Lecco, 22 ottobre 2017   |  

Mons. Franco Cecchin: il nodo educativo oggi

di Franco Cecchin

Il Prevosto di Lecco: è urgente e necessario mettere in campo un progetto valoriale, fondato sui principi essenziali e su precisi obiettivi pedagogici.

FRANCOCECCHIN

Per individuare il nodo educativo oggi è importante presentare il contesto postmoderno, in cui la nuova generazione è chiamata a vivere. Questa presentazione diventa significativa e responsabilizzante nella misura in cui non ci lasciamo condizionare da essa, anzi ci provoca ad un salto di qualità.

Non dobbiamo negare che stiamo vivendo in un contesto di relativismo culturale ed etico. Registriamo una disgregazione della famiglia nelle varie forme di matrimonio con il disagio soprattutto dei figli e un disfacimento della scuola dovuto sia alla mancanza di un progetto serio, sia al discredito crescente nei confronti degli insegnanti.

Il mondo giovanile viene generalmente presentato come una realtà rinunciataria nei confronti dei grandi ideali, mirando specialmente al piccolo cabotaggio e all’autoreferenzialità fino alla deriva del nichilismo.

Siamo chiamati a superare questo stereotipo sulla nuova generazione. Ancora oggi l’educazione non può ridursi ad una semplice informazione, ma presuppone la centralità della “relazione”, del rapporto interpersonale attraverso la quale si sviluppa la crescita della persona.

La proposta educativa è rivolta a un soggetto dotato di libertà, che va aiutato a “tirar fuori” le potenzialità nascoste in un confronto positivo con chi e con quelli che sono chiamati ad educarlo.

Dobbiamo affermare chiaramente che le difficoltà segnalate non escludono, anzi, sono una sollecitazione impellente per valorizzare le risorse positive a partire dalle famiglie per allargarsi agli insegnanti e ai vari educatori delle comunità cristiane.

C’è una comunità educante emergente che favorisce prospettive e strumenti operativi che spingono i giovani a dare il meglio di se stessi, a far emergere le qualità che posseggono e a metterle al servizio dell’intera comunità.

Quando ai giovani sono proposti obiettivi precisi con motivazione e con la possibilità di elaborazione personale e di gruppi, essi rispondono con intelligenza, creatività e tenacia, molto spesso superiori a quelli del periodo precedente. Con questo riscontro sempre più frequente da parte della nuova generazione è urgente e necessario mettere in campo un progetto valoriale, fondato sui principi essenziali e su precisi obiettivi pedagogici.

Le sole informazioni non bastano. Vi è ancora oggi - lo ripetiamo - nei bambini e nei giovani l’esigenza di una proposta che non deve ridursi all’offerta di conoscenze astratte o puramente intellettuali, ma deve svilupparsi soprattutto attraverso esperienze significative che coinvolgono le persone a livello profondo e forniscono loro “competenze esistenziali”, lasciando tracce indelebili sulle loro coscienze e concorrendo a dare senso alla loro vita.

La concreta attuazione di questa proposta implica - lo ripetiamo - la presenza di figure di riferimento autorevoli: figure credibili e affidabili, con competenze e capacità relazionali e dotate anche di maturità umana/cristiana e di intensità affettiva, capaci di condividere valori e di suscitare consapevolezza e libertà.

L’abbandono sia dell’autoritarismo, in passato dominante, sia del permissivismo di oggi, passa attraverso il crescere di una comunità educante (genitori, insegnanti, catechisti…) che sappiano coltivare in se stessi e negli altri le “abitudini del cuore”.

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