Lecco, 01 settembre 2018   |  

In missione in Costa d’Avorio l'esperienza di Giovanni Parolari

di Mario Stojanovic

Insieme a lui in questa esperienza anche altri due lecchesi Francesco di Germanedo, Alice di Ello.

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Foto realizzate da Alessandra Corti

Giovanni Parolari, giovane di Lecco, che è stato per molti anni animatore ed educatore presso l’oratorio di San Nicolò e uno degli ideatori dell’apertura del Campanile e volontari del progetto, racconta la sua esperienza di due settimane in missione in Costa d’Avorio, accompagnando dieci giovani (italiani e francesi), tra cui altri due lecchesi Francesco di Germanedo, Alice di Ello.

Un’esperienza organizzata dall’associazione italiana AMICI Betharram Onlus (www.betharram.it) da quella francese “Au Coeur du monde ” insieme ai padri del Sacro Cuore di Gesù di Betharram che hanno aperto le porte delle missioni in terra africana per accogliere i giovani.

WhatsApp Image 2018 08 31 at 18.05.27"Akwaba" e “Merveille” sono le parole con cui potrei sintetizzare l’esperienza in Costa d’Avorio: un’esperienza diverse dalle precedenti che ho avuto modo (e la fortuna) di vivere, sia per il luogo sia per il “ruolo” dato che mi è stato chiesto di organizzare e accompagnare un gruppo di giovani (italiani e francesi) per la prima volta in missione.

“Akwaba” é la parola che ognuno dei partecipanti ha trovato sulla porta della stanza all’arrivo in Costa d’Avorio; "Akwaba" significa "benvenuto" ed è usata in tutta l'Africa dell'ovest con un significato profondo: é una dichiarazione di accoglienza all'interno di una comunità.

Quest’esperienza ha avuto il suo inizio circa un anno fa quando i giovani stessi, legati ai padri di Betharram, hanno espresso la loro volontà di poter preparare e vivere un’esperienza in terra di missione.

Da quel momento ha preso avvio la “macchina organizzativa”: i mesi che hanno preceduto la partenza sono stati impegnativi,non senza qualche difficoltà a partire dai preparativi del viaggio cercando di non tralasciare nessun particolare. Osare l’incontro, Agire solidale e Vivere la propria fede: ecco le parole che hanno accompagnato i giovani lungo l’anno di preprazione e lungo le due settimane sulla terra rossa: l’obiettivo principale prefissato era duplice, sia di “dare” che di “ricevere“, mettendo in pratica ciò che il Papa ha suggerito ai giovani nel messaggio per la Giornata della gioventù 2017 : “non essere giovani da divano” ma osare l’incontro tra persone di altre culture, vivere lo stesso spirito, condividere momenti di vita.

WhatsApp Image 2018 08 31 at 18.06.11E’ stato così possibile per i giovani partecipanti al campo di condividere la vita e la gioia dei loro coetanei ivoriani e delle comunità missionarie betharramite che svolgono la loro missione in quella terra d’Africa.

Infatti abbiamo avuto modo di visitare, conoscere e vivere le diverse comunità presenti nel paese, partendo da Adiapodoumé, alle porte di Abidjan, salendo poi verso nord a Yamoussoukro, capitale politica della Costa d’Avorio, per arrivare, ancora più a nord prima a Katiola e poi a Dabakala: qui si è potuto conoscere e toccare con mano la “vita di missione”, attraverso incontri con i coetani ivoriani con cui, in ogni luogo vi è stato uno scambio nel segno dell’amicizia e della scoperta reciproca; attraverso momenti di gioia e di preghiera.

Per una settimana abbiamo vissuto a Katiola, nel centro nord del paese dove erano in programma i lavori di ristrutturazione dell’infermeria presso il Collegio “Jean Marie Vianney”, che ha riaperto i battenti dopo quasi 20 anni: non solo “pitturare” ma anche pulizia dei campi da gioco, la sistemazione della cappella si è cercato così di rispondere, seppur in un tempo limitato, alle esigenze più importanti della suola che a settembre accoglierà più di 300 tra bambini e bambini provenienti dai villaggi”.

La seconda parola che ha segnato questi giorni è “Merveille”: quante volte lo abbiamo detto, gridato e cantato.
Meraviglia è OSARE L’INCONTRO verso l’altro incontrarsi conoscersi dopo aver camminato ognuno sul proprio cammino.
Meraviglia è VIVERE LA FEDE, senza timore, anzi scoprendo un nuovo modo di viverla.
Meraviglia è AGIRE SOLIDALE, rimboccandosi le maniche nonostante il gran caldo e facendo cos’è mai fatte fino a quel momento.
Meraviglia è tornare scoprendo di essere un po’ “diversi” scoprendo la gioia del donarsi e del ricevere, scoprendo l’Amore vero che nasce dal prendere il largo e saper accogliere ciò che ci è donato.

WhatsApp Image 2018 08 31 at 17.28.31Siamo partiti con poche domande ma con la volontà di conoscere e mettersi in gioco, oggi torniamo a casa pieni di una ricchezza interiore fatta di sorrisi, incontri, gioie, scherzi e anche difficoltà.

Siamo arrivati a questi giorni percorrendo ognuno la propria strada, ci siamo trovati a camminare insieme sulla terra rossa africana.

L’Africa è un pensiero, un’emozione, quasi una preghiera: lo sono i suoi silenzi infiniti; i suoi tramonti, quegl'incontri con piccoli e grandi, quel suo cielo che sembra molto più vicino del nostro, perché si vede di più, perché le sue stelle e la sua luna sono più limpide, nitide, pulite: brillano di più...forse come noi che la viviamo e ne siamo rapiti.

Non si smette di navigare e camminare, vivendo ogni istante a cuore libero e aperto, pronto ad accogliere.

Per me era la quarta esperienza in terra africana seppur questa la prima volta in Costa d’Avorio, è stata un modo sia per scoprire un nuovo volto di questo continente, ma allo stesso mi sono ritrovato in questi giovani come 10 anni fa quando per la prima volta feci la prima esperienza: nei loro occhi, nel loro stupore, curiosità (qualche perplessità) nelle loro domande (a cui spesso è difficile trovare risposte) mi sono rivisto.

E chissà che un giorno, come spero, abbia la possibilità di continuare il cammino intrapreso con questi giovani per altre esperienze che donano una ricchezza che arriva dritta al cuore che difficilmente si può spiegare con le parole.

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