Lecco, 09 maggio 2018   |  

Mai più schiavi

di Gabriella Stucchi

Il libro presenta dal vivo la battaglia eroica e coraggiosa sostenuta da Biram per rivendicare i diritti dei neri ancora soggetti a forme di schiavitù.

Mai piu schiavi

L’autrice, Maria Tatsos, giornalista di origine greca, propone la figura di Biram Dah Abeid, attivista mauritano per l'abolizione della schiavitù. Nel 2008 ha fondato l'Iniziativa per la Rinascita del Movimento Abolizionista, che si definisce come "una organizzazione di lotta popolare", e di cui è presidente.

Il libro si apre con la descrizione di una serie di episodi che mostrano dal vivo le condizioni di schiavitù in cui la popolazione della Mauritania è costretta a vivere, nonostante la schiavitù sia stata ufficialmente abolita nel 1981, e il divieto sia stato ribadito da due leggi del 2007 e del 2015.

L’autrice si sofferma poi sulle origini della schiavitù dei neri in Mauritania, ne riporta storie, in particolare quella di Biram, nato nel 1965, dodicesimo di tredici figli da una famiglia appartenente agli haratin, gli ex schiavi divenuti liberi. In seguito alla siccità la famiglia si trasferisce nel 1972 a Jidrel Mohguen, dove c’è anche una scuola pubblica che Biram frequenta, imparando a leggere e a scrivere in arabo, la lingua ufficiale della Mauritania, e in francese, la lingua dei colonizzatori e la seconda del Paese.

Biram parla del suo primo incontro con un episodio di ingiustizia nell’ambiente del calcio, poi di una violenza del padrone nei confronti di uno schiavo incatenato che abita in una casa vicina. I racconti del padre e le origini differenti dei compagni di classe spingono Biram a prendere coscienza delle discriminazioni esercitate dai padroni arabo-berberi nei confronti degli schiavi e degli haratin (schiavi liberati).

A causa delle incomprensioni subite a scuola per i suoi interventi prosegue gli studi superiori a Rosso, fino al 1985. La sua sensibilità verso le ingiustizie si rafforza con la lettura, avendo come punti di riferimento il diritto internazionale.

A diciassette anni Biram fonda la sua prima organizzazione, il Mouvement National Africain, che purtroppo suscita lo sdegno del governatore.

Frequenta l’Università a Nouakchoott (Facoltà di Giurisprudenza), e per mantenere le spese di studio lavora come cancelliere al Tribunale della città. Viene poi trasferito a Nema e successivamente a Nouadhibou, sempre per incompatibilità con i dirigenti che non condividono le sue idee sulla giustizia.

Nominato membro fondatore del partito fondato dal presidente Maaouya, Biram accetta, ma sempre con l’intenzione di portare avanti i propri principi. Dopo la laurea, Biram decide di svolgere la sua militanza in mezzo alle strade, al fianco dei più deboli. Nel 2008 fonda IRA Mauritanie, che si propone di lottare contro la schiavitù, costruire uno Stato di diritto fondato sull’uguaglianza, promuovere pari opportunità per tutti, denunciare gli schiavisti, promuovere l’unità nazionale....Neppure il carcere piega Biram che, liberato dopo soli due mesi, grazie all’azione di Ira Mauritanie riesce a liberare tre ragazzine sfruttate. Nel 2012 Biram, durante un incontro di preghiera, denuncia la deviazione dall’islam da parte dei gruppi schiavisti in Mauritania e dà fuoco ad alcuni libri, dichiarando di abbracciare solo l’islam di Allah e del Profeta. In cella d’isolamento, poi in carcere per cinque mesi, alla fine esce con il Corano in mano, accolto da migliaia di persone: la vittoria morale!

Biram ottiene riconoscimenti anche dalle Nazioni Unite per i Diritti Umani (2013) e nel marzo del 2014 si presenta alle elezioni presidenziali come candidato indipendente e si piazza al secondo posto.

Nel 2015 Biram è di nuovo condannato a due anni di carcere per l’appartenenza ad un’organizzazione non riconosciuta, mentre gli attivisti di IRA all’estero si mobilitano. Nel frattempo la Repubblica islamica di Mauritania in una legge dichiara la schiavitù crimine contro l’umanità, mentre gli attivisti restano in prigione.

Scarcerato nel 2016, Biram riceve il premio di “Eroe nella lotta contro la schiavitù”, mentre apprende che i membri dell’ufficio di IRA Mauritanie a Nouakchott sono stati arrestati.

Nel 2017 Biram da Tim Magazine viene inserito tra le cento personalità più influenti al mondo (tra cui c’è anche papa Francesco). Dopo incontri tenuti a Bruxelles e a Chicago sul tema della schiavitù e della tortura in Mauritania, Biram rientra a Dakar.

Il paese è in subbuglio. Biram ufficializza la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2019, mentre continuano i contrasti con Abdel Aziz che lo accusa per la lotta contro la schiavitù. La moglie Leila è stata aggredita più volte e ferita dalla polizia durante le manifestazioni pacifiche; Biram desidera il bene di tutti, sull’esempio dei suoi genitori.

Come spiega Giuseppe Maimone nella Postfazione, il merito di Biram è stato quello di portare alla ribalta dell’opinione pubblica internazionale l’esistenza della schiavitù in Mauritania. La sua intenzione di candidarsi alle lezioni presidenziali del 2019 forse irriterà ulteriormente il regime di Abdel Aziz e creerà dei rapporti ancora più tesi tra il regime repressivo e lo strenuo difensore dei diritti umani.

Il libro presenta dal vivo la battaglia eroica e coraggiosa sostenuta da Biram per rivendicare i diritti dei neri ancora soggetti a forme di schiavitù.

Maria Tatsos MAI PIÙ SCHIAVI – Paoline – euro16.00

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