Lecco, 26 novembre 2017   |  

Mons. Cecchin: il bene comune e i laici cattolici

di Franco Cecchin

Il Prevosto di Lecco: la Chiesa è chiamata a riconoscere e a promuovere “la dignità e la responsabilità dei laici”.

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INTRODUZIONE
È urgente riflettere sui contenuti del “Bene Comune” perché tutti ne parlano, ma pochissimi lo mettono come obiettivo del loro impegno nella società.
Anche noi cristiani, pur avendo una lunga tradizione cattolica sul primato del Bene Comune, lo stiamo tralasciando non assumendoci le nostre responsabilità specialmente da parte dei laici cattolici.
Ecco perché vorrei proporvi una riflessione, sia pur incompleta, sul primato del Bene Comune partendo dal contesto attuale che non lo favorisce, per poi passare a considerare che tale situazione può diventare un’opportunità e concludere sulla responsabilità dei laici cattolici.

I – IL CONTESTO ATTUALE
La società postmoderna caratterizzata dall’ideologia individualista ha eroso in modo consistente il senso dell’appartenenza sociale. Secondo questa visione, i diritti individuali vengono prima del Bene Comune. Il pluralismo morale porta di fatto a svuotare ogni rapporto autentico con la comunità: “ciò che è giusto è ciò che serve a me; ciò che è onesto è ciò che è a mio vantaggio”.
Anche nel Cattolicesimo italiano, senza una piena consapevolezza, si è operato un certo svuotamento del contenuto del Bene Comune. Esso non è stato, in questi ultimi decenni, la preoccupazione primaria del Cattolicesimo come era in passato.
A prevalere è stata una semplice dicotomia: su alcune questioni specifiche (vita, famiglia, libertà di istruzione), i cosiddetti valori etici sono stati affermati in modo forte (“i principi etici non negoziabili”); per tutto il resto, invece, è sembrato lecito sciogliere ogni legame tra etica e politica, tra etica ed economia, tra etica e finanza, lasciando spazio all’illegalità e alla disonestà.

II – LA CRISI COME OPPORTUNITÁ
La crisi economica, morale ed esistenziale di adesso non deve portarci a ritornare a vivere come si era prima, ma deve sollecitarci a mettere in atto un discernimento per l’elaborazione di una nuova sintesi umanistica. Noi esseri umani siamo persone uniche e irrepetibili, chiamate a vivere per e con gli altri.
L’individualismo imperante nella società di oggi si supera con la riscoperta, l’approfondimento e la riattualizzazione dei contenuti della Dottrina cattolica sul Bene Comune. La vita sociale non è qualcosa di esterno all’uomo, ma è il suo perfezionamento. L’uomo cresce in tutte le sue espressioni attraverso i rapporti con gli altri. L’impegno per il Bene Comune è abitato dalla logica del dono, che si concretizza nel rispetto per ogni uomo, nell’amore verso i nemici e nella giustizia sociale.

III - LA RESPONSABILITÁ DEI FEDELI LAICI
Dobbiamo riconoscere che il cammino di responsabilità dei fedeli laici in Italia ha avuto dall’inizio della formazione della Repubblica italiana fino ad oggi un apporto positivo che progressivamente si è però affievolito. Se dapprima i laici cattolici hanno dato il meglio di se stessi a partire dall’elaborazione della Costituzione italiana, poi a poco a poco con l’egemonia democristiana la carica iniziale è diminuita: c’è stato il collateralismo, è venuta meno una certa formazione e si è mirato soprattutto all’interesse di parte. Successivamente con la diaspora dei laici cattolici nei vari partiti, la Conferenza Episcopale Italiana ha svolto un ruolo di primo piano nella politica italiana.
È giunto il momento di un salto di qualità. La Chiesa è chiamata a riconoscere e a promuovere “la dignità e la responsabilità dei laici”: lasciare a loro “libertà e margini di azione”, specialmente nel campo loro proprio delle azioni secolari, seguendo sempre la stella polare del Bene Comune. Ai laici fedeli è chiesto dal Concilio Vaticano II di appropriarsi delle proprie responsabilità e a tutta la Chiesa di essere l’ambito per il discernimento dei segni dei tempi, per la formazione permanente e per il sostegno di ciascuno nella propria vocazione. Evidentemente il tutto deve essere radicato nella visione cristiana della storia, del già e del non ancora, verso la pienezza. Il mistero del cristiano è il mistero di Cristo, immanenza e trascendenza.

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