Milano, 30 marzo 2018   |  

L’ultimo grido di Gesù sulla croce? Il sì che accetta la sofferenza

L’Arcivescovo Delpini ai fedeli in Duomo per la Celebrazione della Passione del Signore

delpini passione del Signore 2018 D 1

«Che cosa grida Gesù come ultimo grido nel momento estremo?». L’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, ha rivolto questa domanda ai fedeli riuniti in Duomo per la Celebrazione della Passione del Signore.

Tra le varie risposte indicate dalle Scritture, mons. Delpini ha indicato quella suggerita dall’evangelista Matteo secondo il quale «l’ultimo grido, il più potente e sconvolgente rimane indecifrato o, piuttosto, da interpretare secondo la fede e l’esperienza di colui che guarda al crocifisso».

«Ci sono buone ragioni per credere che l’ultimo grido, capace di scuotere il cielo e la terra, capace di convincere il centurione, lo straniero sensibile e incline alla serietà della fede, alla sua professione di fede: Davvero costui era figlio di Dio! (Mt 27,54), sia stato “Amen !”. Amen cioè: “Sì!”», ha sottolineato l’Arcivescovo

Con quella parola decisiva “Sì, amen!”, ha spiegato l’Arcivescovo, Gesù si consegna al disprezzo «perché i miei fratelli e le mie sorelle possano volgere lo sguardo a colui che hanno trafitto e riconoscendo d’essere amati così, fino al compimento, abbiano motivo per aver stima di sé», al soffrire «perché nessuno mai, quando soffre, possa dire che Dio è lontano da lui», alla solitudine «perché tutti i figli di Dio che sono dispersi siano radunati insieme nella fraternità costruita dal mio amore crocifisso».

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