Bevera, 07 aprile 2018   |  

Messa di suffragio per Ambrogio prete, sacerdote che ha vissuto la Pasqua di Gesù

di Italo Allegri

Nell’ottava delle morte di Ambrogio prete, la Comunità Pastorale Maria Regina degli Apostoli lo ha ricordato con una Messa di suffragio nel Santuario di Santa Maria Nascente di Bevera venerdì 6 marzo.

01 Ambrogio prete MG 0002

Sono convenuti in tanti alla celebrazione della Messa di suffragio per Ambrogio prete venerdì 6 marzo nel Santuario di Santa Maria Nascente di Bevera, in occasione dell’ottava della morte. I fedeli della Comunità Pastorale Maria Regina degli Apostoli, che aggrega le parrocchie di Barzago, Bulciago e Bevera, parenti, amici e conoscenti di Ambrogio prete, che è stato prima parroco poi rettore del Santuario Mariano.

A concelebrare con il parroco don Marco Tagliabue, i sacerdoti della comunità: don Virginio Riva, padre Leopoldo Friso, i missionari della Consolata padre Antonello Rossi, padre Antonio Rovelli e padre Enrico Redaelli. Celebrazione solenne e commossa, accompagnata dei canti del coro cha Ambrogio prete tanto amava.

Messa esequiale nella luce della Pasqua del Risorto, dove è «inscritta limpidamente anche la Pasqua di don Ambrogio», sottolinea il parroco don Marco. E continua l’omileta: «Don Ambrogio ha testimoniato nella sua vita la gioia pasquale con semplicità. In questa gioia pasquale lui si è riconosciuto e con estrema gratitudine. E lo ha scritto a chiare lettere nel suo testamento spirituale. Lui ha sempre letto tutta la sua vita come privilegiata. Perché ha letto nella sua vita la Pasqua del Signore. Ha scorto i segni della presenza del Signore dal giorno della sua nascita: “Sono nato nel Venerdì Santo”. Dal giorno dopo che è stato il giorno del suo battesimo fino al giorno della sua morte. Il giorno prima aspettava il Venerdì Santo. Alzava le mani ogni tanto e diceva: “Avanti, sono pronto, avanti nel Signore”. Ed era lì che quasi attendeva l’alba del Venerdì Santo. Sicuro con iscrivere tutta la sua vita come privilegiata nel nome del Signore. Per lui è stato un privilegio essere nato il Venerdì Santo. È stato un privilegio essere stato battezzato il Sabato Santo, è stato un privilegio vivere da cristiano secondo il Cuore di Gesù, essere ordinato prete, aver seguito il Signore così da vicino come sacerdote, semplicemente aver vissuto nella Chiesa. A essere stato vicino a tutti. Ha saputo essere vicino a tutte le persone che incontrava, ma senza attaccarsi a nessuno e a nessuna cosa se non a Gesù e a Maria».

Ambrogio prete è dunque un esempio per tutti da seguire, perché iscrivendo la sua vita nella Pasqua di Gesù «ha saputo cogliere la parte migliore». E don Marco rivolge un interrogativo all’assemblea: «Se abbiamo sempre guardato alla vita di don Ambrogio come un prete santo, perché facciamo così fatica a viverla per noi? Una vita così limpida. Nella nostra cultura dove davvero ci sono tante domande, tanti dubbi. Dove vediamo che non solo la gioventù a volte si smarrisce, ma dove noi adulti, a volte, siamo smarriti, ci siamo attaccati ad altre cose. Inscriviamo la nostra vita prima di tutto su altre linee che non sono sempre quelle della presenza del Signore e del Vangelo».

La celebrazione di suffragio è stimolo per ciascuno a condividere il testamento spirituale di Ambrogio prete, coglierne la sua eredità: «saper scorgere nella nostra vita personale, e anche comunitaria, i segni del Vangelo di Gesù in modo inequivocabile per sapere anche noi, secondo i tempi che viviamo, cogliere davvero lo spirito del Vangelo».

E conclude don Marco: «Ecco io non so quale sia la parte riservata a noi. Però anche noi possiamo scegliere con semplicità il Vangelo, la ricerca della nostra vocazione e indicare questa innanzitutto anche ai più giovani. Abbiamo tanto da convertirci assumendo la testimonianza di don Ambrogio».

Da ultimo il parroco ha ringraziato quanti hanno partecipato alla celebrazione, i sacerdoti, i fedeli e la comunità intera, anche a nome dei parenti, per la vicinanza dimostrata ad Ambrogio prete: sacerdote che ha saputo essere vicino alla comunità e la comunità ha saputo essere vicina a lui.

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