Lecco, 22 gennaio 2019   |  

Mercalli a Lecco: siamo sull'orlo di una bancarotta ambientale

di Stefano Scaccabarozzi

Secondo l'esperto decrescere è l'unico modo per evitare i disastri dovuti ai cambiamenti climatici e per costruire un futuro sostenibile.

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Oltre 500 persone hanno assistito questa sera in Camera di Commercio all'incontro promosso dal Comune di Lecco in collaborazione con Silea e con lo stesso ente camerale con Luca Mercalli, meteorologo e presidente della Società Meteorologica Italiana. Al centro del dibattito i cambiamenti climatici e la necessità di costruire un futuro sostenibile.

«Ci troviamo davanti – ha spiegato Mercalli – a un vero e proprio bivio, fondamentale per l'intera umanità: o si continua con questa economia che ci sta portando a esaurire le risorse ambientali accumulando rifiuti e i veleni connessi, oppure dobbiamo decrescere rientrando nelle potenzialità fisiche nell'unico pianeta che abbiamo. Dobbiamo capire che siamo sull'orlo della bancarotta ambientale».

Secondo Mercalli si è già perso fin troppo tempo: «Di questi temi si parla da 50 anni, ma la comunità scientifica viene ignorata. Un primo appello è stato lanciato nel 1992, un secondo nel 2017 firmato da 15mila scienziati. Vanno fatte scelte poco popolari. Il tempo perso lo scontiamo in un clima già malato. C'è da da fare delle scelte basate sul concetto di limite, perché il pianeta ha dei limiti e la nostra società sta divorando le risorse disponibili a un tasso superiore alla rigenerazione».

La decrescita va valutata attentamente sul piano politico: «Servono nuovi modelli economici che però non vengono ascoltati: bisogna garantire livelli di welfare per tutti, evitando cementificazione, deforestazione, estinzione di specie, inquinamento ambientale, emissioni nocive, eccessivo uso di acqua. Un grado di aumento di temperatura ha già mutilato i ghiacciai delle Alpi. Se continuerà ad alzarsi morirà quella parte della biosfera in cui siamo evoluti».

«Eppure – continua Mercalli - i politico medio mira a rilanciare i consumi, ma dietro a ciò che acquistiamo ci sono materie prime, energia fossile e rifiuti. Per intervenire abbiamo pochissimo tempo; se si attende ci aspettano altri disastri ambientali, crisi di produzione alimentare e quindi di conseguenza migrazioni e conflitti».

Ospite dell'incontro anche il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani: «Serve che tutti i paesi industrializzati e le economie emergenti pratichino il coraggio. Si sono fatti passi avanti con l'accordo di Parigi 2015 che prevedeva di contenere la temperatura terrestre. Questo non è però più sufficiente: bisogna decuplicare gli sforzi, servono politiche internazionali serie e innovazioni tecnologiche».

Secondo Ciafani l'Italia negli ultimi 20 anni ha fatto passi avanti importanti: «Per esempio Milano è l'esperienza di economia circolare e raccolta differenziata in area metropolitana più importante al mondo. Vengono dall'America e dalla Germania per studiarla. In Veneto abbiamo il primo impianto per lo smaltimento di pannolini usa e getta, ma che oggi è blocato dalla burocrazia».

A proposito di questi temi il Comune di Lecco ha sottoscritto il patto dei sindaci per ridurre le emissioni con la riduzione del 40% delle emissioni di CO2 entro il 2030. «Un percorso – sottolinea l'assessore all'ambiente Alessio Dossi – che necessariamente dovrà essere condiviso con la città e con chi la abita e la frequenta, perché il ruolo delle aree urbane e delle comunità che le vivono è fondamentale e imprescindibile nella lotta ai cambiamenti climatici. Quello che vogliamo intavolare è infatti un dialogo con le parti sociali e i cittadini finalizzato ad accrescere la consapevolezza dell'urgenza della situazione e al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo posti».

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