Lecco, 14 febbraio 2018   |  

Maria nelle origni cristiane. Profilo storico della mariologia patristica

di Gabriella Stucchi

Il libro, molto impegnativo per l’ampiezza (500 pagine) è dedicato in particolare agli studiosi, i quali trovano una ricca, documentata esposizione delle tematiche, avvalorate dalla citazione di testi, accompagnati da apprezzabili commenti.

Maria origini libro

Angelo Lila, frate dei Servi di Maria, già docente di Teologia Patristica e Mariologia, raccoglie nel corposo volume gli studi da lui effettuati su Maria, sull’interpretazione della sua figura accanto a Gesù, partendo dalle origini.

Le più antiche fonti della tradizione risalgono al II-III secolo: già Maria è all’origine del mistero del Dio incarnato e salvatore ed il verginale concepimento per opera divina è confessato da tutte le Chiese. Negli scritti apocrifi l’aspetto agiografico cede all’elemento fantasioso e miracolistico, suscitando qualche sospetto nei più antichi scritti cristiani.
Ignazio di Antiochia nelle Lettere espone i principi costitutivi di un discorso teologico su Maria, sottolineando la sua funzione sul ruolo di Cristo nell’economia della salvezza.

La valutazione di Maria si trova anche in Giustino, per cui è essenziale l’appellativo “Vergine”, nuova Eva nel piano di salvezza.
In Ireneo la maternità verginale di Maria diventa rigenerazione dell’intera umanità e in Origene torna spesso il termine Theotokos (Madre di Dio), cogliendo la sua esemplarità.

Si passa alle origini della tradizione latina con Tertulliano che vede Maria strumento della volontà di Dio, e a Cipriano che definisce Maria “garante di umanità”.
L’autore prosegue, notando come nei primi quattro Concili ecumenici (Nicea, Costantinopoli <IV secolo>, Efeso e Calcedonia <V secolo>) , insieme a scrittori dell’Occidente (Ambrogio, Girolamo, Agostino....), la figura di Maria è contemplata come fonte permanente dell’umanità di Gesù, con la quale ha realizzato e realizza la salvezza umana.

Nei due Testamenti, considerati in unità, la centralità di Maria si basa sulla convinzione che la teologia della Vergine possa portare a una comprensione più profonda della storia della salvezza. Nel I Testamento Maria, strettamente legata al Figlio, è profezia del disegno del Padre. Ambrogio istituisce un parallelismo tra Maria e la Chiesa: tutti i cristiani sono chiamati a prolungare Maria nel tempo.
Agostino presenta un singolare accostamento tra luce-Cristo e stella-Maria.

Con lo scorrere dei secoli cresce e si sviluppa la pietà liturgica mariana, iniziando dalle feste natalizie, per proseguire con la Presentazione al tempio, l’Assunta...; preghiere, inni, invocazioni, ma soprattutto l’omiletica liturgica approfondisce la figura della Madre del Signore nel mistero di Cristo, dello Spirito Santo e della Chiesa.
Si diffonde anche l’edificazione di edifici cultuali dedicati alla Vergine e si verificano le prime apparizioni già tra il IV e V secolo, come fenomeni riconosciuti e creduti.
Si diffondono pure le immagini miracolose e si esorta all’imitazione delle virtù di Maria (cfr. Omelie di Ambrogio alle vergini consacrate).

Nei secoli VI – VIII cresce la liturgia mariana in tutte le sue espressioni, grazie all’assimilazione della dottrina conciliare e patristica che sottolinea il ruolo di Maria nella storia della salvezza. Tra i maggiori autori dell’innografia occidentale si cita Venanzio Fortunato, nativo di Valdobbiadene (Treviso), vescovo di Poitiers: il poema “In lode di Santa Maria” è un inno sulla speranza cristiana di cui Maria è il segno più rassicurante.

Altri nomi che offrono linee di pensiero interessanti sono Cesario di Arles, Gregorio Magno e Beda. Tre temi mariani richiedono ancora studi specifici: l’epilogo della vita terrena di Maria (assunzione), la sua azione mediatrice a favore dell’umanità, il culto delle immagini. Sono esposte le varie interpretazioni dei padri soprattutto riguardo alla fine terrena di Maria: un anonimo omileta dell’VIII secolo presenta un passo in cui si parla di Gesù che viene a prelevare Maria dal mondo con le parole del Cantico dei Cantici: Maria è la prima che entra nel regno glorioso e dal cielo continua la sua collaborazione per la salvezza dell’uomo.

L’Appendice contiene una interessante esposizione dell’iconografia paleocristiana a carattere mariano.

Il libro, molto impegnativo per l’ampiezza (500 pagine) è dedicato in particolare agli studiosi, i quali trovano una ricca, documentata esposizione delle tematiche, avvalorate dalla citazione di testi, accompagnati da apprezzabili commenti.

Angelo Gila MARIA NELLE ORIGINI CRISTIANE – Profilo storico della mariologia patristica – Paoline - euro 30.00

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