Barzago, 17 giugno 2019   |  

Mario Tentori: la statura morale e umana nel ricordo degli amici

di Italo Allegri

Autorità, familiari, parenti, amici, associazioni, nel pomeriggio di domenica 16 giugno, a un anno esatto dalla prematura scomparsa di Mario Tentori, lo hanno ricordato. Dalle testimonianze emerge la statura morale di Mario, sempre zelante nel promuovere il bene comune, contro l’egoismo, l’individualismo e l’indifferenza.

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A un anno esatto di distanza è ancora palpabile la commozione tra le tante persone che domenica pomeriggio 16 giugno sono convenute presso l’anfiteatro dell’Aula Civica di Barzago per ricordare il Sindaco Mario Tentori, ma anche la persona impegnata per tutta la vita a favore del bene comune, del suo Paese e dei suoi Cittadini. Occhi lucidi, incredulità, una ferita non ancora rimarginata, soprattutto tra suoi collaboratori a cui è venuto meno improvvisamente un riferimento certo, sicuro, autorevole, che sapeva comprendere sempre, incoraggiare e spronare tutti.

L’iniziativa “Mario … PENSIERI, MUSICA … E TUTTO IL RESTO” è stata promossa dai familiari e dagli amici in collaborazione con l’Associazione La Piazza. Come ben esprime il titolo niente immagini, perché comunque Mario è ancora nel cuore della sua gente.

Introduce l’amico Natale Perego: «Sarà un pomeriggio incentrato su di lui e tante cose si richiameranno a lui. La musica in primo luogo. Abbiamo un complesso straordinario fatto di amici: la voce della figlia Veronica e alle chitarre Paolo e Marco. Tanti amministratori e amici di Mario: non c’è nulla di preordinato. Mario ce lo teniamo tutti stretti dentro il nostro cuore. Quante volte durante l’anno ci siamo richiamati a lui ci siamo ritrovati a dire chissà cosa avrebbe detto, cosa avrebbe pensato. L’ultima prova è quella di quindici giorni fa con le elezioni amministrative. E lasciatemelo dire: io credo che Mario una mano ce l’abbia data, ci abbia aiutato in questa straordinaria vittoria, perché qualche barzaghese ci ha votato in base all’impegno di Mario; e questo secondo me ci appaga molto, ci soddisfa e dà lo slancio di continuare. Io me lo sento molto vicino anche questo pomeriggio, là nell’angolino che ridacchia e mi dice di smetterla, però c’è».

Inizia il ricordo con l’omaggio delle canzoni preferite di papà cantate da Veronica, alternate da brani del diario personale di Mario, dei suoi autori preferiti come Neruda e Mario Rigoni Stern a tanto altro, inframezzati dalle testimonianze.

Il sindaco di Lecco Virginio Brivio ricorda il confronto sull’autonomia che ha avuto con Mario, di quanto questa «dovesse essere coordinata e condivisa con altre Amministrazioni comunali; il tema sui cui Mario ha fatto la battaglia di una vita, ossia di non dare per scontato che mettendo insieme più realtà comunali questo venisse a beneficio dei territori e della popolazione». E prosegue: «Siccome questo è un tema attuale, in questo ricordo che faccio in maniera molto sommessa, dico però una cosa che mi ha assolutamente insegnato e che oggi non va più molto di moda, che è quella delle argomentazioni, dell’approfondimento. Non ci sono delle idealità per dire che una cosa deve essere per forza così o cosà, indipendentemente dalle ragioni di fondo. Nel senso che lui sulle sue argomentazioni sostanzialmente contrarie a forme di aggregazioni molto spinte, portava tabelle motivando ciò che era positivo o negativo. In altre parole, non si poteva evitare un confronto nel merito. Nella politica di oggi invece il merito centra sempre poco».

Il Primo cittadino di Lecco rammenta poi l’incontro avvenuto in occasione di una vacanza casualmente condivisa in campeggio a Vieste: «Ricordo due cose belle: il primo che ci coprivamo a vicenda, perché lui lavorava già al computer al mattino presto e stava provando programmi del centro servizi dei sindacati che non funzionavano mai, e allora anch’io avevo la scusa per lavorare un po’; e una bellissima serata in un trabucco sul mare, perché Mario non disdegnava la socialità e la condivisione».

È la volta poi dell’amico Enrico Bosisio, all’anagrafe Giovanni, ma da tutti conosciuto come Ricuccio, che richiama alla memoria due esperienze di vita pienamente condivise con Mario: «La prima agli albori della nostra attività politica a Barzago nel 1973, quando fondammo il Collettivo Barzago. C’era il gruppetto di anziani e poi c’erano i giovani. Ho un ricordo molto vivo nel fatto che Mario in quegli incontri di fondazione di questo movimento era sempre estremamente fedele. Mi fa piacere ricordarlo come ragazzo giovane degli anni 73: ha contribuito a fondare questo movimento che poi ha portato a quello che sappiamo tutti. La seconda è una occasione un po’ più divertente e riguarda una vacanza in Egitto nel 1977. La ricordo con grande tenerezza perché era una vacanza disorganizzata con un gruppo di amici, nella quale Mario ci ha condotto in avventure incredibili. Bellissima!».

Vanni Galli Segretario Generale della CGIL negli anni Ottanta: «Naturalmente per voi Mario era Barzago, era il Sindaco d’Italia – afferma nel suo intervento Vanni Galli Segretario Generale della CGIL negli anni Ottanta – perché metteva sempre al centro di tutto il suo Comune ed era riuscita a far parlare di Barzago anche sui giornali nazionali. Non era solo il comune o Barzago l’ombelico del mondo! Mario è stato importante per tutta la Cgil. Con lui ho attraversato un bel numero di anni. È arrivato nella Camera del Lavoro dei tessili. A un certo punto ha decisi di passare a diverso incarico ed è stata non sola la fortuna sua, ma anche nostra; perché sono stati gli anni - fine ‘70 primi anni ‘80 – in cui abbiamo iniziato a inserire qualcosa di informatica, però eravamo un po’ a rilento. Mario ha iniziato a introdurre in modo sistematico questa modalità di lavoro, che ci ha consentito di svilupparci in modo significativo. Poi per lui l’informatica è diventata per lungo tempo parte della sua attività, ma non ci siamo mai persi in Camera del Lavoro. Lui si è sempre impegnato con grande dedizione. Era uno molto serio, ma al tempo stesso un po’ naif. Ricordo che un giorno arriva al lavoro con pantaloncini corti e ciabatte e io l’ho rimandato a casa a cambiarsi! Cosa che oggi non si fa più». E Galli conclude con un pensiero di vicinanza nel dolore alla moglie Nicoletta e alla famiglia tutta.

Luca Cattaneo è il Sindaco rieletto per il secondo mandato nel comune di Dolzago e ripensa ai primi anni della passata legislatura, quando giovane Primo Cittadino ha trovato in Mario un validissimo supporto nello svolgimento delle sue funzioni ordinarie, ma anche nelle istituzioni, come la conferenza dei Sindaci dove lo ha sempre tranquillizzato: «con il tempo si impara tutto, ma se ha bisogno sappi che io ci sono; e c’era sempre». Cattaneo lo ricorda come «una persona discreta, uno dei sindaci della zona a me più vicino». Il secondo momento significativo è stato l’incarico di pronunciare il discorso di benvenuto al nuovo parroco in occasione della Messa di ingresso, al termine del quale tornando al posto vicino a Mario gli disse «hai fatto un ottimo discorso».

Quindi interviene il coordinatore responsabile del Gruppo Escursionistico Barzaghese Valsecchi, che fa dono alla moglie di Mario Tentori, Nicoletta, della prima maglietta dell’associazione che sarà presentata prossimamente. Mario è stato tra i fondatori del gruppo escursionistico "Mai sècch", lo ha volute fortemente e quando gli impegni glielo permettevano partecipava alle escursioni.

Tocca poi al presidente dell’Associazione La Piazza Giovanni Besana: «Mario viveva per il sociale, lo aveva nel sangue. Pensando a lui mi riporta dietro nel tempo a quando lui e altri compilavano la prime dichiarazioni dei redditi e la gente di Barzago li chiamava “i bagai”. Lui era sempre pronto e disponibile con tutti. Mario è stato uno dei primi fondatori dell’Associazione La Piazza, associazione culturale senza scopo di lucro fondata nel 1994. Io lo porto nel cuore. Spero che anche le persone di Barzago lo portino nel loro cuore».

L’ultima testimonianza è quella del neoeletto sindaco di Barzago Mirko Ceroli: «Il mio primo ringraziamento come Sindaco va tutti i colleghi della provincia di Lecco e non solo, che sono intervenuti qui con noi, a tutti i colleghi di lavoro di Mario, a tutta la comunità, ai suoi amici e affetti più cari, tra cui le associazioni di Barzago. Chiedo un applauso per tutte le impiegate e gli impiegati degli uffici comunali di Barzago: se questa Amministrazione ha lavorato bene per tutti questi 25 anni, il merito è anche loro, non solo per le idee e le innovazioni che noi amministratori abbiamo in testa, ma anche nella cura di metterle in pratica a beneficio della nostra comunità. Tocca a noi raccogliere il testimone di Mario: 25 anni fa ha seminato e oggi le piante sono più rigogliose che mai, pronte per proseguire questo progetto, questo impegno nei confronti della nostra comunità.

Di Mario conservo tanti ricordi personali. Il primo è legato al primo giorno della sua elezione. Io avevo 21 anni ed ero euforico e gasato al massimo. La prima cosa che feci fu di andare da Nicoletta che aveva in braccio la neonata Serena e le espressi la mia soddisfazione e Nicoletta mi disse: “Ma proprio adesso deve fare il Sindaco!” e io dissi: “Nicoletta è capitato così”. Per me erano diventati costanti quando tornava dal lavoro nel tardo pomeriggio gli incontri con Mario al tavolo a parlare del Comune. Pur preso da mille cose Mario riusciva a dare retta a un giovane quale ero io, impegnato a pensare ai giovani. Una parola, un consiglio, lo ricevevo sempre tutte le sere. Quasi mai parole di rimprovero, ma di incitamento. Forse questo incitamento è servito molto a farmi le ossa. Io cercherò, come nuova guida, di spronare a nuove idee coloro che fanno parte di questa Amministrazione e ragionare con loro per trovare le soluzioni migliori per il nostro Paese. Quindi incitare, spronare e rassicurare: la soluzione si trova sempre».

Conclude il pomeriggio di ricordi Natale Perego: «Mario è stato una grande persona. Non possiamo che tenercelo appunto nell’animo e pensare un po’ a quello che ci ha lasciato: la responsabilità, combattere l’egoismo, l’individualismo, l’indifferenza e questi sono sempre stati i suoi valori. Teniamoci stretto il suo ricordo».

Mentre il sole cala, alcuni presenti conquistano il primo anello dell’arena, troppo inospitale per i caldi raggi di sole, che hanno orientato le numerose persone intervenute a privilegiato le sedie disposte sotto le fresche fronde degli alberi. Cala il sole, il suono delle canzoni si dissolve, ma il ricordo di Mario permeane: del resto in paese tutto parla di lui e ne parlerà ancora a lungo. Dietro le spalle del trio musicale la grande gigantografia di Barzago, paese attorniato dalle colline brianzole e, sullo sfondo, il Resegone che sorveglia: immagine invito a questo evento. Poi i ricordi continuano all’interno dell’Aula Civica con la degustazione di ricercate prelibatezze.

 

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