Lecco, 17 dicembre 2016   |  

Mons. Franco Cecchin: La democrazia valore irrinunciabile

Il Prevosto: c'è un distacco sempre enorme tra la classe politica e la vita della gente.

cecchin viola

Certamente la democrazia sta attraversando, in questo momento storico, specialmente nell’ambito occidentale, una situazione critica ma superabile soprattutto nei suoi contenuti essenziali.

Non dimentichiamo che la democrazia (= governo del popolo) è da sempre e per sua natura soggetta a crisi. Lo è stata nella democrazia diretta degli antichi, lo è in quella rappresentativa dei moderni.

In quella rappresentativa, infatti, la crisi si è manifestata sia nella variante parlamentare dei notabili, a suffragio ristretto, nel corso dell’Ottocento; sia nella variante a suffragio universale dei grandi partiti di massa, nel corso del Novecento.

E lo è tuttora, nella democrazia mediatica e personalizzata in cui viviamo. Evidentemente questa situazione di crisi attuale della democrazia, sia nel suo processo di partecipazione del popolo, sia nella qualità dei governi è accentuata da tanti fattori.

Richiamo i più importanti. Il non corretto rapporto tra la politica economica internazionale e la struttura economica-istituzionale interna ad ogni paese è accentuato dalla crisi finanziaria americana del 2008.

Il debole sviluppo economico internazionale e dei singoli paesi, la disoccupazione e la precarietà conseguente, la crescita delle diseguaglianze, la delusione delle speranze di un continuo miglioramento sociale, le ondate di immigrazioni, sono altri elementi che portano ad estraniare la gente dalla vita politica democratica.

Non dimentichiamo, tra l’altro, il distacco sempre enorme tra la classe politica e la vita della gente che è sempre più disorientata da scandali e corruzioni da parte di chi gestisce il potere molto spesso non per il Bene comune.

A tutto questo c’è una via di uscita? La risposta è affermativa se c’è un sussulto di cultura e di educazione al Bene comune a partire dalla nuova generazione con una testimonianza credibile di noi adulti, nella correttezza degli ambiti legislativi, giudiziali ed esecutivi.

Occorre superare la concezione individualista ed egocentrica della società: ci si salva insieme. Non sono i nazionalismi la via di uscita, ma le nazioni che nella loro originalità interagiscono in una federazione di habitat vitali.

Non possiamo accettare che il mondo sia spartito tra Trump e Putin. Europa, svegliati! Nel rispetto delle tradizioni religiose di ciascuno, rifacciamoci come Italiani ed Europei ai fondatori dell’Europa non solo per l’aspetto economico.

Riprendiamo il trattato di Maastricht del 1991, che metteva le premesse della costituzione di base dell’Unione europea valoriale: una rivoluzione costituzionale che porti l’Europa a parlare con una voce sola nella valorizzazione delle singole nazioni europee e nella dinamica unitaria in rapporto al mondo intero.

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

29 Marzo 1848 inizia la prima guerra d'indipendenza italiana: le truppe piemontesi varcano il Ticino per scontrarsi con quelle austriache

Social

newTwitter newYouTube newFB