Lecco, 04 dicembre 2017   |  

Liceo Grassi: la prof. Magni al Cern per studiare l'antimateria

Insieme ad altri colleghi ha costruito una “camera a nebbia”, vale a dire un dispositivo per rilevare le particelle della radiazione cosmica.

magni cern

La docente del Liceo Grassi Emanuela Magni ha vissuto un’esperienza estremamente significativa al CERN di Ginevra, laboratorio di fisica che costituisce una vera e propria eccellenza a livello mondiale. Per un’intera settimana, da lunedì 20 a venerdì 24 novembre, ha partecipato ad un corso di aggiornamento in fisica contemporanea ITP (Italian Teacher Programmes) riconosciuto dal MIUR e destinato appunto ad insegnanti di materie scientifiche delle scuole superiori provenienti dall’Italia o che insegnano presso scuole italiane all’estero.

I corsi ITP, su cui il CERN sta puntando molto, hanno come obiettivo favorire l’aggiornamento degli insegnanti per promuovere l’insegnamento della fisica contemporanea nelle scuole superiori ed incrementare lo scambio di conoscenze ed esperienze tra docenti e ricercatori. Emanuela Magni ha quindi presentato la propria candidatura, che è stata accolta al termine di una rigida selezione: il corso infatti è aperto solo a 40 persone, 2 volte l’anno.

I corsi prevedono una serie di lezioni tenute da ricercatori del CERN, alternate a visite ad installazioni sperimentali. Ai docenti vengono quindi proposti sia un lavoro teorico, sul Modello Standard e sulla fisica delle particelle, sia una parte sperimentale, in cui vedono coi loro occhi come è stato scoperto il celebre - anche per i non addetti ai lavori - bosone di Higgs e come funzionano i laboratori del centro.

Ma concretamente come erano strutturate le giornate? “Eravamo impegnati 8/9 ore al giorno, ma sulla comprensibile stanchezza prevaleva di gran lunga l’entusiasmo della ricerca”, commenta la prof.ssa Magni. "Andavamo in loco sui siti, per esempio all’Antimatter Factory o nella sala di controllo di AMS-2, rivelatore montato sulla Stazione Spaziale Orbitante, che cerca nello spazio la materia oscura. Nei laboratori eravamo guidati da ricercatori quotati, che si sono rivelati estremamente competenti ma anche molto alla mano. Inoltre è stato interessante e professionalmente stimolante incontrare insegnanti da tutta Italia, confrontarsi e arricchirsi reciprocamente”.

Ma per capirci meglio: in cosa consiste l’attuale ricerca al CERN? Su cosa si sta puntando? “Gli esperimenti più noti al grande pubblico utilizzano l’LHC, l’acceleratore di particelle più grande al mondo, per testare le previsioni teoriche della fisica delle particelle e magari andare oltre. Molti altri esperimenti, spesso con ricadute tecnologiche importanti, si svolgono poi nello studio dell’antimateria e della radiazione cosmica. Anche i non specialisti possono intuire la straordinaria portata della ricerca…”

Durante la settimana i docenti hanno anche realizzato qualcosa di concreto: con materiale predisposto dal CERN, lavorando a gruppi, hanno costruito una “camera a nebbia”, vale a dire un dispositivo per rilevare le particelle della radiazione cosmica.

“Un’esperienza umana e professionale che porterò sempre con me”, chiosa la docente. Che senz’altro non mancherà di tradurre in chiave didattica le nozioni apprese, rendendo ancor di più all’avanguardia il dipartimento scientifico del Grassi.

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