Lecco, 30 agosto 2017   |  

Marcello Candia: “Un uomo dal cuore d’oro”

di Gabriella Stucchi

La biografia, condotta con interventi di amici, collaboratori e sacerdoti, indica la straordinaria ricchezza interiore di questo laico

Marcello Candia

Nell’anniversario della morte, avvenuta il 31 agosto 1983, Flaminia Morandi, scrittrice e dottore in Teologia della missione, propone la biografia di Marcello Candia, nato a Portici (Napoli), ma milanese d’adozione, “manager missionario”, dichiarato Venerabile da papa Francesco l’8 luglio 2014.

Il libro viene definito una “camminata” che permette di ripercorrere nei momenti essenziali la vita di Marcello: tre lauree, impegnato con il padre nell’azienda di famiglia per la produzione di anidride carbonica (Co2), di cui diventa poi Direttore generale e...missionario, prima in Italia, con la fondazione dell’Ambulatorio medico missionario a Milano in Via Kramer, poi in Amazzonia, dopo l’incontro con mons. Aristide Pirovano del Pime, primo vescovo di Macapá, consacrato a Erba (1955) dall’arcivescovo mons. Montini. Nell’ordinazione Marcello fu padrino.
A pochi giorni da questo evento un grave incidente tocca Marcello: lo scoppio del grande serbatoio di anidride carbonica distrugge completamente lo stabilimento di famiglia. Con la vicinanza di mons. Pirovano, subito accorso a Milano, Marcello, grazie alla sua forza di volontà, supera anche questa profonda ferita, risarcendo i famigliari delle due vittime, ricostruendo lo stabilimento con i patrimoni di famiglia e la vendita di alcuni terreni a Napoli. Fondamentale fu la disponibilità dei suoi dipendenti, che Marcello ringraziò per l’«affettuosa solidarietà».

Così Marcello può realizzare il suo sogno, anche se per il momento limitato: tra il febbraio e il marzo 1957 va per la prima volta a Macapà: qui nasce l’idea di costruire un ospedale. Si impegna a ottenere aiuti economici, organizza proiezioni di un filmino di propaganda nelle parrocchie. Nel 1960, durante il secondo viaggio a Macapà, viene posta la prima pietra dell’ospedale da lui finanziato, intitolato a san Camillo e san Luigi, dai nomi dei suoi genitori. Altro viaggio in Amazzonia nel marzo 1962, con alcuni giovani di Gioventù Studentesca (GS) accompagnati da don Giussani. Il suo metodo pedagogico basato sul dialogo e sulla carità entusiasma Marcello, che così viene salutato da don Gius: «Caro dott. Macapá, il Signore benedica questo nuovo nome dell’ospedale!».

Ormai il suo sogno si sta realizzando: vende la sua azienda, la Candia, alla società francese Carbonique con l’intenzione di diventare missionario a tempo pieno in Brasile, mentre nel frattempo mons. Pirovano rientra in Italia, è eletto superiore generale del Pime e viene sostituito da mons. Josè Maritano. Prima di partire mons. Pirovano consegna a Marcello il crocifisso del missionario nella chiesa del Pime a Milano. Il 7 giugno 1965 Marcello parte come missionario laico a servizio della Prelazia di Macapá. Qui scopre la drammatica situazione del lebbrosario di Marituba e comincia a prodigarsi per operare miglioramenti, fondando all’interno il Centro Sociale con la scuola di cucito, alfabetizzazione e dattilografia, inaugurato nel 1971.
Nel 1975 avviene la cessione gratuita dell’ospedale all’ordine dei Camilliani, mentre Marcello resta direttore amministrativo e finanziatore.

Il cammino prosegue: nel maggio 1974 viene posta la prima pietra della Casa di Preghiera Nostra Signora della pace nel lebbrosario di Marituba e Marcello avvia i primi contatti con le suore Carmelitane di Firenze per un Carmelo a Macapá, come presenza di preghiera continua in mezzo alle sofferenze. Nel dicembre 1975 fonda la Comunità Spirituale Missionaria e inaugura la casa di Preghiera Nostra Signora della pace nel lebbrosario. Marcello viene operato a cuore aperto a San Paolo del Brasile, vive un periodo di convalescenza, rassicurando che si sarebbe presto ripreso.
Infatti i progetti si avverano: nel 1979 le Carmelitane si trasferiscono nel Piccolo Carmelo, inaugurato pochi mesi dopo: la preghiera a sostegno della sofferenza. L’8 luglio 1980 Giovanni Paolo II visita il lebbrosario di Marituba, e bacia Marcello, che lo definisce “il bacio di Dio”.

Nel 1982 Marcello elabora il progetto del Carmelo di santa Teresa di Belo Horizonte, che verrà costruito dopo la sua morte, mentre a Milano costituisce la Fondazione dott. Marcello Candia per la continuità delle sue opere e pochi mesi dopo quella di Lugano per la raccolta di fondi dall’Europa e dagli Usa.
In agosto gli viene diagnosticato un melanoma, le condizioni peggiorano e il 10 agosto 1983 Marcello parte da solo per l’Italia. Ricoverato presso la Clinica San Pio X dei Camilliani muore il 31 agosto.

Nel 1988 padre Piero Gheddo si costituisce postulatore della causa di canonizzazione; nel 1994 il card. Matini chiude l’Inchiesta e l’8 luglio 2014papa Francesco dichiara Marcello Candia Venerabile.

La biografia, condotta con interventi di amici, collaboratori e sacerdoti, indica la straordinaria ricchezza interiore di questo laico, che ha saputo coniugare il suo impegno di imprenditore nella ditta di famiglia, compiuto con lealtà, con la realizzazione di opere a vantaggio dei più deboli, in paesi difficili, portando un contributo efficace sul piano umano e religioso. Il tutto con semplicità, ma soprattutto con fedeltà al Vangelo, con la preghiera, nel rispetto delle persone, soprattutto dei più poveri. La lettura è toccante e commovente.

Flaminia Morandi MARCELLO CANDIA “Un uomo dal cuore d’oro” – Paoline- euro 15.00

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