Barzago, 07 settembre 2020   |  

Nella Festa Patronale la comunità di Barzago accoglie il Vicario padre Stephen

di Italo Allegri

Scenario inconsueto quest’anno per la solenne celebrazione della Festa Patronale di San Bartolomeo nella parrocchia di Barzago, domenica 6 settembre: il sagrato della chiesa parrocchiale! Il parroco don Giovanni ha presentato i nuovi collaboratori della comunità pastorale: il Vicario padre Stephen e suor Giovanna e ringraziato quanti dedicano il loro tempo per le attività parrocchiali.

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Scenario inconsueto quest’anno per la solenne celebrazione della Festa Patronale di San Bartolomeo nella parrocchia di Barzago, domenica 6 settembre: il sagrato della chiesa parrocchiale! Per consentire una più larga partecipazione dei fedeli nel rispetto del distanziamento sociale imposto dalla stringente normativa del covid-19. In questo modo infatti è stato possibile ospitare oltre duecento persone rispetto alle centoventicinque che costituisce la capienza massima del luogo di culto.
Altare allestito al centro della porta principale di eccesso, adagiato sull’ampio gradino situato innanzi alla facciata: ambone a sinistra di chi guarda e sul lato destro i ministranti chiericotti, oltre i quali si è posizionato il coro della parrocchiale, che ha allietato la solenne liturgia con il canto. Di fronte all’altare le innumerevoli sedie per garantire un posto a sedere ai fedeli, parte dei quali hanno trovato posto anche nell’area a verde della stele o sul muretto perimetrale che delimita a sud il piazzale. Appoggiati alla facciata gli stendardi dei quattro rioni: Verdi “La Baragia”, Azzurri “I Funtan”, Gialli “Usterei”, Rossi “Ul Priel” e quello del Palio, mentre quest’anno sono mancati i rappresentanti con i costumi tradizionali, non potendo poi consegnare i doni all’offertorio. Sospeso a qualche metro di altezza tra l’assemblea e l’improvvisato presbiterio il pallone di San Bartolomeo, che ogni anno è arso in questa circostanza all’inizio del canto del gloria, simbolo del martirio, della vita donata a Dio, ma anche della caducità del mondo. Nella circostanza è toccato a padre Stephen appiccare il fuoco che ha bruciato il pallone in un battibaleno, cadendo poi a terra non solo la cenere, ma precipitando anche nell’immediato la sagoma sferica che portava il rivestimento, perché è bruciato il filo che lo sosteneva.
Ingresso solenne processionale percorrendo il corridoio posto a fianco dell’assemblea per immettersi poi, presbiteri e i ministranti, nella navata centrale e raggiungere così l’altare, prima di accedere al qual sono stati cantati i dodici kyrie.
A presiedere l’assemblea quest’anno padre Stephen, nuovo Vicario della Comunità Parrocchiale Maria Regina degli Apostoli che comprende, oltre a Barzago, anche le parrocchie di Bevera e Bulciago. Al suo fianco ha concelebrato il parroco don Giovanni Colombo che ha introdotto la liturgia con queste parole di saluto: «Accogliamo in questa celebrazione di San Bartolomeo padre Stephen come Vicario della nostra comunità pastorale. L’anno scorso accoglievate me in questa occasione. Era la prima Messa che celebravo. Quest’anno accogliamo lui con questa celebrazione. Il pallone è caduto, però è bruciato. Questo segno di gioia, di festa, segno di luce c’è e continua ad esserci. È il richiamo della luce del Signore risorto e della gioia e della passione dei martiri quando danno la vita. Mentre accogliamo padre Stephen diamo anche il benvenuto a suor Giovanna, che anche lei inizia in questi giorni il suo servizio in tutta la nostra comunità. Le persone sono sempre un dono, quindi ringraziamo il Signore per loro e, mentre saluto ciascuno di voi, saluto anche il Sindaco, l’Amministrazione, tutti quelli che nel nostro paese hanno un ruolo, un compito di guida e di servizio. Saluto anche tutti i collaboratori della parrocchia. E davvero il fuoco che ha acceso San Bartolomeo accenda anche noi all’inizio di questo nuovo anno, ci faccia anche desiderare di tornare ad essere comunità che si incontra con quella che noi diciamo “una nuova normalità”».
«È per me una gioia grande trovarmi qui in mezzo a voi e con voi in questa solenne celebrazione della Festa del Patrono della nostra parrocchia, San Bartolomeo Apostolo, festa che ci coinvolge tutti nella contemplazione piena e sincera delle meraviglie che Dio compie nel cuore degli uomini che lo cercano e lo seguono con coraggio e fermezza», esordisce padre Stephen nell’omelia.
Sulla vita di San Bartolomeo sappiamo poco, mentre è certo che «è stato un grande testimone del Vangelo ricevuto e accolto da Gesù Cristo, un grande testimone della fede per la quale egli donò la sua vita in modo pieno e generoso». Festeggiare oggi il Patrono «significa ritrovare nella nostra tradizione un amico potente presso Dio, attorno al quale ci rianima nello spirito di fraternità che deve animare una comunità cristiana».
Nella pagina evangelica Bartolomeo è identificato con Natanaele. Essa racconta la sua conversione affidandosi all’invito a lui rivolto da Filippo: «vieni e vedi», e lo fa senza indugio.
Forse anche ciascuno di noi è nella situazione di San Bartolomeo: ci viene annunciato Cristo ma siamo capaci di incontrarlo? Di accantonare le nostre convinzioni? Disposti a incontrare il Risorto? Consideriamo l’obbedienza ai comandamenti come un peso che ci stanca o come un sentiero di vita che ci libera?
E continua l’omileta: «Ognuno di noi, che trova in San Bartolomeo un esempio di vita, guardi alla sua crescita nella fede e nell’amore. San Bartolomeo è un uomo sincero. Quando lo incontra, Gesù lo elogia perché riconosce in lui “un israelita in cui non c’è falsità”, ossia un uomo amante della verità, che ricerca il vero bene, la felicità autentica, la gioia piena. E lo fa senza traccia alcuna di menzogna, senza inganno ma freschezza e trasparenza».
La consegna finale di padre Stephen: «Per crescere nella fede e nell’amore di Cristo è necessario partire dall’autenticità e dalla trasparenza di vita. Niente ambiguità, niente falsità né compromessi per l’uomo che vuole incontrare il Signore sinceramente. Oggi sono tante le occasioni che ci propongono stili di vita che inclinano alla menzogna, allo scandalo, al relativismo, alla libertà senza limiti. L’uomo che cerca Dio non può piegarsi ai compromessi e alle suggestioni della società odierna, ma con il desiderio della verità nel cuore deve aspirare ad un nuovo stile di vita, un nuovo incontro con Dio».
Al termine della liturgia il parroco don Giovanni ha rivolto il benvenuto a padre Stephen e a suo Giovanna: «In questa Messa senz’altro abbiamo gustato la bellezza dello stare insieme, dello stare insieme grazie al coro, grazie al gruppo dei chiericotti e poi è bello che siamo qui in tanti questa mattina: è tanto tempo che non celebravamo più una Messa con tanta gente! Colgo alche l’occasione per ringraziare tutti quelli che si impegnano per la nostra comunità: sono davvero tanti! Tutti i giorni c’è qualcuno che fa qualcosa: chi a tempo pieno offre il suo servizio, c’è chi quando può, c’è chi quando c’è bisogno; a chi ha permesso questa mattina la Messa all’aperto. Come nostro patrono ho espresso un desiderio e subito si è avverato e di questo devo ringraziare tutti i parrocchiani di cui sono fortunato di avere. Ho chiesto di illuminare San Bartolomeo e in un attimo è stato illuminato!»
Prima della benedizione padre Stephen ha ringraziato tutti i presenti con il seguente pensiero: ««È bello essere qui, disse Pietro a Gesù (Lc, 9,33). È bello essere qui a sperimentare la gioia del Signore in mezzo a voi. È bello essere qui per imparare a camminare e crescere nella fede insieme. È bello essere qui per ascoltare e discernere la voce interiore del Signore in questa comunità. È bello essere qui come testimone del frutto del Sinodo Minore della Chiesa delle Genti. Quindi in modo particolare ringrazio don Giovanni con lui collaboreremo per la calorosa accoglienza a cuore aperto. I miei sinceri ringraziamenti e le mie gratitudini vanno al nostro Arcivescovo, il Vicario episcopale avere fede e fiducia in me, non perché io sia degno di questa nomina, ma perché hanno a cuore il servizio pastorale della nostra comunità pastorale e voi tutti popolo di Dio, cammineremo e collaboreremo insieme. Grazie», seguito da un prolungato e caloroso applauso dell’assemblea.
La festa è proseguita nel pomeriggio presso l’Arena dell’Aula Civica alle ore 16.15 con la compagnia teatrale “Volo via con la Fantasia”, che ha rappresentato lo spettacolo ispirato alle “Favole al telefono” di Gianni Rodari.
Conclusione della in serata con la celebrazione dei vespri solenni di San Bartolomeo e benedizione eucaristica.
Il prologo della Festa Patronale sabato sul sagrato della chiesa parrocchiale con il concerto del “Coro Brianza”, in una cornice serale suggestiva, che ha registrato un considerevole numero di adesioni, previa prenotazione.

 

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