Lecco, 23 maggio 2018   |  

"Non facciamoci avvelenare la vita dal denaro e dal tempo che fugge"

di Mario Stojanovic

"Il tempo galoppa e la vita fugge tra le mani. Ma può fuggire come sabbia oppure come semente".

Clessidra 3

Si dice che la curiosità vada a braccetto con la cultura. Sono tante le domande che si pone il curioso, sul perché e per come, su ciò che ci sta intorno e sulla parte spirituale di noi stessi.
Per questo mi piace entrare nelle chiese del nostro territorio a rendere Grazie a Dio e prendere il notiziario parrocchiale.
L'ultimo che ho letto mi ha coinvolto particolarmente, poiché fa una relazione, sul significato di conoscere noi stessi ed è scritto da un parroco in pensione, ma ancora operativo nella sua parrocchia in riva al lago e si intitola "Conosci te stesso".
Questa celebre scritta greca, sul tempio di Delfi, era un monito per chi entrava nel tempio, ma lo è ancora oggi per tutti noi. La nostra vita sperimenta un eccesso di esigenze e di pretese che sembrano strangolare il respiro dell'anima e la pace interiore.
La nostra società consumistica affascina con le sue insidiose sollecitazioni. Perfino i nostri ragazzi ne sono contagiati. Stanno, infatti perdendo quella dote, che è uno dei più grandi doni dello Spirito Santo: la Semplicità.

Due sono i virus che attanagliano la nostra quotidianità: quello del denaro e del tempo.

Quanto al denaro ne conosciamo, forse per esperienza, la sua capacità avvelenatrice e la sua forza distruttiva anche verso le realtà più limpide e alte della nostra vita. Un simpatico proverbio cinese suona come un campanello d'allarme e ci richiama ad una decisa vigilanza.

Il denaro può comprare una casa, ma non il focolare. Può comprare il letto ma non il sonno. Può comprare un orologio, ma non il tempo. Può comprare un libro, ma non l'intelligenza e la saggezza.

Può comprare la posizione, ma non il rispetto. Può pagare il dottore ma non la salute. Può comprare il sesso ma non l'amore.

Per quanto riguarda il virus del tempo che vola, ricordo una celebre massima latina letta anche in un angolo di una calle a Venezia "Tempus fugit", il tempo fugge. Esso, può essere debellato solo se ti immergi in lui e lo riempi di atti e parole, di emozioni e di passioni, di pensieri e di scelte. Colmiamo la nostra vita di stupore e di futuro. Diceva, Thomas Merton, uno scrittore spirituale, vissuto in una tappa Americana.

Il tempo galoppa e la vita fugge tra le mani. Ma può fuggire come sabbia oppure come semente.

Termino con Don Tonino Bello, un vescovo innamorato della chiesa e di sua Madre: "Insegnaci a considerare la vita quotidiana come un cantiere dove si costruisce la storia della salvezza. Santa Maria, donna feriale, allenta gli ormeggi delle nostre paure, perché possiamo sperimentare come te l’abbandono alla volontà di Dio nelle pieghe prosaiche del tempo e nelle agonie lente delle ore. E torna a camminare discretamente con noi, o creatura straordinaria innamorata di normalità, che prima di essere incoronata Regina del cielo, hai ingoiato la polvere della nostra povera terra. Ella viveva sulla terra, una vita comune a tutti, aiutaci a conoscere, veramente noi stessi".

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