Lecco, 03 giugno 2018   |  

Mons. Cecchin: il valore insostituibile del discernimento

di Franco Cecchin

Il Prevosto di Lecco:implica la fede nella presenza e azione di Dio nel mondo e riguarda i piccoli e i grandi avvenimenti che fanno la storia.

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PREMESSE
Evidentemente il riflettere sul valore del discernimento è di un’importanza notevole sia a livello personale che quello comunitario, soprattutto in questo mondo senza punti di riferimento.
Siamo consapevoli che l’argomento abbraccia tanti aspetti ed esige un’ ampia trattazione. A noi interessa l’ambito personale nell’ottica cristiana. È dall’attenzione alla persona che si va al cuore dell’autentico discernimento.
Etimologicamente il termine “discernimento” significa: “dis” = “due volte” e “cernere” = “separare”. Si tratta di valutare ciò che è bene per me, qui e ora, nell’ottica del maggior bene universale e della maggior gloria di Dio. Indichiamo tre tappe fondamentali di tale percorso: riconoscere, interpretare e scegliere.

I – RICONOSCERE
In ogni tappa di questo percorso agiscono tutte le facoltà della persona umana.
Ogni tappa sembra segnata in particolare dall’esercizio di una facoltà : la memoria, l’intelletto e la volontà. Evidentemente nella tappa del “riconoscere” ha un ruolo determinante la memoria.
Infatti, è il tempo di ricordare quello che si è vissuto. È il tempo per riconoscere le proprie emozioni, identificarle, dare loro un nome. In questo primo livello si tratta solo di constatare quello che è in noi nelle sue molteplici espressioni di relazione, di capacità e di esperienze.
Un’icona biblica, che potrebbe aiutare a vivere questa tappa, è quella in cui Salomone chiede a Dio di avere un cuore docile all’ascolto, capace di riconoscere quello che succede per poter poi operare scelte sapienti.

II- INTERPRETARE
Dopo aver messo in atto una conoscenza di noi stessi nei suoi vari aspetti, interiori ed esteriori, si passa ad un confronto con la Parola di Dio e la dottrina della Chiesa. Abbiamo bisogno di criteri oggettivi per interpretare il nostro vissuto. Più che chiederci che cosa vogliamo dalla nostra vita, dovremmo chiederci: “Signore Gesù, che cosa desideri e che cosa vuoi dalla nostra vita?”.
Supplichiamo lo Spirito Santo perché ci doni la libertà interiore per leggere dentro alla nostra storia ciò che vuole Dio Padre da noi. Non dobbiamo inventarci, ma rispondere al disegno che Dio ha su di noi sia nelle piccole che nelle grandi situazioni.
L’icona biblica, che potrebbe aiutare a vivere questa tappa, è proprio quella che raffigura il profeta Elia sul monte Oreb: riesce a riprendere la sua impegnativa missione dopo aver fatto l’esperienza intensa del Dio dei Padri, che si è manifestato non nel terremoto, non nel vento e nemmeno nel fuoco, ma in una brezza leggera.

III- SCEGLIERE
La terza tappa finale di tutto il processo di discernimento è il momento in cui noi nella nostra libertà scegliamo, rispondendo alla chiamata divina con una risoluzione precisa, puntuale e concreta. Tale decisione riguarda da un lato la scelta tra il bene e il male, dall’altro lato la scelta tra due beni positivi ricercando il “bene maggiore” che conduce al fine.
Tale scelta, quella del ‘che cosa fare qui e oggi’ si concretizza su “chi” e “come” impegnarci. Ogni scelta concreta, infatti, è conseguenza della propria impostazione di vita (Cristo, il Regno di Dio e la nostra vocazione particolare) e delle modalità mutevoli della vita quotidiana.
L’icona biblica che può illuminare questa ultima tappa è quella dell’incontro degli apostoli Pietro e Giovanni con lo storpio paralitico alla porta del tempio. C’è un incontro di sguardi, in cui Pietro riconosce la condizione dello storpio, riconosce le sue esigenze e gli dona semplicemente quello che ha ricevuto: l’amore del Signore.

CONCLUSIONI
Le indicazioni proposte, nella semplicità delle articolazioni, possono essere di aiuto ad ognuno di noi per un discernimento che diventi la modalità abituale con cui affrontare la realtà.
Ciascuno di noi ha il compito, non solo di riconoscere e interpretare i segni dei tempi, ma anche di operare, respingendo le mozioni cattive e scegliendo quelle buone.
Questo discernimento, che coinvolge tutte le componenti della Chiesa, implica la fede nella presenza e azione di Dio nel mondo e riguarda i piccoli e i grandi avvenimenti che fanno la storia.

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