Lecco, 02 novembre 2017   |  

Numeri e cifre del bando lecchese di accoglienza dei migranti

Assorbita la chiusura del Bione, sono 1120 i posti assegnati con possibilità di innalzamento del 20 per cento.

migranti1 2

Sono stati resi noti gli esiti del bando per l'accoglienza dei migranti in provincia di Lecco. La nuova gara si proponeva di riorganizzare l'ospitalità diffusa sia aumentando il numero dei Comuni coinvolti sia assorbendo la chiusura del campo del Bione di Lecco dove nell'ultimo periodo eranno ospitati circa 160 richiedenti asilo.

 

Nel bando era stato mantenuto il tetto dei 1200 posti: l'esito delle aggiudicazioni ne ha visti assegnati 1120, con la possibilità - in caso di necessità e dove le strutture lo consentano - di innalzare i numeri del 20 per cento (per un totale teorico di 1344 migranti ospitati). A essi vanno aggiunti gli attuali 45 posti Sprar, quelli per l'accoglienza di secondo livello, che in futuro si punta a incrementare fino a 150.

 

Il bando ha dunque dato piena risposta, dal punto di vista quantitativo, al numero di migranti oggi ospitati nel nostro territorio nonostante la chiusura del Bione, grazie anche alla diminuzione degli arrivi.

 

Dal punto di vista geografico: i 63 centri che ospitano i richiedenti asilo sono ora ospitati in 33 Comuni del territorio, con la città di Lecco che continua a dare il contributo numerico maggiore con circa 400 migranti. Sopra i 100 ospiti anche Malgrate, Cremeno e Airuno. Con questo nuovo bando si registra un maggior coinvolgimento del meratese e casatese.

 

Tenendo per buono il numero di 1120 migranti, a una tariffa media pagata dallo Stato alle cooperative di circa 33,9 euro al giorno per persona, significa un impegno di spesa da Ottobre (data di entrata in vigore dei nuovi contratti) a Dicembre di 3,5 milioni di euro e di quasi 14 milioni di euro in un anno. I contratti sottoscritti scadono infatti a fine anno, a causa dello stanziamento annuale previsto dal Ministero, ma certamente saranno prorogati sul 2018 fino a nuovo bando.

 

Tra le cooperative maggiormente coinvolte ci sono: Tre Fontane di Roma con 194 migranti ospitati (pari a un impegno di spesa di 2,3 milioni di euro annui), Progetto Itaca con 188 (2,3 milioni di euro annui), Progetto Arca con 130 (1,6 milioni annui), Consorzio Consolida con 126 (1,5 milioni annui), Croce del Sud di Galbiate con 119 (1,4 milioni di euro annui) il Gabbiano con 96 (1,1 milioni annui) e Sacra Famiglia di Cesano Boscone con 81 (un milione annuo).

 

Risorse con cui la cooperative devono offire una serie di servizi previsti dal bando di gara (vitto, alloggio, pocket money, assistenza sanitaria e legale, corsi di italiano per citarne alcuni), oltre a dover pagare il personale e l'affitto delle strutture.

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

23 Novembre 1889 il primo Juke box entra in funzione nel Palais Royale Saloon di San Francisco

Social

newTwitter newYouTube newFB