Lecco, 12 dicembre 2017   |  

Lombardia, terra ancora promessa, al confine fra percezione e realtà

di Silvano Guidi

Un’indagine commissionata dal Consiglio regionale a Éupolis e Istituto Piepoli svela un’interessante e non sempre evidente miscela di desideri, timori e aspirazioni del popolo lombardo

famiglia mani

Non è la solita radiografia o fermo immagine del come siamo oggi rispetto al passato, ma si tratta di una sorta di autocoscienza collettiva: che percezione abbiamo di noi stessi e della Regione nella quale viviamo.

IMG 2422A fine anno, fra presepi e addobbi rutilanti, fra buoni propositi e bilanci di routine, il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, ha voluto fare qualcosa di diverso e commissionare una corposa indagine a Éupolis Lombardia e all’Istituto Piepoli dal titolo “Percezione dei bisogni della società lombarda” i cui risultati sono stati presentati questa mattina al Pirellone.

Siamo in presenza di un focus specifico che va ad aggiungersi alle rilevazioni su base nazionale già fornite da Eurobarometro, Censis e Istat e che inquadra lo stato dell’arte del vivere e dell’essere della nostra Regione.

Emerge un quadro in parte atteso e in parte sorprendente, una realtà percepita non sempre in linea con la realtà oggettiva e l’affiorare di un sentimento collettivo che resta fedele all’idea di una Lombardia quale eterno “motore dell’Italia”.

Ai circa 10 milioni di residenti in Lombardia corrispondono 4,4 milioni di famiglie con un numero medio di 2,2 componenti, inferiore al dato nazionale e in diminuzione nel tempo. Circa il 30% delle famiglie lombarde è costituito da persone sole e il 5% da famiglie con almeno cinque componenti; mentre tra le coppie con figli quelle che vivono con massimo due figli sono oltre il 90%. Il reddito medio netto delle famiglie lombarde è mediamente più alto di quello delle famiglie italiane: 34,8 mila € all’anno contro i 29,5 mila.

IMG 2423La denatalità appare caratteristica fortemente negativa. «Ogni anno nascono 100 mila bambini in meno rispetto a 50 anni fa: l’equivalente di un’intera media città» ha fatto notare Cattaneo. Coloro che stanno attivamente cercando di mettere al mondo un figlio sono solo il 10% delle coppie in età fertile. Otto lombardi su dieci dichiarano di vivere con la propria famiglia, mentre il 15% della popolazione si occupa costantemente di un parente disabile o affetto da malattia cronica.

Il quadro giovanile è con luci e ombre: il 62% di coloro in età compresa fra 18 e 34 anni dichiara di lavorare, mentre il 14% non studia e non lavora (la metà del valore medio nazionale). Ha fatto notare la vicepresidente Sara Valmaggi: «Per questi ultimi è necessario pensare a un loro percorso di recupero e inclusione».

Nell’autoraffigurazione dei lombardi aleggiano tratti intuibili: il rischio della solitudine, la crescita dell’individualismo, l’insicurezza esistenziale a fronte della percezione di un crescente “meticciamento culturale” e all’idea di perdere identità e valori occidentali come conseguenza dell’intensità dei flussi migratori.

Resta comunque quale comune denominatore del sentire l’idea che la Lombardia offra ancora un forte tasso di positività e che la regione tenga sia del punto di vista economico sia da quello sociale. E anche l’evoluzione verso un modello multiculturale è visto nei fatti come inevitabile senza però che ciò debba necessariamente significare una perdita di identità e uno smarrimento dei propri valori.

IMG 2424Un’ultima annotazione molto interessante riguarda l’invecchiamento della popolazione: affiora l’esigenza di rivedere le categorie utilizzate fino ad ora nella definizione delle politiche sociali. Una volta infatti la soglia entro la quale si generalizzava l’età della vecchiaia erano i 65 anni; oltre quell’età si entrava in una fascia che non faceva più distinzioni. Ma è una omogeneizzazione che oggi appare decisamente superata.

«Per gli ultrasessantacinquenni vale ormai la regola di 1/3,1/3 e 1/3» ha chiosato sorridendo Cattaneo. «Un terzo è brillante, un terzo è sereno e solo un terzo ė in difficoltà».

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