Lecco, 22 maggio 2019   |  

Mons. Franco Cecchin: "Le sfide della terza età oggi"

"In questo momento storico, tutti siamo coinvolti a rendere la Terza Età non come una fase negativa dell’esistenza, ma come una tappa significativa per i soggetti che la vivono e per tutti gli altri".

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Mons. Franco Cecchin, già prevosto di Lecco, oggi assistente diocesano della Terza Età, nel convegno organizzato dalla Caritas ambrosiana ha presentato un intervento sul tema “Le sfide della terza età oggi”.
1 - L’affrontare e approfondire “le sfide della Terza Età oggi” non è un esercizio puramente accademico, ma è un’azione importante per gli interessati e per tutta la popolazione.

2 - Dobbiamo sempre più prendere atto del fenomeno della Terza Età nelle sue varie articolazioni, perché sta acquisendo una importanza non solo numerica, ma anche determinante per la Chiesa e la società odierna.

3 - La mia riflessione su “Le sfide della terza età oggi”, evidentemente, è essenziale e mira a mostrare come il Movimento diocesano della Terza Età sta operando un salto di qualità, nell’ottica della positività e non della contrapposizione.

I - IL MOVIMENTO DELLA TERZA’ ETA’

1 - Origine del Movimento della Terza Età
L’arcivescovo card. Giovanni Colombo, nel 1972, prendendo spunto dall’intuizione pionieristica della Chiesa francese che aveva costituito dei gruppi di attenzione particolare agli anziani, ha fondato il Movimento della Terza Età con la finalità dell’evangelizzazione e della promozione umana.

2 - Evoluzione del Movimento della Terza Età
Con il passare del tempo, arrivando a questo anno 2019, la popolazione degli anziati è mutata. Possiamo classificarla in questo modo: 1^ fase, dai 65 ai 75 anni, “Anziani giovani”; 2^ fase, dai 75 agli 85 anni, “Anziani”; 3^ fase, dagli 85 in su, “Anziani più”.

3 - La scommessa del movimento della Terza Età
In questi anni, il Movimento diocesano della Terza Età ha compiuto un cammino notevole. In questo periodo, però, constatando non solo la diminuzione degli iscritti “nel 2017-2018 di 6.391 e nel 2018-2019 di 5.874”, ma anche prendendo atto che la grande maggioranza degli anziani del periodo del cardinale Giovanni Colombo è approdato all’eterno e che gli “Anziani Giovani” sempre più numerosi non tutti hanno ricevuto un educazione cristiana, ha condotto il Movimento della Terza Età ad un atteggiamento di discernimento per intuire ciò che lo Spirito di Cristo vuole dalla Chiesa ambrosiana in questo periodo storico.

II - IL CAMBIO DI EPOCA

1 - Dalla oggettività alla soggettività
A tutti è noto il cambiamento di epoca che l’umanità sta percorrendo specialmente nel mondo occidentale. Da una visione del mondo caratterizzata dalla oggettività (Trascendenza) con il rischio del formalismo ad una visione del mondo caratterizzata dalla soggettività (Immanenza) con il rischio dell’individualismo.

2 - Società secolarizzata ed individualista
Siamo in una società secolarizzata, individualista, agnostica, indifferente e relativistica, che mira alla soddisfazione immediata, all’apparenza e al dominio sugli altri, portando molto spesso ad una solitudine esistenziale.

3 - Il fenomeno degli anziani giovani
A tutto ciò si aggiunge il fatto che la popolazione anziana aumenta con una diminuzione spaventosa della natalità e che gli “anziani giovani” con la tentazione della eterna giovinezza non hanno alle spalle molto spesso una tradizione o educazione cristiana. Tutto ciò ci sollecita come cristiani e come Chiesa a vivere questo momento cruciale come un’opportunità, una grazia e una missione.

III - I PASSI ATTUALI E FUTURI

In questo momento storico, tutti siamo coinvolti a rendere la Terza Età non come una fase negativa dell’esistenza, ma come una tappa significativa per i soggetti che la vivono e per tutti gli altri. Indico alcuni passi attuali e futuri:

1 - Esigenze di discernimento
Far crescere a tutti i livelli personali e comunitari l’esigenza di un discernimento, di una lettura dei segni dei tempi sulla Terza Età. Gli individui di ogni età, il popolo di Dio e la società, nelle sue varie articolazioni, sono coinvolti. L’anziano è un soggetto che è chiamato a dare e a ricevere.

2 - Le scelte del Movimento della Terza Età
Il Movimento della Terza Età della diocesi di Milano si sta impegnando in vari ambiti:

a) Nella diocesi, far crescere la consapevolezza che gli anziani non sono semplicemente oggetto di pastorale, ma soprattutto soggetti (è sufficiente constatare che sono i più presenti nelle varie celebrazioni…).

b) Con i vari rappresentanti dei movimenti della Terza Età (Zone pastorali, Decanati, Comunità pastorali e Parrocchie) abbiamo l’obiettivo della formazione spirituale: cioè, una vita secondo lo Spirito di Cristo con la catechesi, i sacramenti, la vita di comunità con le varie iniziative di vicinanza, di aiuto reciproco e di approfondimenti culturali (Università della Terza Età, conferenze…) e ricreativi (viaggi, vacanze…).

c) Le finalità e le modalità sono precise:
- aiutare gli anziani a vivere con autenticità la fase della propria esistenza, sapendo che la morte non è la fine ma il compimento (il traguardo è il Paradiso!);
- sostenere gli anziani ad essere protagonisti nella Chiesa e nella Società secondo le proprie capacità;
- incoraggiare gli anziani a favorire un dialogo costruttivo con la seconda e prima generazione, comunicando la tradizione del nostro popolo lombardo e la sapienza evangelica;
- avere con gli “anziani giovani” un atteggiamento non di proselitismo, ma di empatico ascolto (la Chiesa non deve parlare addosso e sopra le persone, ma è chiamata ad ascoltare il loro vissuto per fare emergere i bisogni essenziali dell’essere umano come il significato dell’esistenza ed il bisogno di felicità);
- trasformare il Sito del Movimento della Terza Età, nel più breve tempo possibile, in uno strumento di comunicazione reciproca per accogliere i bisogni e lo scambio di potenzialità reciproche.

3 - Iniziative corali
Proporre e attuare alcune iniziative corali:
-un incontro con tutte le realtà ecclesiali e civili che affrontano l’evento della Terza Età non per omogeneizzarle, ma per un confronto costruttivo con eventuali sinergie;
-sostenere un “Osservatorio sugli anziani” presso l’Università Cattolica;
-far conoscere e valorizzare le Università della Terza Età e i vari Centri culturali;
-promuovere una politica comune a favore degli anziani.

CONCLUSIONE

Tre possibili domande di chiarimento e di approfondimento, dopo una relazione incompleta su “Una socialità che contrasta le solitudini”:

1 - Che cosa suggerisci al Movimento diocesano della Terza Età?

2 - Come valutare il cambiamento di epoca nei suoi rischi e nelle sue scommesse?

3 - Quali scelte mettere in atto perché gli anziani non siano chiusi in se stessi?

 

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