Lecco, 31 dicembre 2017   |  

Mons. Franco Cecchin: è possibile amare?

di Franco Cecchin

"Molto spesso le difficoltà e le incomprensioni possono essere l’ambito per la maturazione personale e relazionale".

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E’ importante e salutare porsi all’inizio dell’anno nuovo la domanda: è possibile amare? Dalla risposta a questo interrogativo scaturisce il segreto per la felicità nostra e altrui. Buon anno nell’amore vero!

La realtà più bella e più significativa dell’essere umano è l’amore nelle sue varie espressioni: amore amicale, amore fraterno, amore sponsale, amore genitoriale, amore filiale....

La dimensione relazionale delle persone è un’esperienza dinamica con le sue tappe di accoglienza, di purificazione e di crescita. Molto spesso le difficoltà e le incomprensioni possono essere l’ambito per la maturazione personale e relazionale.

Presentiamo, senza la pretesa della completezza, alcune modalità di amore per una verifica:
1 – Amore/bisogno: «Ti dico che ti amo, ma quello che ti sto dicendo davvero è “amami!”».
2 – Amore/paura: «Ti dico che ti amo, ma quello che ti sto dicendo davvero è “non lasciarmi, ho paura di essere abbandonato/a”».
3 – Amore/mancanza: « Ti dico che ti amo, ma quello che ti sto dicendo davvero è ”tu mi devi amare per tutto quello che non ho avuto”».
4 – Amore/consumo: « Ti dico che ti amo, ma quello che ti sto dicendo davvero è “io amo l’amore che mi dai, piuttosto che amare te”».
5 – Amore/sostituzione: «Ti dico che ti amo, ma quello che ti sto dicendo davvero è “do a te l’amore che non ho saputo o potuto dare alla persona che c’era prima di te”».
6- Amore/facciata: «Ti dico che ti amo, ma quello che ti sto dicendo davvero è “non sono capace di vivere un sentimento profondo”».
7- Amore/possibilità: un amore reale, che fa i conti con i limiti e le meraviglie di questo uomo o di questa donna.
8- Amore/dono, quello che ci farà diventare entrambi più grandi, quello che si fonda sull’autonomia affettiva, quello che sviluppa la capacità di coinvolgersi, di allearsi in una reciproca donazione.
9- Amore/progetto, capace di costruire insieme, di camminare mano nella mano per una crescita reciproca edificando un mondo migliore.

A questo punto è importante e fecondo da una parte fermarsi a fare a se stessi una domanda sulla qualità di amore che stiamo dando all’altro/a, dall’altra parte a nutrire questo amore, dargli attenzione e qualità in modo che entrambi ci si sente rispettati e stimolati a crescere esseri umani.

La scoperta più utile, per non dire indispensabile, di questo cammino è che, per poter dare amore a qualcuno/a, non basta averne a nostra volta ricevuto, ma occorre avere imparato ad amare noi stessi.

Non di un amore egocentrico o carico di smisurati bisogni narcisistici, ma di un amore che ha alla base un’accettazione serena di se stessi, sulla fiducia nelle proprie possibilità, sulla benevola propensione alla vita che ci attraversa, sulla curiosità e l’apertura per la meraviglia che c’è nell’Altro.

Non dimentichiamo che la maturità psico-fisica di noi stessi non coincide automaticamente con l’età adulta, indicata dalla società civile nella maggiore età.

Essa è un cammino che interpella tutte le età della nostra vita con i tratti dell’accettazione di ciascuno nei propri pregi e limiti, con la disponibilità ad essere noi stessi (a rispondere, cioè, alla verità che il Signore ha messo dentro di noi) e con l’impegno a progredire verso la pienezza.

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