Lecco, 06 dicembre 2017   |  

Mons. Roberto Busti a Lecco per la festività di San Nicolò

di Mario Stojanovic

Il vescovo emerito di Mantova torna nella città di cui è stato per 16 anni Prevosto.

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Su invito di mons. Franco Cecchin, la solenne celebrazione eucaristica per la festività liturgica di San Nicolò, celebrata oggi, 6 dicembre, è stata presieduta da sua eccellenza mons. Roberto Busti, vescovo emerito di Mantova e prevosto di Lecco dal 1991 al 2007.

 

A concelebrare una ventina di sacerdoti originari di Lecco o che in città hanno prestato il loro servizio pastorale. Ad animare la liturgia i canti della corale della Basilica, per l'occasione diretta dalla giovane maestra Maddalena Muttoni

 

WhatsApp Image 2017 12 06 at 18.41.01Nella sua omelia Busti si è rivolto ai tanti lecchesi giunti in Basilica per la celebrazione e per rincontrarlo: «Ringrazio di cuore monsignor Prevosto per l'invito che mi ha rivolto a celebrare la solennità del patrono San Nicolò insieme ad altri sacerdoti che, per nascita o per svolgimento del servizio pastorale, hanno avuto la grazia e vissuto l'impegno di contribuire alla vita cristiana di questa comunità. Ritrovarci tra tanti sacerdoti che hanno vissuto in questa bella vigna del Signore è anche affidare totalmente a lui il frutto del nostro lavoro che, pur passato di mano in mano nella nostra pochezza, non va mai perso perché profondamente radicato in Lui. Questa celebrazione diventa perciò un profondo ringraziamento al Signore per la generosità dei doni che non ha fatto mancare a questa Comunità che ci è stata e ci è così cara».

 

Mons. Busti ha voluto riprendere il discorso di mons. Cecchin alla città: «Non credo ci sia altro da aggiungere al decimo discorso alla città di mons. Cecchin, con la sua forte esortazione alla comunità lecchese a saper valorizzare tutte le età della vita. Mi sono sentito io stesso chiamato in causa e per questo sono andato a leggerlo con attenzione e curiosità. Vi ho trovato una constatazione che dovrebbe essere presente a ciascuno di noi, ma che a volte ci richiama a maggiore attenzione. Ho trovato il mio posto tra coloro che sono “della quarta età, dopo i 75 anni, ultima parte della vita anziana, nella quale la speranza di un'esistenza buona senza disabilità si abbassa fortemente”: realtà di cui ho fatto recentemente esperienza non certo simpatica, ma che richiama alla situazione di fatto».

 

WhatsApp Image 2017 12 06 at 19.08.39E ancora: «Tuttavia ho accolto l'esortazione ad accettare l'età della propria vita come un cammino verso la pienezza, che evidentemente riguarda tutti, in modo particolare le persone anziane come me, e ci richiama a una reciprocità capace di mettere a disposizione quello che si è, prima di quello che si ha; custodendo una memoria che non è soltanto il racconto di fatti passati sconosciuti a chi è nato dopo di noi, ma percorso di vita dal quale ricavare spunti ancora utili di progettualità, facendo emergere quella saggezza non saccente di chi sa trarre le cose buone dal paniere della propria esperienza, giudizi obiettivi e più sereni, meno passionali, capaci di uno sguardo pacato sul futuro, in modo che chi vuole ne possa gratuitamente partecipare. Un compito arduo che assolve l'impegno di vivere da cristiani continuando a essere utili e sereni anche quando le responsabilità sono passate in altre mani e gli impegni non assillano la vita».

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