Lecco, 25 gennaio 2018   |  

Mons. Riva guida della comunità ecclesiale della Val san Martino

di Mario Stojanovic

La diocesi di Bergamo ha infatti ridisegnato i confini dei 28 vicariati locali, creando 13 nuove comunità ecclesiali territoriali

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Mons. Beschi e mons. Riva a Carenno

Nuovo incarico pastorale per monsignor Angelo Riva, parroco di Carenno e Lorentino. Il vescovo di Bergamo Francesco Beschi lo ha incaricato, dal prossimo mese di settembre, di guidare la nuova comunità ecclesiale territoriale della Val san Martino.

La diocesi di Bergamo ha infatti ridisegnato i confini dei 28 vicariati locali, creando 13 nuove comunità ecclesiali territoriali. La nuova comunità della Val San Martino, affidata a mons. Riva, sarà la numero sette e si estenderà sino a tutte le parrocchie sino a Ponte San Pietro.

Don Angelo, come preferisce essere chiamato, è nato l'11 gennaio del 1967 a Valbrembo, nella parrocchia di Scano. Laureato in teologia, dopo l'ordinazione sacerdotale, il 12 giugno del 1993, ha ricoperto l'incarico di vicario parrocchiale di Ciserano e, sino al 1999, è stato l'incaricato per la pastorale giovanile della Val Brembana. Dallo stesso anno e sino al 2008 membro del consiglio presbiteriale diocesano.

Dal 2008 è parroco di Carenno, dove fece il suo ingresso in bicicletta. Dal 2009 è anche parroco di Lorentino. Due anni più tardi è stato nominato delegato diocesano per il rito ambrosiano e dal 2012 canonico onorario del capitolo minore della basilica metropolitana di Milano. Dal 2014 è rettore del collegio convitto di Celana.

"So che questo nuovo incarico sarà molto impegnativo poiché significa servizio ai fratelli. Chiedo - commenta don Angelo - di pregare per me affinché tutto inizi e proceda secondo la sua volontà, alla luce dello Spirito Santo. Si tratta certamente un impegno non indifferente, perché dovremo vivere un nuovo approccio con le comunità e tra le comunità, capaci di porre attenzione ai laici nella loro vocazione battesimale per un servizio autentico alle terre esistenziali degli uomini e di ogni uomo, non da soli ma con il Vangelo e con l'atteggiamento credente del buon samaritano. Va considerato, con e nonostante le difficoltà, un vero cammino credente, per imparare ad essere cristiani nella quotidiana sfida di annunciare il Vangelo in un mondo che cambia".

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