Lecco, 10 settembre 2017   |  

Mons. Franco Cecchin: necessità di una Chiesa sinodale

di Franco Cecchin

Il Prevosto di Lecco: Camminare insieme come Chiesa non è semplicemente un procedimento democratico, ma è piuttosto un vivere una “mistica dell’incontro”

mons. franco cecchin 3

Mai come adesso percepisco come alcuni eventi della nostra epoca, che registro come aspetti negativi, siano ambiti che suscitano - se si vuole - una riscoperta e un approfondimento dell’autenticità del Cristianesimo.

Se mi affascina che l’umanità, nel suo cammino di progresso scientifico e tecnico, ha reso la terra come un “villaggio globale” con la possibilità reale di una comunicazione immediata e riavvicinata, rimango sconcertato che questo traguardo venga usato non per una crescita della fraternità universale, ma per una spirale quasi diabolica di contrapposizione mondiale.

Si sta diffondendo quasi come un’epidemia, che prende dentro anche la nostra realtà ecclesiale, un virus che porta, sia nelle piccole che nelle grandi comunità, una crescita esponenziale di polarizzazione, di esclusione e di inimicizie come unico modo possibile per risolvere i conflitti.

La Chiesa, anche in questo ambito, è chiamata ad essere fedele a ciò che il suo fondatore, il Signore Gesù, vuole da essa e così ad essere anche credibile e di aiuto alla società contemporanea, bloccata da un conflitto permanente.

Come è già indicato nel racconto biblico della creazione, siamo creati l’uno in dono per l’altro. La nostra diversità è proprio un dono reciproco, perché regni tra di noi l’unità creativa, voluta da Dio. Dopo il peccato originale, Dio rilancia il suo piano di amore con la passione, morte e risurrezione di suo Figlio Gesù.

Il Signore Gesù compie il Regno di Dio e la sua Chiesa è sacramento di salvezza per vivere l’amore fraterno: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi… Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola perché il mondo creda che mi hai mandato” (Giovanni 15, 12. 17,20).

Il popolo di Dio è un popolo in cammino “finché arriviamo tutti all’unità della fede e dell’amore” (Efesini 4, 13). Questo esige che noi cristiani cresciamo nei percorsi di sinodalità nel discernere la volontà di Dio Padre espresso in Gesù Cristo con il dono del suo Spirito.

L’etimologia della parola “sinodo”, che deriva dal greco “syn” = “con” e “hodós = “cammino”, è profondamente significativa: è un camminare insieme. Una Chiesa sinodale è una Chiesa in ascolto, nella consapevolezza che l’ascoltare è più che sentire.

È un ascolto reciproco in cui ciascuno ha qualcosa da imparare. Popolo fedele, Collegio episcopale, Vescovo di Roma: l’uno in ascolto degli altri, e tutti in ascolto dello Spirito Santo, lo “Spirito della Verità” (Giovanni 14, 17), per conoscere ciò che il Signore Gesù “dice alle chiese” (Apocalisse 2, 7).

Camminare insieme come Chiesa non è semplicemente un procedimento democratico, ma è piuttosto un vivere una “mistica dell’incontro” (= una docilità allo Spirito Santo). I vari organismi partecipativi e i vari incontri saranno utilissimi se saranno sostenuti e animati da una conversione personale e comunitaria.

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