Lecco, 07 ottobre 2018   |  

L'ingresso del nuovo prevosto di Lecco mons. Davide Milani

di Stefano Scaccabarozzi - Mario Stojanovic

In occasione della festività della Madonna del Rosario, la comunità ha accolto il nuovo responsabile delle parrocchie di San Nicolò, San Materno e San Carlo al Porto.

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La comunità lecchese ha accolto ufficialmente il nuovo prevosto di Lecco, mons. Davide Milani, 50 anni, originario di Valgreghentino, già porta voce degli arcivescovi Tettamanzi, Scola e Delpini.

WhatsApp Image 2018 10 07 at 19.19.23In una basilica gremita di fedeli, circa 1.500 persone, nel tardo pomeriggio di oggi, in concomitanza con la festa della Madonna del Rosario, con l'accompagnamento dalla banda Manzoni, si è infatti tenuto l'ingresso del nuovo responsabile della comunità pastorale che riunisce le parrocchie di San Nicolò, San Materno e San Carlo al Porto.

Il vicario episcopale mons. Maurizio Rolla ha così ufficializzato la nomina di mons. Davide Milani: «Questa comunità pastorale vive un momento di particolare gioia e felicità perché riceve dal Vescovo il suo nuovo responsabile e prevosto della città. Questo è il modo con cui la Chiesa dà continuità al suo ministero pastorale. Si impegnerà perché la comunità a lui affidata riceva l'annuncio della Parola di Dio, celebri la liturgia del Signore, viva in comunione in tutta la Chiesa e cresca in carità e attenzione verso tutti, particolarmente verso gli umili, i deboli e i sofferenti».

WhatsApp Image 2018 10 07 at 19.50.25Mons. Milani ha così rinnovato le promesse fatte durante l'ordinazione per poi ricevere il libro della Parola di Dio, i sacri oli, le insegne come ministro della misericordia, l'acqua del fonte battesimale.

Nell'omelia mons. Milani ha commentato il brano di Vangelo della parabola della vigna del Signore, partendo da una citazione del film “La Strada” di Fellini: «Siamo matti noi cristiani a giudicare importante ogni uomo e ogni donna per la sua intelligenza e per quello che fa, è importante in realtà per quello che è in relazione al fatto che esiste. Consideriamo matto il padrone della vigna che paga allo stesso modo chi ha lavorato un'ora e chi un giorno intero. Agli occhi di Dio siamo importanti perché esistiamo, anche se siamo piccoli e inadeguati come Gelsomina e il suo sassolino. La scelta del padrone della vigna ci sembra ingiusta, proviamo la stessa rabbia che proviamo quando ci riteniamo giusti. Vorremmo essere ricompensati per le preghiere dette, le messe frequentate, le buone azioni. Ma Dio non è oggetto di guadagno o di perdita, scopriamo che il vero Dio è grazia, misericordia, amore e perdono. Non accettiamo che anche chi non va in chiesa sia nella grazia di Dio».

WhatsApp Image 2018 10 07 at 19.05.17E ancora: «L'essenza di Dio è essere misericordia. Ma quando ci sentiamo giusti continuiamo a vedere Dio in una prospettiva economica, ma nessuna nostra opera produrrà mai Dio. Certo saremo retribuiti secondo le nostre opere, ma anche secondo la grazia. C'è forse un premio più grande di essere partecipi del progetto d'amore di Dio fin dalla prima ora? All'inizio del mio ministero pastorale qui a Lecco mi sento come chi riceve un dono e non come chi merita una carica. Lavorerò perché solo questo so fare. Pregherò e faticherò dall'alba al tramonto come fate voi e come ho fatto anche io in questa città. Convinto che con il mio lavoro e il mio sudore è bello lavorare con e per Dio, mi entusiasma, mi dà un senso, mi regala una comunità, mi rende gioiosa la vita, per lavorare anche una sola ora nella vigna del Signore».

E poi i nuovi progetti: «Vogliamo custodire il fuoco della fede, sicuri che coinvolgerà anche altri. Sento urgente il completamento del convento di Pescarenico; ci impegneremo ancor più ascolto, dialogo e accoglienza degli studenti che ogni giorno arrivano a Lecco da tutto il mondo; la Casa della Carità dovrà essere continua provocazione per costruire una comunità più giusta e per rinsaldare i legami fraterni. Infine l'oratorio che accoglie tutti per insegnare a tutti la via della vita, riprenderemo il progetto per giungere alla fase esecutiva per continuare a dare casa alla comunità».

DSCN990sd7Nella sua omelia mons. Milani ha ricordato anche gli arcivescovi con cui ha collaborato o da cui ha tratto ispirazione: Martini a cui deve la sua vocazione, Tettamanzi che considera come un padre, Scola come maestro e Delpini che in un anno di collaborazione gli ha indicato la via da seguire nel suo nuovo ministero pastorale.

Prima dell'ingresso per la celebrazione in basilica, si è anche tenuto un momento di accoglienza da parte delle autorità civili e militari della città nella sala conferenze di Palazzo delle Paure.

Il sindaco di Lecco Virginio Brivio ha così salutato il nuovo Prevosto: «Mons. Davide Milani conosce già Lecco e quindi sa già chi siamo. Dovremo spiegargli dove vogliamo andare insieme nel rispetto dei rispettivi ambiti, ma per il Bene Comune.

mons davide milaniIn questo senso tre sono i temi di collaborazione:
- è necessario riscoprire un senso di comunità, che anche a Lecco è necessario ritrovare, guidando per esempio la metamorfosi di un territorio in grande cambiamento, un territorio dove i servizi sociali sono all'avanguardia grazie alle collaborazioni tra pubblico-privato;
- si è fatto molto per il convento di Pescarenico, il lavoro dei volontari del Campanile, la valorizzazione a Chiuso del Beato Serafino, ma ci sono nuove sfide per il nuovo Oratorio, ma anche l'area ex Piccola Velocità e l'ex mensa Badoni che diventerà di proprietà della Fondazione comunitaria, tre aree dove gli enti coinvolti vorrebbero realizzare beni al servizio delle persone, di chi ha più bisogno ma anche dei giovani che vivono la nostra città;
- la sfida educativa alle nuove generazioni, ma anche l'accoglienza degli ultimi che in queste notti stanno vivendo sotto i portici delle nostre città che in questo caso sono tutti italiani, anzi lombardi».

Il nuovo Prevosto ha così ringraziato per l'accoglienza: «Questo momento solenne, formale in un senso di contenuto, dice di una ricchezza delle nostre città e delle nostre terre. Le istituzioni qui hanno consuetudine nel lavoro comune, hanno il rispetto per le specifiche competenze, ma hanno il coraggio di stare insieme. C'è un campo che vorremmo pacificamente invadere: l'uomo è uno solo, non è diviso tra anima e corpo, nelle sue esigenze spirituali, affettive e umane. Insieme lavoriamo per le stesse donne e gli stessi uomini. La prima sera che sono stato qui a Lecco sono stato accolto da Valentino, un senza tetto che stazionava sotto la curia di Milano e mi sono sentito a casa perché Gesù dice che i poveri dobbiamo sempre averli accanto a noi».

 

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