Lecco, 06 settembre 2018   |  

"Nel carcere di Pescarenico c'è un supplemento di pena. Serve aiuto"

Paolo Trezzi: questi dati certificano una mancata dignità nei confronti delle persone detenute

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Caro Direttore,

E’ notizia delle scorse settimane, dopo la pubblicazione dello studio del partito radicale sulle carceri lombarde, che il nostro di Pescarenico è, dopo Vigevano e Opera, il terzo per sovraffollamento.

A fronte di una capienza regolare di 53 posti vede presenti 76 persone detenute, con un’ulteriore aggravante, quella che la struttura dispone di 29 agenti penitenziari contro i 34 previsti, non bastasse, le patologie di tossicodipendenza interessano il 62% delle persone detenute.

Mi pare che tutte queste gravità evidenziate non abbiano provocato né dibattito né commenti, tantomeno sull’aspetto evidente: se in ogni dove chiusi si sta male, questi dati certificano una mancata dignità nei confronti delle persone detenute, in un ambiente carcerario, con evidenza, i soggetti più deboli.

Un sovraffollamento è una mancanza di dignità perché ne riduce la disponibilità di spazi e vita, una carenza di guardie penitenziarie è una mancanza di dignità perché ne riduce i diritti.

Un numero così elevato di tossicodipendenti, a fronte di un’assenza di adeguata supporto sanitario e assistenziale è una mancanza di dignità perché il carcere non è una Comunità di recupero.

Tutto questo evidenzia implicitamente che le persone detenute non possono essere al centro di un percorso di attenzione e reinserimento nella società in maniera continuativa ed efficace.

Tradotto: è un supplemento di pena. E non è ne giusto, né etico, né umano.

Se non si ha personale, il grave non è prioritariamente che non si fanno delle cose. Il grave primo è che si riducano i diritti della persona detenuta.

Il rapporto di potere che vede il detenuto in una posizione già subalterna si acuisce in queste situazioni così estreme.

E’ necessario e urgente che in primis le Istituzioni, penitenziarie e civiche locali, diano risposte su come pensano, in tempi misurabili e verificabili, risolverle o, inizialmente, alleviarle.

Un continuativo sportello giuridico gratuito all'interno del Carcere, gestito da avvocati del territorio, in forma gratuita, è un modo molto concreto di provare a ampliare i diritti, e supportare il Difensore Civico. Uno sportello infermieristico e medico, gestito da personale sanitario del territorio, in forma gratuita, è un ampliamento dei diritti. Pensare e realizzare percorsi che portano all’esterno, dentro la città e fuori le mura, credo sia auspicabile, fondamentale e prioritario, anche a beneficio dei cittadini.

La certezza della pena non del carcere è un tema che deve essere affrontato, anche per queste lacune. Siccome in ogni dove chiusi si sta male l'obiettivo civile, prioritario, culturale e di dignità è quello di togliere i detenuti dal carcere non di fargli fare qualche lavoretto gratuito dentro.

Non è una questione di buoni sentimenti, utile a rafforzare il comun sentire della pietas ma quello della Giustizia.

Sono richieste che come cittadini e società civile dobbiamo fare e dire forte. Da subito. E, ove necessario, in base alle competenze, mettersi a disposizione. Io ci sono.

Paolo Trezzi

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