Lecco, 16 giugno 2017   |  

Mazeno Ridge - La cresta infinita

La storia di una straordinaria prova di resistenza e impegno ai limiti della sopravvivenza per una delle più grandi recenti imprese alpinistiche.

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Un'impresa sognata da oltre ventanni e tentata da pochissimi alpinisti al mondo. Un'incredibile avventura alpinistica, al limite della resistenza umana, che ha portato due cinquantenni scozzesi ad aggiudicarsi l'ambito Piolet d'or.

"La cresta infinita", edito dalla casa editrice lecchese Alpine Studio, è il racconto in prima persona di Sandy Allan che nel 2012 insieme a Rick Allen è giunto in vetta al Nanga Parbat, uno dei più difficili e imponenti Ottomila, portando a termine la traversata dalla Mazeno Rigde, un'infinita cresta lunga 10 chilometri che si estende quasi completamente sopra i 7mila metri di quota opponendo agli alpinisti torrioni e pinnacoli da superare con difficoltà tecniche elevate.

Il libro è il racconto della spedizione: nell’estate del 2012 sei alpinisti provenienti da diverse nazioni tentarono la prima salita alla vetta del Nanga Parbat (la nona montagna più alta del mondo) lungo la Mazeno Ridge, che è la più lunga cresta dei quattordici Ottomila. Prima di allora dieci spedizioni precedenti l’avevano tentata e avevano fallito.

Undici giorni dopo la partenza e arrivati a quota 7200 metri, quattro di loro si ritirarono. Mancavano ancora tre chilometri di percorso e 1300 metri di dislivello, ma due alpinisti britannici, Sandy Allan e Rick Allen, entrambi più che cinquantenni, determinati ad arrivare in vetta, proseguirono da soli. I compagni, spaventati dalle difficoltà e da una caduta, al limite della forza, decisero invece di rinunciare e scendere quando ancora mancava la salita della vetta vera e propria.

A corto di cibo e di acqua, ben presto esauriti e in preda ad allucinazioni per la prolungata permanenza sopra gli 8000 metri e per la mancanza di ossigeno, Allan e Allen arrivarono in vetta. Impiegarono altri tre giorni, senza cibo ne acqua, con numerosi bivacchi in buche scavate nella neve, per scendere al campo base lungo il versante più alto della montagna.

La cresta infinita è la storia di una straordinaria prova di resistenza e impegno ai limiti della sopravvivenza.

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