Milano, 24 febbraio 2018   |  
Cronaca   |  Società

Nel centro di Milano di tutto e di più; anche i violenti antifascisti

Mentre in sant'Ambrogio affluivano fedeli per partecipare al rito di ordinazione episcopale di mons. Luigi Testore, a pochi passi un gruppo di imbecilli urlava: “Uccidere un fascista non è un peccato" .

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Milano, sabato 24 Febbraio, ore 9.15 piazza sant'Ambrogio. Decine di persone camminano con ordine verso la basilica dove, di lì a poco sarà ordinato vescovo monsignor Luigi Testore. Sono fedeli ambrosiani ed altri provenienti da Acqui Terme (destinazione del neo vescovo) che, insieme, gioiranno per un evento della Chiesa cattolica, forse l'ultima istituzione a credere davvero nella pace.

Milano, sabato 24 Febbraio, ore 9.15, piazza Castello direzione piazza Cordusio (meno di 500 metri in linea d'aria da piazza sant'Ambrogio). Una ventina di imbecilli (cioè di privi d'intelligenza), al grido di “Uccidere un fascista non è un peccato” ,prima salgono su un monumento e poi si dirigono verso piazza del Duomo obbligando decine di passeggeri delle linee tranviarie 4 e 14 a scendere dai mezzi per ordine delle forze dell'ordine mosse a quella decisione per incolumità stessa dei passeggeri.

Milano, sabato 24 Febbraio, ore 9.15, piazza Duomo (300 metri da piazza Cordusio). Alcune centinaia di cittadini cominciano ad affluire nei pressi del palco dove, in tarda mattinata, rappresentanti del Centrodestra terranno un comizio. Si tratta di curiosi, turisti e, molto probabilmente, dei primi sostenitori di quell'area politica.

È lo spaccato, l'emblema, di tre porzioni della società italiana: credenti tranquilli che partecipano ad una festa di fede; un nucleo di violenti facinorosi (fortunatamente esiguo, ma estremamente dannoso) che non si rede conto di stimolare e dare alibi proprio a quegli oppositori che vorrebbero contrastare; cittadini ancora disposti a scendere in piazza per ascoltare dal vivo – non da uno schermo televisivo – la parola di leader politici.

Su La7, alla stessa ora, la presidente della Camera, Laura Boldrini ribadiva la priorità, per l'Italia, di mandare in carcere i fascisti. I venti imbecilli dove li catalogherà la Presidenta?

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