Lecco, 23 dicembre 2017   |  

Noi della montagna e quel Natale del 1916

di Maria Francesca Magni

Dalle poderose rupi delle Dolomiti ci giunge la storia di Luigi Trenker, uno dei più grandi scalatori, guida tra le guide alpine, che regalò la sua anima allo spirito della montagna...

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...nel cuore dell'Inverno non sono né Conrad Hotzendorff né il Generale Luigi Cadorna a regnare sulle cime ghiacciate, ma il buon Dio...
Nella biblioteca della scuola, ingiallito e sommerso dalla polvere, ho trovato il libro 'Noi della montagna' di Luigi Trenker stampato per 'L'eroica di Milano' nella topografia 'Varesina grafica' di Varese l'8 Agosto 1948.

Dalle poderose rupi delle Dolomiti ci giunge la storia di Luigi Trenker, uno dei più grandi scalatori, guida tra le guide alpine, che regalò la sua anima allo spirito della montagna...

Luigi nacque a Ortisei il 4 Ottobre 1892 e morì a Bolzano il 12 Aprile 1990. Frequentò la piccola scuola delle Sorelle Misericordine di Ortisei. Per le sue marachelle riceveva sonori schiaffoni dal maestro, ma imparò ad alzarsi presto e a guadagnarsi presto il pane sulle alture verso le pareti brillanti e scure come il piombo del Sass Ciampatsch e del Sass Songher.

Gli furono affidate trenta pecore ed alcune capre con le quali trascorreva le giornate ai margini dei boschi di larici e ad osservare i fianchi delle montagne. Fu allora che avvertì il desiderio di toccare la roccia che si ergeva umida verso il cielo, ma venne iscritto nell'Imperiale e Regia 'Scuola Reale' di Innsbruck. Divenne scrittore, regista, attore.

Fu soldato nella guerra del 1915-1918, dall'altra parte della trincea.

Trenker fu testimone e artefice di ciò che successe nella Santa Notte del 1916 al fronte, quando giù in fondo alla valle le luci piano piano si spensero e la notte venne su tutte le alture con la sua strana immensità e il silenzio...

In Tirolo, ricorda Trenker militare all'Alpe di Lagazuoi nel giorno più terribile sul fronte dell'Alto Adige: Venerdì 16 Dicembre 1916 quando perirono sotto le valanghe 5mila uomini..., è uso che i bambini due settimane prima di Natale ricevano visitatori dal cielo e dall'inferno. Prima di tutti viene San Nicolò con la sua barba bianca che irradia dolcezza e bontà, lo segue un angelo elegante che porta in un paniere una gran quantità di noci, fichi, mele e cioccolata. Il terzo visitatore viene dall'inferno, è nero e peloso, è il diavolo in persona.

Quando i tre personaggi entrano nelle case, i bambini rimangono impietriti davanti a Lucifero soffiante e sudante, con le corna e la coda, le catene cigolanti e la gerla in cui vuole gettare i bambini cattivi...Allora San Nicolò esorta il diavolo alla calma, siccome le esortazioni non ottengono effetto, S. Nicolò prende per le corna il diavolo e lo caccia fuori tra le risate dei bimbi.

Sarà stato forse questo ritorno all'infanzia o il ricordo dell'odore delle candele, di resina e di pere cotte al forno che...
...quel Natale 1916, venuta la notte, Trenker prese la tromba, scalò la parete rocciosa più vicina, girò la tromba verso il 'nemico' e suonò agli Alpini. Da principio uno tirò, e Trenker ebbe appena il tempo di saltare dietro una roccia. Ma poi là, di fronte, sembrarono comprendere che il concerto non aveva cattive intenzioni, e un canto italiano si alzò dai rifugi nemici verso il cielo scuro seminato di stelle.

Il paesaggio notturno inondato di pace, con le cime frastagliate delle Alpi, pareva bello e commovente.

La voce che cantava era giovane e chiara, il coro degli Alpini intonò il ritornello. Gli austriaci, al di qua, si misero a cantare anche loro.

Quei poveri uomini congelati facevano del loro meglio per mettere in quella musica un sentimento degno della notte di Natale.

Ma improvvisamente, colpi di fuoco risuonarono e si ripercossero cento volte tra i ghiacci, rimbalzando sui petti delle ronde e interrompendo la calma della Santa notte.
Si cantò di nuovo, ma un'altra canzone...

 

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