Lecco, 07 gennaio 2018   |  

Mons. Franco Cecchin: il valore insostituibile della responsabilità

di Franco Cecchin

Il Prevosto: I conflitti e le ingiustizie non si superano unicamente con le imposizioni e i castighi, ma soprattutto con un cammino di crescita delle persone.

franco cecchin

Pur nelle contraddizioni dell’epoca post-moderna, sta emergendo una nuova consapevolezza. Nella concezione dell’essere umano si è passati da un soggetto autonomo, padrone di se stesso e della trasformazione del mondo, ad un soggetto di relazione, legato agli altri e al tempo stesso coinvolto in prima persona.

Nonostante tutte le spinte contradditorie del mondo contemporaneo, fatto di individualismo, di prepotenza e di indifferenza, sta emergendo un’etica di fondo, caratterizzata dalla responsabilità personale. Quando si parla di responsabilità si intende un essere che risponde in prima persona.

Evidentemente il contenuto della persona umana non è semplicemente un individuo, ma un essere unico e irrepetibile chiamato a vivere per e con qualcuno/a e a vivere per e con gli altri.

Sempre di più, dovremmo avere l’attenzione all’essere umano dal suo concepimento e al suo venire alla luce di questo mondo, dal suo esserci in un momento preciso della storia al suo cammino di crescita.

Il nodo essenziale è proprio quello educativo: l’essere accolto e accogliere, l’essere riconosciuti e riconoscere, l’essere incoraggiati e incoraggiare. È la relazione interpersonale che fa crescere le persone, aiutandole a passare dal criterio del piacere a quello del dovere e dal criterio dell’obbligo a quello dei valori.

È l’emozione dell’incontro con l’altro e con gli altri che porta a maturare il senso di responsabilità. È la percezione dell’appartenenza ad una stessa famiglia che fa crescere la fraternità e l’assunzione dell’altro come parte viva di se stessi.

I conflitti e le ingiustizie non si superano unicamente con le imposizioni e i castighi, ma soprattutto con un cammino di crescita delle persone, aiutandole a liberarsi dalle carenze affettive e dall’immaturità e a far emergere l’originalità di ciascuno.

Il modo di essere nel mondo, allora, può avere una molteplicità di forme. Ne semplifico qualcuna: quella di mettere al mondo un figlio, di impostare la nostra vita nella dinamica del dono, di impegnarsi nella propria vocazione con competenza e continuità, di guardare in faccia ciò che accade senza accontentarci di spiegazioni preconfezionate…

Non deponiamo la speranza! La Parola definitiva della storia è stata proferita dal Dio di Gesù, che ha vinto il male e dà a ciascuno di noi la possibilità di essere protagonisti e responsabili nella costruzione della convivenza umana secondo il suo disegno di amore.

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