Milano, 29 luglio 2017   |  
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Milano: aree archeologiche 23 progetti finanziati

Regione Lombardia investe 800 mila euro per realizzare percorso di valorizzazione e promozione dei siti Unesco e delle aree archeologiche lombarde.

Meister von Castelseprio 001

Sono sempre più numerosi in Lombardia i progetti e gli interventi di ricerca, conservazione, gestione e promozione del patrimonio archeologico di siti e musei, che non riguardano solo le grandi sedi museali o le aree archeologiche più note, ma si sviluppano sul territorio anche in collaborazione con le comunità locali. La fruizione di tale patrimonio è, però, spesso disomogenea, sottolineando la necessità di sfruttare i centri di maggiore attrazione, tra i quali i siti Unesco, le città d'arte e le località di interesse turistico come volano per aumentare la fruizione di musei ed aree archeologiche.

Appare quindi necessario un potenziamento degli strumenti di comunicazione, di diffusione e di promozione di tale patrimonio il progetto prevede la realizzazione di un sistema di valorizzazione integrata del patrimonio archeologico lombardo, attraverso la creazione di un database dei progetti di archeologia pubblica e di valorizzazione integrata, la loro georeferenziazione ed il collegamento con i sistemi e gli archivi pubblici già esistenti, la realizzazione di materiale informativo digitale ed a stampa, la produzione di un videoclip promozionale, lo svolgimento di una giornata di studi e la pubblicazione di un volume sull'archeologia pubblica in Lombardia.

Nel dettaglio i progetti finanziati in provincia di Milano, il soggetto beneficiario, la sede dell'intervento, il contributo erogato da Regione Lombardia e una presentazione del progetto.

'Le vie della valorizzazione in Lombardia. Percorsi e sperimentazioni per la diffusione dell'archeologia pubblica nei siti lombardi', Libera Università di Lingue e comunicazione Iulm (Milano), Milano, contributo previsto è di 49.000 euro. Sono sempre più numerosi in Lombardia i progetti e gli interventi di ricerca, conservazione, gestione e promozione del patrimonio archeologico di siti e musei, che non riguardano solo le grandi sedi museali o le aree archeologiche più note, ma si sviluppano sul territorio anche in collaborazione con le comunità locali.
La fruizione di tale patrimonio e', pero', spesso disomogenea, sottolineando la necessita' di sfruttare i centri di maggiore attrazione, tra i quali i siti Unesco, le città d'arte e le località di interesse turistico come volano per aumentare la fruizione di musei ed aree archeologiche. Appare quindi necessario un potenziamento degli strumenti di comunicazione, di diffusione e di promozione di tale patrimonio il progetto prevede la realizzazione di un sistema di valorizzazione integrata del patrimonio archeologico lombardo, attraverso la creazione di un database dei progetti di archeologia pubblica e di valorizzazione integrata, la loro georeferenziazione ed il collegamento con i sistemi e gli archivi pubblici già esistenti, la realizzazione di materiale informativo digitale ed a stampa, la produzione di un videoclip promozionale, lo svolgimento di una giornata di studi e la pubblicazione di un volume sull'archeologia pubblica in Lombardia.

Nel '1287 e dintorni. Castelseprio nel basso Medioevo: conoscenza e fruizione', Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano, Milano, contributo previsto di 49.000 euro. Sono trascorsi 730 anni dalla distruzione del castrum di Castelseprio ad opera di Ottone Visconti e dal suo conseguente declino; il progetto intende sviluppare ricerche che approfondiscano l'utilizzo bassomedievale del sito, fenomeno ancora poco indagato, e proporre interventi ed eventi che favoriscano la conoscenza di questa fase e una migliore fruizione dei suoi più tardi monumenti. L'area archeologica di Castelseprio, inserita nel sito Unesco seriale 'I Longobardi in Italia, i luoghi del potere', si caratterizza per un esteso, continuo e potente deposito stratigrafico, in massima parte ancora interrato, all'interno dell'intero circuito delle mura e sui dossi a ovest di questo, dove accumuli antichi permettono di collocare il borgo, e di alcune evidenze fruibili riconducibili soprattutto al suo sistema fortificato, a edifici di culto e a qualche abitazione.

Il progetto si propone di proseguire la campagna 2016; le attività didattico-scientifiche effettuate a Castelseprio saranno quindi accompagnate da iniziative tese alla diffusione della conoscenza del bene archeologico, al miglioramento dell'offerta informativa e comunicativa coinvolgendo la popolazione residente e in particolare i ragazzi in età scolare, i visitatori dell'area archeologica e un pubblico più vasto, ricorrendo anche alla messa in rete dei risultati acquisiti.

Sarà prestata attenzione anche alla costruzione di un più articolato e soddisfacente percorso di visita, contestualizzando importanti evidenze superstiti, attualmente isolate, ma storicamente inserite in un fitto tessuto, denso di riferimenti significativi sotto i vari aspetti della vita istituzionale, economica, sociale. Nel corso della campagna di luglio, nella prospettiva di un cantiere aperto, oltre alla pagina Facebook ritornoacastelseprio, che aggiornerà quotidianamente sui progressi dell'iniziativa, sono previste visite guidate ai resti in fase di documentazione, che consentano di conoscere direttamente le metodiche utilizzate dagli operatori; tale iniziativa sarà in particolare indirizzata ai giovani in età scolare per incentivarli nella fruizione del locale patrimonio culturale.

'Preistoria e Protostoria in Lombardia', Università degli studi di Milano, Milano, contributo previsto è di 9.500 euro. Il progetto prevede un evento di comunicazione, promozione e valorizzazione del patrimonio archeologico pre e protostorico lombardo, all'interno della LII riunione scientifica promossa dall'Istituto italiano di 'Preistoria e Protostoria', che si svolgerà a Milano da 17 al 20 Ottobre, che prevede anche l'organizzazione di una serie di visite ai più significativi contesti archeologici regionali. Con i lavori del congresso e delle tavole rotonde saranno date per la prima volta visibilità e diffusione ai progetti di ricerca archeologica relativi al territorio regionale, che hanno visto impegnati la Regione, gli atenei, le Soprintendenze ed i musei lombardi.

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