Lecco, 31 agosto 2020   |  

Nuovi codici natura anche per l’esterometro

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

I nuovi codici potranno essere adottati a partire dal 1° ottobre 2020, mentre diverranno obbligatori dal 1° gennaio 2021.

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Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 28 febbraio 2020 n. 99922 ha aggiornato le specifiche tecniche per l’emissione di fatture elettroniche, trasmesse mediante Sistema di Interscambio, revisionando i “codici natura” da indicare nel documento in formato XML e garantendo, in particolare, un maggior grado di dettaglio.

I nuovi codici potranno essere adottati a partire dal 1° ottobre 2020, mentre diverranno obbligatori dal 1° gennaio 2021.
Le date per il “debutto” delle specifiche tecniche aggiornate sono state così definite dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 20 aprile 2020 n. 166579, con un posticipo dettato dal diffondersi dell’emergenza sanitaria da COVID-19.

Secondo quanto emerge dalla lettura dell’Allegato A al provv. n. 166579/2020, i nuovi “codici natura” interessano anche la comunicazione delle operazioni transfrontaliere, divenuta trimestrale dal 2021.

Dunque, i codici potrebbero essere adottati già con riferimento all’invio del c.d. “esterometro” relativo all’ultimo trimestre 2020, il cui termine di presentazione scade il 31 gennaio 2021.

Occorre peraltro rammentare che tale comunicazione non è necessaria in tutti i casi in cui siano state emesse o ricevute fatture elettroniche mediante SdI (provv. Agenzia delle Entrate n. 89757/2018, § 9.2).

In questo senso pare opportuno sottolineare come grazie ai nuovi codici “Tipo Documento” della e-fattura (anch’essi applicabili in via facoltativa dal prossimo 1° ottobre) aumenteranno i casi in cui l’operatore potrà decidere se procedere all’integrazione del documento ricevuto o all’emissione di autofattura in formato elettronico per l’acquisto di beni e servizi da soggetti non residenti, in alternativa alla presentazione della comunicazione delle operazioni transfrontaliere.

Si pensi, ad esempio, agli acquisti intracomunitari di beni; in tale circostanza il cessionario nazionale potrà emettere un documento elettronico utilizzando il codice TD18 (“Integrazione per acquisto di beni intracomunitari”), assorbendo, in questo modo, l’obbligo di presentazione dell’esterometro.

Tornando alle novità in tema di codifiche relative alla natura dell’operazione, è opportuno sottolineare come esse siano particolarmente rilevanti, giacché, il codice deve essere inserito in tutti i casi in cui la cessione di beni o la prestazione di servizi sia priva dell’imposta (ossia, in termini operativi, quando il campo “aliquota” assume un valore pari a zero). La circostanza si verifica generalmente qualora una delle parti (cedente/prestatore o cessionario/committente) non è stabilita nel territorio dello Stato.

Venendo ai casi specifici, se, attualmente, è prevista la sola codifica N2, dal 1° ottobre 2020 sarà possibile distinguere (obbligatoriamente dal 1° gennaio 2021) fra:
il codice N2.1, che identificherà le operazioni prive del requisito di territorialità IVA, ai sensi degli artt. da 7 a 7-septies del DPR 633/72, e
il codice N2.2 che comprenderà le altre operazioni non soggette ad IVA.

Quanto alle fattispecie di non imponibilità IVA, occorrerà operare la distinzione tra:
esportazioni (N3.1);
cessioni intracomunitarie (N3.2);
cessioni verso San Marino (N3.3);
operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione (N3.4);
operazioni non imponibili a seguito di dichiarazione d’intento (N3.5);
altre operazioni non imponibili che non concorrono alla formazione del plafond (N3.6).

Per ciò che concerne gli acquisti da soggetti non stabiliti in Italia, soggetti a inversione contabile ai sensi dell’art. 17 comma 2 del DPR 633/72), invece, la nuova codifica (in luogo del generico “N6”) dovrebbe divenire “N6.9” (Inversione contabile - Altri casi).

Resta identico il codice per le vendite a distanza

Resta immutato, invece, il codice N7, attribuibile alle:
vendite a distanza di cui all’art. 40 commi 3 e 4 e all’art. 41 comma 1 lett. b), DL 331/93;
prestazioni di servizi di telecomunicazioni, teleradiodiffusione ed elettronici, per le quali l’imposta è assolta in un altro Stato Ue (eventualmente con il meccanismo di pagamento del MOSS).
In merito a quest’ultimo aspetto, si rammenta che il nuovo riferimento normativo per le prestazioni di servizi con assolvimento dell’IVA “a destino” è dato dall’art. 7-octies del DPR 633/72

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