Lecco, 04 febbraio 2020   |  

Nel 2019 lieve calo del numero delle imprese lecchesi

Alla fine dello scorso anno le aziende iscritte erano 25.765.

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Le imprese registrate dell’area lariana a fine 2019 sono 73.719 (il tasso di crescita1 è negativo, -0,1%). Questo dato complessivo è il frutto degli andamenti divergenti delle due province interessate: le realtà comasche sono cresciute dello 0,2% (attestandosi a 47.954), mentre per quelle lecchesi si è registrata una diminuzione dello 0,7% (portando il numero di aziende iscritte a fine 2019 a 25.765). Nel periodo considerato, Lombardia e Italia hanno visto una crescita, rispettivamente dello 0,6% e dello 0,4%.

Nell’area lariana lo scorso anno sono nate 4.275 imprese, mentre hanno cessato l’attività2 4.353 aziende; pertanto, il saldo risulta negativo per 78 unità. In provincia di Como si sono registrate 2.826 iscrizioni (+4,6% rispetto al 2018), mentre le chiusure sono state 2.722, anch’esse in crescita (+4,9%). La differenza rimase positiva (+104 unità) e in linea con il dato del 2018 (+106). Nel territorio lecchese, il saldo tra iscrizioni e cessazioni, pur restando negativo, migliora: da -214 a -182 aziende. Le iscrizioni sono state 1.449 (+9,9%), a fronte di 1.631 cessazioni (+6,4%). (cfr. tab. 1 dell’allegato).

Il focus settoriale dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Como-Lecco sui dati del Registro Imprese e della banca dati Movimprese evidenzia che, al 31 dicembre 2019, nella circoscrizione lariana operavano oltre 3.300 imprese agricole (il 4,5% del totale), oltre 23.800 manifatturiere (il 32,3%) di cui 12.600 di costruzioni (17,1% del totale), 16.600 del commercio (22,6%) e 29.900 dei servizi (40,6%). Il saldo tra iscrizioni e cessazioni è positivo per i servizi (+288 unità), pressoché stabile per l’agricoltura (+3) ed ha il segno meno per tutti gli altri settori: industria (-200 unità, di cui 12 del comparto costruzioni) e commercio (-169)3 (cfr. tab. 3a e 3b).

Quanto alle forme giuridiche, a fine 2019 il 28,1% delle imprese lariane si configurava come società di capitale; il 21,1% come società di persone; il 48,4% come impresa individuale; il 2,4% come “altra forma”4. In crescita le società di capitale (+1,9%5). Viceversa, calano le società di persone (-2,1%6), le imprese individuali (-0,3%7) e le "altre forme" (-0,3%8) (cfr. tab. 4).

Sempre considerando l’area lariana, nel comparto artigiano si registra un calo di 167 imprese9; il tasso di crescita è pari a -0,7%, comunque in miglioramento rispetto al 2018 (anno in cui la riduzione era stata dell’1%) (cfr. tab 6). Ciò dipende dal risultato meno negativo delle imprese artigiane comasche: il loro tasso di crescita è passato da -0,8% nel 2018 a -0,3% nel 2019. Viceversa, il dato lecchese è passato da -1,3% a -1,4%. Anche il tasso di crescita lombardo e italiano, pur negativo (rispettivamente -0,3% e -0,6%), è in miglioramento rispetto al 2018 (Lombardia: -0,8%; Italia -1%).

Nonostante il calo, le province di Lecco e di Como (con complessive 24.000 imprese artigiane registrate a fine 2019) sono tuttora prima e seconda in Lombardia e nelle prime 4 posizioni in Italia per “peso” del settore rispetto al totale delle imprese (Lecco, con il 33,1% è seconda, dietro a Reggio Emilia; Como, con il 32,1% è quarta, preceduta anche da Verbania; media lombarda 25,4%; media italiana 21,3%).

A fine 2019 le imprese lariane gestite da giovani9 erano l’8,3% del totale (contro la media regionale dell’8% e italiana del 9,2%); il tasso di crescita (+10,3%) è in linea con il valore dell’Italia, ma inferiore a quello della Lombardia (pari rispettivamente al 10,5% e al 11,5%) (cfr. tab 11 e 12). A Como l’8,2% delle aziende registrate è gestito da giovani, percentuale inferiore a quella lecchese (8,7%).

Alla stessa data le imprese lariane gestite da donne10 erano il 19,3% del totale (quota superiore alla media lombarda, ma inferiore a quella italiana, pari rispettivamente a 18,8% e 22%) e registravano un tasso di crescita positivo (+0,6%; Lombardia +1%; Italia +0,6%, cfr. tab 11 e 12). Anche in questo caso la quota di Lecco è leggermente superiore a quella comasca (19,5% del totale contro 19,2%).

Le aziende lariane gestite da stranieri10 erano il 9,3% (cfr. tab 11 e 12), dato inferiore sia alla media regionale, sia a quella italiana (pari rispettivamente al 12,4% e 10,1%). Ciò è dovuto alla quota piuttosto bassa di imprese lecchesi “a capitale estero”, 7,6%, dato che pone la provincia al penultimo posto nella graduatoria delle province lombarde (precede solo Sondrio); viceversa Como evidenzia una quota del 10,1%, in linea con quella nazionale. Il tasso di crescita nella provincia di Como è stato quasi doppio rispetto a Lecco (+3,4% contro +1,9%; media lariana +3%) ed è in linea con la media regionale e nazionale (rispettivamente +3,5% e +3,1%).

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