Lecco, 14 giugno 2017   |  

L’isola dei giusti. Lesbo crocevia dell’umanità

di Gabriella Stucchi

L’autore riporta con particolari interessanti la vita dei “Sette Giusti”, rilevando come proprio dalle difficoltà da loro stessi subite da piccoli e da giovani siano poi risaliti, anche grazie a corsi di studio, ad aiutare chi è nel bisogno

Lesbo libro

Daniele Biella, giornalista, espone nel libro sette storie di altrettante persone che diventano simbolo di tutti coloro che con coraggio, lungo le spiagge di Lesbo, hanno salvato da morte certa migliaia di vite umane stipate su gommoni dopo essere fuggiti da guerre e persecuzioni.

Il libro si apre con la testimonianza di Domenico Lucano, sindaco di Riace e fondatore dell’associazione Città futura, che nella Prefazione esprime un ringraziamento ai protagonisti del libro e a tutti coloro che insieme hanno accompagnato centinaia di migliaia di persone da Lesbo verso l’asilo politico in Europa.
Il ricordo commosso della visita nell’isola di papa Bergoglio il 16 aprile 2016, definito “papa speranza” dai bambini, segna l’apertura degli abitanti di Lesbo, che tra il 2015 e il 2016 aprirono porte e cuori a circa seicentomila persone in difficoltà.

La prima figura citata è Aisha, salvata a cinque anni grazie al giubbotto di salvataggio. Guarda il mare, attende la madre…La ritrovano sulla spiaggia, smarrita… Viene ricoverata, non ricorda nulla, ma i miracoli accadono…Dopo giorni di attesa, la mamma riconosce la foto della figlia e si incontrano, con un abbraccio lunghissimo e tra lacrime di gioia!

Episodi come questi si verificano grazie alla “normalità del bene” che si attua grazie a migliaia di volti che non solo a Lesbo, ma anche in altre isole greche e a Lampedusa, scelgono di fare un passo verso un oppresso, alleviandone i dolori. L’autore li definisce i nuovi “Giusti della Storia”.

Emilia, figlia di rifugiati, ora ha ottantatré anni. Nel 2015 era sempre sulla spiaggia con due amiche, pronta a dare viveri e vestiario, ma soprattutto abbracci e anche pianti, cogliendo dagli sguardi smarriti e dalle poche parole pronunciate le esigenze. Ora è sulla panchina sotto la chiesetta, dopo il tramonto, pronta ad ascoltare, a condividere…

Stratos: cameriere, quarantuno anni, quando termina il suo lavoro, inizia quello di pescatore. Con la sua presenza in mare aperto ha salvato un numero indescrivibile di profughi, issandoli con le sue mani sul peschereccio o chiamando la Guardia costiera greca. Ha buoni rapporti con i cooperatori delle varie Ong presenti nell’isola.

Eric, sessantadue anni, con la moglie Philippa nel paesino di Eftalou coordina gli aiuti, organizza il materiale in arrivo donato per i profughi, e continua il suo lavoro di scultore e pittore per vivere con dignità. Incontrò anche reazioni di abitanti locali, ma Eric continua la sua attività, come uno “zelante cane sciolto”. Con Philippa ha promosso un progetto (The hope project) tramite l’associazione Uk Action for refugees per convogliare le donazioni che arrivano da tutto il mondo.

Melinda McRostie, nata a Melbourne, in Australia nel 1965, trasferitasi a Lesbo a sette anni; dal 1994 lei e il marito Theo portano avanti uno dei ristoranti più rinomati del porto il The Captains’ table. Melinda, in nome di una ragazzina che sulla spiaggia cercava stelle marine, ha creato la Starfish foundation, un ente di riferimento per garantire la trasparenza degli aiuti, anche in soldi.

Christoforos Schuff, nato in un piccolo centro ai margini di Sacramento, in cerca di una vita migliore si trasferisce dalla sua California in Messico, dove conosce Hildegunn Marie. Entrambi laureati, si sposano, hanno tre figlie. In un monastero
Christoforos si affeziona a un religioso, papa Stratis Demou, che diventa sua guida spirituale, con cui Christoforos matura una seconda vocazione, diventare prete (cosa ammessa nel Patriarcato ecumenico di Costantinopoli) e in seguito padre di una comunità, mentre anche Hildegunn Marie si converte dal protestantesimo. Da allora aiuta profughi, come coordinatore dei campi, fornendo assistenza medica, ponendosi come figura centrale nella gestione della crisi dei profughi nella costa settentrionale di Lesbo. Empatia, diplomazia e fermezza le sue qualità, che lo rendono pronto ad ogni evenienza.

Daphne Troumponis, col marito Iannis, due figli, nell’hotel Votsala svolge una duplica attività: turistica (per chi vuole trascorrere le vacanze) e umanitaria, dando vita ad un’associazione (Odyseas) pronta a entrare in azione in caso di bisogno, gestita da Berlino da una donna iraniana sposata con un tedesco.

Efi Latsoudi, nata nel 1968, coordina, con altri volontari, Pikpa solidarity camp. Efi è stata riconosciuta la persona più importante del mondo a livello umanitario dall’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati. Efi con calma, rispetto e voce gentile fa rispettare i diritti umanitari.

L’autore riporta con particolari interessanti la vita dei “Sette Giusti”, rilevando come proprio dalle difficoltà da loro stessi subite da piccoli e da giovani siano poi risaliti, anche grazie a corsi di studio, ad aiutare chi è nel bisogno, con l’ascolto, l’accoglienza e la solidarietà.

Daniele Biella “L’isola dei giusti” Lesbo crocevia dell’umanità – Paoline- euro 16.00

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