Lecco, 10 novembre 2020   |  
Cronaca   |  Società

Anche a Lecco monta la protesta contro il Governo

Un comitato spontaneo di cittadini lecchesi (R2020-Lecco) coinvolge il sindaco Gattinoni sulla gestione, da parte di Roma, dell'epidemia causata dal virus di Wuhan.

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Virus (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)

Riceviamo e pubblichiamo

Egregio Sig. Sindaco,

La ringraziamo per le precisazioni sue e del presidente della Provincia, apparse oggi sulla stampa, in merito all’applicazione delle norme contenute nell’ultimo Dpcm che regolano le tanto agognate, e necessarie, attività motorie all’aperto. Argomento che qui a Lecco è molto sentito.

Siamo un numeroso gruppo di cittadini Lecchesi che negli ultimi mesi, preoccupati della situazione causata da Covid19, hanno iniziato ad informarsi e ad incontrarsi periodicamente. Fanno parte del gruppo persone di varie professioni, compresi alcuni medici.

Egregio signor Sindaco, ci spiace dirlo ma le sue precisazioni non ci hanno convinto, e ci sono sembrate dei difficili esercizi di equilibrismo (sulla corda): misurazione in metri di “passeggiata in prossimità della propria abitazione”? rimarcare la differenza fra esercizio fisico e sportivo? E che dire della differenza fra trekking e camminata in montagna? se vado alla Capanna Stoppani di cosa si tratta? E se vado ai Piani d’Erna?

Altra domanda: un residente in piazza Cappuccini può recarsi a passeggiare nel parco Belvedere, o detto parco è fruibile solo dai residenti all’interno dei famosi 200 metri? Ma vorremmo andare oltre a queste disamine, cui lei è obbligato per la carica che ricopre, ma che ci sembrano di poca sostanza.

Il vero problema è l’assurdità di questo lockdown, a cui nel nostro paese si ricorre con facilità (diverso da quello di altri paesi europei). Si obbligano i cittadini a severe restrizioni della possibilità di trarre benessere fisico e psichico, mai come ora necessari, da attività all’aperto in piena libertà e mente tranquilla, in luoghi dove peraltro, grazie a qualche elementare precauzione, ci sarebbero ben poche possibilità di trasmissione del virus.

È d’accordo? Glielo chiediamo come uomo, non come Sindaco! Inoltre le attività all’aperto sono un’efficace prevenzione delle malattie respiratorie, cardiovascolari, e relative all’obesità, che causano quelle insufficienze del sistema immunitario che predispongono ai virus. Malattie che inoltre costituiscono la causa primaria di morte in Italia e nei paesi occidentali.

Ultima ma non meno importante considerazione è che queste restrizioni severe hanno l’effetto di instaurare nella maggior parte delle persone un clima di paura e di ansia, causando stati psicologici dannosi per la salute. Nella sua lettera lei si appella al buon senso di tutti noi, data la mancanza di argomenti più fondanti. Da parte nostra però non siamo certi che le Autorità per la salute Nazionali e Regionali stiano operando sulla base di scelte consapevoli e attentamente valutate.

Siamo venuti a conoscenza di un esposto-denuncia presentato dai Prof. Scoglio, Dottori Amici, Montanari, Gatti, Mastrangelo, e dall’Avv. Manafra, in merito alla inefficacia dell’uso del tampone come strumento diagnostico.

Ne riportiamo un breve estratto: “Con una dichiarazione congiunta il Dott. Fabio Franchi Medico, infettivologo Esperto di virologia, la dott.ssa Antonietta Gatti Scienziata Esperta di nanopatologie, il dott. Stefano Montanari, Farmacista Ricercatore scientifico e nanopatologo, ed il Prof. Stefano Scoglio, Ricercatore Scientifico, Candidato Premio Nobel per la Medicina 2018, hanno rilevato che i risultati dei tamponi sono del tutto inattendibili e che “proseguire nell’utilizzo dei tamponi da cui ricavare dati utili a determinare proclami sullo stato di emergenza, quarantene individuali o di gruppo, e per imporre limitazioni e lockdown, dalle scuole alle imprese alle famiglie, è praticamente senza nessun fondamento scientifico”.

In particolare il Prof. Stefano Scoglio (Ph.D., B.Sc.) ha coordinato le attività peritali e realizzato lo studio “i tamponi covid-19 producono fino al 95% di falsi positivi : certificato dall’istituto superiore di sanità con l’analisi più completa sui tamponi covid-19” in particolare i predetti esperti hanno evidenziato: a) di aver appurato, da un documento della Commissione europea e da uno dell’Istituto superiore di Sanità, che i tipi di tampone circolanti in Europa al 16 Maggio 2020 erano 78, nessuno dei quali autorizzato, valutato o validato; b) di aver riscontrato dai medesimi documenti che gran parte dei medesimi tamponi sono altresì privi della dichiarazione delle sequenze geniche contenute nei tamponi….. ecc. ecc. Noi stessi, a nostre spese, presenteremo questo esposto alla Procure di Lecco.

Aderiremo anche all’iniziativa lanciata dall’emittente Byoblu di una consultazione popolare per la scelta di scienziati e medici da proporre per un Comitato tecnico-scientifico di nostra fiducia.

Ne riportiamo un estratto: “…… La prima delle Grandi Consultazioni Popolari attraverso le quali vogliamo restituire al popolo italiano la sua dignità nei processi decisionali che investono così pesantemente le loro vite, togliendo lavoro, distruggendo l'istruzione e la socialità nei bambini, massacrando l'economia e provocando un numero incalcolabile di vittime che non ci sarebbero state, se tutti i servizi fossero rimasti aperti e funzionanti.……Le decisioni draconiane cui siamo stati così violentemente sottoposti, vengono prese da un gruppo di persone nominate dal Governo secondo procedure opache, e queste persone - di cui non si conoscono i conflitti di interessi - producono report secretati!

Significa che i cittadini, coloro che detengono la sovranità nel Paese, non devono neppure sapere perché perdono il lavoro……….. non è questo il modo di procedere in una democrazia moderna………… “. e infine noi, come molti cittadini italiani, ci chiediamo come sia possibile che il Ministero della Salute e il Cts, nonostante che fosse stata denunciata la pubblicazione di falsità mediche su Lancet, la rivista scientifica più accreditata al mondo, abbiano proseguito con le proibizioni ai medici di territorio dell’uso di farmaci come l’idrossiclorochina e che, nonostante le promesse di Aprile, non hanno creato nei vari ospedali banche di sangue iperimmune che notoriamente salva la vita proprio nelle situazioni più gravi.

I cittadini italiani si chiedono il motivo di questa opacità, di questo disprezzo di terapie efficaci e del fatto che l’unica terapia rimanga alla fine la chiusura del Paese, e per la seconda volta!

L’impegno che ci siamo presi è di diffondere questi documenti ad amici, conoscenti e ai cittadini Lecchesi, certi che solo dal dubbio e dalle domande può nascere la ricerca di certezze. E certi che vorrà condividere con noi questa ricerca.
I cittadini Lecchesi aderenti a R2020-Lecco