Lecco, 11 gennaio 2018   |  

Nel 2017 nel lecchese 20.870 nuove assunzioni

Previsto il ricorso a contratti “atipici” in misura superiore alla media regionale e nazionale

lavorazioni metallo

Secondo la nuova indagine continua Excelsior1 relativa alle previsioni di assunzione, nel 2017 le imprese della provincia di Lecco hanno preventivato in tutto 20.870 assunzioni. Nella nostra regione i nuovi posti di lavoro previsti per il 2017 sono pari a 831.580, e a livello nazionale a 4.092.500.

Secondo le statistiche ufficiali sulle comunicazioni obbligatorie raccolte dalla Provincia di Lecco ed elaborate dall’Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro, nei primi sei mesi del 2017 gli avviamenti effettivamente registrati nell’area lecchese sono stati 18.424, mentre le cessazioni sono risultate pari a 17.345.

Le aziende lecchesi hanno previsto il ricorso a contratti “atipici” in misura superiore alla media regionale e nazionale: infatti la quota di assunzioni di lavoratori dipendenti preventivate nel 2017 è stata pari al 66,4%, il valore più basso tra le province lombarde (contro il 78,5% della Lombardia e l’82% dell’Italia). In particolare per la nostra provincia risulta maggiore il ricorso ai contratti di somministrazione (24,3% contro il 13,8% regionale e l’11,2% nazionale).

Tra le assunzioni di personale dipendente, quelle a tempo indeterminato sono il 18%: in Lombardia, solo Cremona mostra una quota più bassa (17,8%). Il valore della nostra provincia è inferiore sia alla media regionale (24,5%) che a quella nazionale (20,8%).

Le imprese della nostra provincia evidenziano una maggiore difficoltà di reperimento delle figure professionali ricercate rispetto a quelle lombarde e italiane: ciò riguarda il 29,5% delle assunzioni (dipendenti e non) previste (contro il 23,1% della Lombardia e il 21,5% dell’Italia). Il dato lecchese è il più alto tra le province lombarde (cfr. tabella 1 seconda parte e grafico 1 allegato statistico).

Il 38,6% dei nuovi ingressi (dipendenti e non) riguarderà il settore industria, quota nettamente superiore sia al dato lombardo (20,5%) che a quello italiano (20,4%). Più elevata rispetto alla media regionale e nazionale è anche la quota di assunzioni previste nel 2017 nel commercio (16,4% a Lecco; 15,2% in Lombardia e 14,7% in Italia). Viceversa, inferiore è la quota di nuovi ingressi nel turismo (Lecco: 10,9%; Lombardia 13%; Italia:18,7%) e nei servizi (rispettivamente 25,8%, 42,8% e37,4%) In linea con il dato regionale e nazionale è la quota delle costruzioni (Lecco:8,3% ; Lombardia; 8,5%; Italia: 8,8%)(cfr. grafico 2 e tabella 2 allegato statistico).

Le aziende del nostro territorio ricercano personale maggiormente qualificato rispetto a quelle lombarde e italiane; infatti la quota di laureati e diplomati si attesta al 51,1% (a fronte del 50,9% regionale e del 46% nazionale). Lecco si posiziona al 4° posto nella graduatoria regionale per quota di assunzioni “high skill” rispetto al totale pari al 20,6% (dopo Milano, Monza e Varese; media Lombardia, 23,9%; media Italia, 17,5%) Tuttavia, anche l’incidenza delle professioni “low skill”1 è superiore sia al dato della Lombardia che a quello italiano (Lecco: 46,7%; Lombardia:43,2%; Italia: 44,4%) (cfr. tabella 1 prima parte allegato statistico).

Le opportunità di lavoro per i giovani under 29 lecchesi sono migliori rispetto ai loro coetanei lombardi e italiani; infatti, a Lecco, la quota di nuovi ingressi previsti per il 2017 è pari al 38,8%, contro il 34,8% regionale e il 33,6% nazionale.

Anche per le donne le imprese del nostro territorio sembrano offrire maggiori possibilità di lavoro rispetto a quelle lombarde: il 14,2% delle nuove assunzioni riguarderà personale femminile (contro il 13% regionale e il 15% nazionale). Viceversa, le nostre aziende cercano meno personale immigrato (9,9% contro il 15,3% lombardo e il 13,9% nazionale).

I nuovi posti di lavoro si concentrano soprattutto nelle imprese lecchesi medio-piccole: quasi il 70% degli ingressi è previsto da imprese fino a 50 addetti (il dato regionale si attesta al 57,8% e quello nazionale al 66,3%).

Sono, invece, soprattutto le imprese più grandi ad ospitare ragazzi in esperienze di alternanza scuola-lavoro: nel 2017 ha previsto questa attività il 45,9% delle aziende tra i 50 e i 250 dipendenti, e il 50,7% di quelle oltre i 250 dipendenti. Complessivamente il 18,3% delle imprese intervistate ha dichiarato di essere disponibile ad ospitare studenti in alternanza, quota superiore sia alla media regionale che a quella nazionale, rispettivamente pari al 14,9% e pari all’11,9%.

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