indagine – spiega Alessandra Frigerio, psicologa, psicoterapeuta e ricercatrice dell'Istituto Scientifico Eugenio Medea - era la standardizzazione del questionario Older Adult Self Report (OASR), uno strumento ampiamente utilizzato sia nel la ricerca, sia nella clinica, per valutare il funzionamento adattivo nella popolazione oltre i 60 anni».

L’indagine è stata condotta su un campione di 313 adulti e ha esaminato la percezione dell’individuo in 3 aree del funzionamento adattivo: “amicizie”, “relazione con il partner” e “punti di forza”. In una seconda parte il questionario ha indagato la percezione dell’individuo in relazione al funzionamento emotivo-comportamentale.

La ricerca ha evidenziato che fattori come il genere e la fascia d’età hanno un impatto significativo sul funzionamento adattivo e saranno utilizzati per creare i valori normativi di riferimento del questionario per la popolazione italiana.

Tra le risultanze dello studio: maggiori difficoltà per le donne con più di 75 anni nella capacità di riconoscersi punti di forza, negli aspetti emotivo e comportamentali e nell'ambito delle amicizie, delle donne tra 65 e 75 nel rapporto con il coniuge. Gli uomini invece mostrano maggiori problematiche relative all'irritabilità e disinibizioni. La fascia di età over 75 mostra maggiori preoccupazioni, anise e problemi cognitivi. Un basso livello socio-economico corrisponde a maggiori preoccupazioni, problematiche di autonomia e cognitive.

Anche la tipologia di luogo in cui gli anziani vivono hanno un riflesso sulle loro percezioni: chi vive nei Comuni più grandi lamenta maggiori problemi somatici, chi vive in una casa di riposo lamenta invece maggiori problemi di pensiero e chi vive in comuni piccoli minori punti di forza e più fragilità.

«Ora sarà possibile – prosegue Alessandra Frigerio - per i medici e gli operatori sociosanitari che lavorano con le persone anziane, confrontare i punteggi ottenuti dal singolo individuo con quelli ottenuti da un cospicuo numero di soggetti dello stesso sesso e della stessa età e, conseguentemente, valutare la presenza o meno di una condizione di rischio».

«L’indagine condotta nell’ambito della ricerca ha restituito informazioni importanti, dati e numeri in grado di arricchire gli strumenti di analisi a disposizione degli operatori del settore – sottolinea l’assessore alle politiche sociali del Comune di Lecco Riccardo Mariani - . Non solo, la qualità e la matrice internazionale del questionario utilizzato e potenziato, rappresentano un valore aggiunto anche per gli Enti e gli assessorati alle poli tiche sociali coinvolti nel processo di raccolta dati e forniscono uno spaccato interessante che potrebbe anche costituire terreno fertile per ulteriori progettualità future».

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