Lecco , 07 agosto 2019   |  

Nel lecchese industria e artigianato è in frenata

Analizzando i dati relativi all’analisi congiunturale del 2° trimestre 2019, emerge una situazione differenziata a seconda dei settori (industria, artigianato, commercio e servizi) e dei territori provinciali del lecchese

Artigianato

Presentata l' "Analisi congiunturale 2° trimestre 2019 - Industria, artigianato, commercio e servizi" dalla Camera di Commercio di Lecco-Como. Ecco alcuni dati significativi della provincia di Lecco.

Da una prima analisi dei dati relativi al secondo semestre 2019 per industria ed artigianato si evidenzia una  variazione della produzione delle imprese industriali lecchesi torna negativa dopo ben 10 trimestri positivi: -4,6%. Anche ordini e fatturato evidenziano andamenti tendenziali negativi (rispettivamente -2,9% e -0,9%)2. Ciononostante, nel 2° trimestre 2019 l’indice medio della produzione industriale lecchese si è attestato a 130,5 (media 2010=100), valore nettamente superiore a quello lombardo. Più alto della media regionale anche l’indice del fatturato (135,3 a Lecco) e in linea quello degli ordini (123,6). La produzione è in crescita nel settore “minerali non metalliferi” (+1%), mentre fanno registrare cali pesanti “siderurgia” e “meccanica” (rispettivamente -9,3% e -4,4%)3. La variazione tendenziale dell’occupazione industriale è stata positiva (+0,5%) e l’indice medio si è attestato a 105,1 (media 2010=100), 4 punti percentuali sopra la media regionale.

Focalizzando l’attenzione sul primo semestre 2019, solo il fatturato delle aziende lecchesi ha registrato una variazione media positiva (+0,5%), mentre produzione e ordini evidenziano cali (rispettivamente -1,2% e -1,4%). L’occupazione industriale è cresciuta dell’1%.

Nel settore dell' artigianato  dai dati lecchesi emerge la prosecuzione del momento negativo, con cali significativi di produzione, fatturato e soprattutto ordini:

A Lecco la produzione diminuisce del 2,4% (a livello regionale solo Lodi fa peggio, -2,7%), gli ordini calano del 5,2% e il fatturato dell’1,9%. I settori dei “minerali non metalliferi”, della “gomma-plastica” e della “siderurgia” evidenziano le maggiori crescite della produzione (rispettivamente +11,4%, +4,8% e +4,5%), mente quelli maggiormente in difficoltà sono “pelli-calzature” (-18,9%), “abbigliamento” (-11,1%) e “meccanica” (-4,2%)4. L’indice medio della produzione artigiana si è attestato a 103,5 (media 2010=100); quello degli ordini a 96,7 e quello del fatturato a 102,9, tutti valori inferiori a quelli comaschi. La variazione dell’occupazione si è attestata a -0,8%; ciononostante il numero indice rimane superiore a quello comasco, attestandosi a 103,5.

Valutando nel complesso il primo semestre 2019, tutti gli indicatori lecchesi hanno registrato variazioni negative rispetto allo stesso periodo del 2018: produzione -2,4%, ordini -3,7% e fatturato -1,8%. L’occupazione del comparto artigiano lecchese è diminuita dell’1,2%.

Per quanto riguarda il comparto commercio e servizi il 2° trimestre 2019  a Lecco si ha un andamento positivo dell’occupazione  sia per il commercio che per i servizi. In provincia di Lecco la variazione del volume d’affari è positiva per il commercio (+3,4%) e negativa per i servizi (-0,4%).

L’indice medio del 2° trimestre è stato pari a 82,9 per le imprese del commercio e a 100,7 per quelle dei servizi. Per entrambi si evidenzia un incremento dell’occupazione (rispettivamente +2,3% e +2,6%). I numeri indice di entrambi i comparti risultano superiori all’anno base (commercio 100,9 e servizi 104,9); tuttavia sono entrambi inferiori a quelli comaschi.

Prendendo in considerazione il primo semestre 2019 le imprese lecchesi del terziario hanno evidenziato valori positivi: volume d’affari del commercio +0,8%, dei servizi +1,7%. Cresce anche l’occupazione: +2,4% nel commercio e +1,1% nei servizi. Ulteriori dati elaborati dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Como-Lecco sull’andamento economico del 1° semestre 2019: i fallimenti sono in calo in entrambi i territori: a Como scendono da 70 a 40 unità (-42,9%), a Lecco da 37 a 35 (-5,4%). Pertanto l’intera area lariana ha registrato una riduzione del 29,9% (contro il -6,7% della Lombardia e il -3,8% dell’Italia); diminuisce l’importo complessivo dei protesti per entrambe le province: a Como da oltre 2,6 milioni a poco più di 2 (-22,1%); a Lecco da oltre 460.000 a 344.000 Euro (-26,5%). Dunque, l’importo dei protesti dell’intero territorio lariano è calato del 22,7%; aumentano le ore di cassa integrazione autorizzate dall’INPS in entrambi i territori. Tuttavia, si nota un andamento differenziato per le due province: a Como aumentano considerevolmente le ore di cassa integrazione straordinaria (+107,7%) e crescono anche quelle ordinarie (+18,2%); non si è fatto ricorso alla cassa in deroga e, complessivamente, le ore aumentano del 48,1%. A Lecco cresce la cassa ordinaria (le ore sono più che raddoppiate rispetto al 1° semestre dello scorso anno, +172,4%), ma cala considerevolmente la straordinaria (-64,5%). Non sono state autorizzate ore di cassa in deroga e le ore totali sono cresciute del 45,2% Complessivamente, le ore di cassa autorizzate nell’intera area lariana crescono del 47,6% (+38,1% la CIG ordinaria e +64,2% quella straordinaria); a fine giugno 2019 le imprese registrate in provincia di Como erano 47.759(per 60.803 unità locali) e il saldo tra imprese nate e cessate nei primi sei mesi dell’anno è negativo:-114 unità (-0,2% rispetto a fine giugno 2018). A Lecco le imprese registrate erano 25.743 (per 32.888 localizzazioni) e il saldo tra imprese nate e cessate è pari a -199 (-1,3%). Nel complesso, le aziendelariane sono diminuite dello 0,6% (a fronte dell’invarianza regionale e nazionale): le iscrizioni sono cresciute del 4% e le cessazioni del 14,8%. 

Aspettative delle imprese per il terzo trimestre 2019. Le previsioni per il prossimo trimestre degli imprenditori intervistati evidenziano sono poco promettenti, anche in considerazione della pausa estiva, in entrambi i territori e in tutti i settori:   Lecco i saldi tra imprenditori industriali ottimisti e pessimisti registrano un peggioramento: per la produzione si passa dal -1,9% dell’indagine precedente al -13,5%; per la domanda interna dal -14,3% al -18,2%; per quella estera dal +10,4% al -15,5%; per l’occupazione dal -7,6% al -8,1%. Artigianato: per la produzione si passa dal -9,4% al -25%; per la domanda interna dal -9,5% al -33,3%; per quella estera da un saldo nullo a -18%; per l’occupazione dal -7,1% al -12,5%. Nel terziario: per il commercio, il saldo tra pessimisti e ottimisti sul volume di affari passa dal +13,3% al -26,3% e sull’occupazione da un saldo nullo al -10,5%; nei servizi dal +16,1% al -18,2% per il volume d’affari e dal +10,7% a un saldo nullo per l’occupazione.  In Lombardia le ore autorizzate complessive di cassa integrazione sono calate del 10,5% (CIG ordinaria, +7,4%, CIG straordinaria, -24,2%; CIG in deroga, -98,5%). Italia invece le stesse sono cresciute del 16,3% (CIG ordinaria, -7,7% CIG straordinaria, +41,9%; CIG in deroga, -71,6%).  Lecco: imprese nate 857 (+1,7%); cessazioni 1.056 (+15,7%). A fine giugno 2019, la crescita delle unità locali registrate in provincia di Como è stata dello 0,1% mentre sono calate dell’1% a Lecco (Lombardia +0,4%; Italia +0,3%).

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