Lecco, 29 ottobre 2017   |  

Mons. Cecchin: quale spiritualità per il terzo millennio?

di Franco Cecchin

Il Prevosto di Lecco: serve sempre più una risposta di fede improntata alla libertà, all’esperienza diretta personale, vitale e dinamica, semplice ed universale.

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Il nostro tempo è segnato da una molteplicità di paradossi e di contraddizioni anche nell’ambito della spiritualità. Con l’epoca moderna, l’accentuazione del protagonismo quasi esclusivo degli uomini e delle donne ha portato a relegare la Trascendenza al privato o l’ha praticamente annullata nella vita concreta della gente.

La crisi della modernità ha fatto esplodere un bisogno potente e variegato di spiritualità in una molteplicità di espressioni, fino ad arrivare alla magia come manifestazione più degenerante, con il contrappunto molto spesso dominante dell’istinto, dell’impulsività e dell’indifferenza. La cultura dell’effimero porta a bruciare in poco tempo esperienze diverse e contraddittorie.

La modernità sta raggiungendo la consapevolezza del proprio limite: dopo le barbarie delle guerre mondiali del secolo scorso, con il neoliberismo si stanno togliendo dignità e speranza a miliardi di poveri; si stanno soffocando le culture e le diversità in nome della globalità; si stanno privando dignità e speranza alle generazioni future con il consumo vorace delle risorse vitali del pianeta.

La ”post-modernità”, nonostante o in forza delle sue molteplici contraddizioni, può essere l’ambito per il ritorno ai sentimenti, alla gratuità e alla solidarietà; può essere il contesto per la realizzazione di un nuovo modo di valorizzare le risorse vitali, le emozioni e gli affetti, le differenze e le culture; può favorire un modo meno funzionale, efficientista, onnicomprensivo del vivere umano e portarne uno più vitale, sostenibile e liberante.

Ponendoci la domanda “Quale spiritualità per il terzo millennio?”, abbiamo compiuto la scelta di fissare la nostra attenzione in modo specifico sulla Spiritualità cristiana e come questa possa rispondere alle sollecitazioni e provocazioni del mondo attuale. Evidentemente è importante precisare, sia pure in modo essenziale, il contenuto della Spiritualità cristiana e poi suggerire alcune concretizzazioni nel contesto attuale per essere così docili a quello che il Signore Gesù desidera da noi oggi.

Quando si parla di Spiritualità cristiana non intendiamo la vita spirituale disincarnata ed evanescente, ma il vivere nella nostra condizione umana la vita nuova, quella divina, che ci è stata donata da Gesù mandato da Dio Padre con l’effusione dello Spirito Santo. In altre parole, la Spiritualità cristiana è vivere nella condizione umana l’essere figli di Dio ad imitazione di Gesù Cristo, il Figlio di Dio diventato uomo.

Dio Padre, infatti, attua il suo progetto di amore in Gesù Cristo rendendoci suoi figli e tra di noi fratelli. La nostra risposta nella concretezza della storia significa proprio vivere la famiglia di Dio. La Spiritualità cristiana è, quindi, vivere il nostro essere uomini e donne come figli di Dio nella docilità allo Spirito di Cristo.

Nell’umanità postmoderna caratterizzata dalla ricerca di se stessi, la Spiritualità cristiana è chiamata ad essere sempre più una risposta di fede improntata alla libertà, all’esperienza diretta personale, vitale e dinamica, semplice ed universale. In una società, in cui è presente una grave crisi economica, morale ed esistenziale - società definita ”società liquida” -, siamo di fronte ad una grave ed ineludibile “sfida”, che può essere definita con una parola greca “Kairós”, cioè tempo di grazia, tempo opportuno e occasione propizia.

Siamo sollecitati a comunicare il vissuto esperienziale dell’esistenza cristiana avendo come riferimento la vicenda terrena di Gesù Cristo; ad ascoltare le varie spiritualità presenti sulla terra; ad aprirci alle dimensioni ecumeniche, interreligiose ed interculturali; ad impegnarci nella giustizia, nella pace e nella custodia del creato; a ricuperare la spiritualità nella sua dimensione di corporeità dell’uomo e della trascendenza; a vivere il nostro essere abitato da Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, più come grazia che sforzo umano.

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