Milano, 06 gennaio 2017   |  

"L’Epifania è invito ad affrontare l’immigrazione senza cedere alla paura"

Scola: Ci è chiesto di agire in unità con la famiglia umana. Lo dobbiamo alle vittime del terrorismo, ai martiri, alla massa degli scartati da un sistema sociale dominante spesso iniquo”

angeloScola

Con questo pranzo con i clochard “voglio avere la possibilità, seppur rara rispetto alle giornate normali dettate dal ministero episcopale a Milano, di stare con la gente del popolo, di stare con la mia gente".

Il cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano ha così spiegato il gesto di oggi di accogliere oggi a casa sua a tavola otto senza fissa dimora (età fra i 25 e i 65 anni, cinque italiani, tre stranieri, musulmani) seguiti da Caritas Ambrosiana.

“Così possiamo passare un po' di tempo insieme per festeggiare l’Epifania, un’apertura all’universalità, visto che paiono fare notizia solo le divisioni, la violenza, le guerre, il terrorismo. Per me questo è un bel momento, spero anche per gli ospiti…”.

Il menù – accompagnato da vino bonarda e prosecco - prevedeva lasagne (con la pasta fatta dai detenuti del carcere di Monza), arrosto con patate e spinaci, panettone, amaretti, frutta e caffè. Portate diverse per gli ospiti di fede musulmana.

Ad allietare il pasto, sotto le finestre della sala da pranzo, i canti natalizi degli zampognari dei “Picett del Grenta” di Valgreghentino.

Durante il pranzo gli ospiti hanno raccontato la propria storia all’Arcivescovo e gli hanno testimoniato come “Milano ha grande solidarietà nei nostri confronti. Noi che non abbiamo casa abbiamo bisogno di tutto ma in moltissimi ci aiutano, associazioni e privati”. Hanno anche chiesto però maggiore attenzione per bisogni che paiono piccoli ma sono fondamentali: “Ad esempio, non avendo un centesimo in tasca come posso usare i bagni a pagamento delle Stazioni? Dove andiamo? E’ una questione di dignità”.

Tutti domandano di poter tornare ad essere autonomi: “poter svolgere qualche lavoretto, oltre che per guadagnare qualche soldo ci permetterebbe di impegnare il tempo, riacquistare fiducia in noi stessi. Lo faremmo anche come volontari”.

Prima del congedo tutti hanno ricevuto in dono dal cardinale Scola berretto, sciarpa, guanti per affrontare i rigori del freddo di questi giorni. Ed una corona del Rosario “da usare quando vi sentite soli”.

Questo momento è stato preceduto in Duomo dalla solenne Messa dell’Epifania presieduta dal cardinale Scola. Nella sua omelia l’Arcivescovo di Milano ha spiegato che “l’immigrazione, lo scambio tra culture e società, con l’incremento dei rapporti interculturali e interreligiosi hanno di fatto messo in moto un processo inevitabile e di lunga durata che ci vede coinvolti. L’apertura universale dell’Epifania è un invito rivolto a noi tutti ad affrontare questo processo di storica portata senza cedere alla comprensibile paura e tanto meno all’insidiosa tentazione intellettualistica che si appaga di scaltre analisi. Né bastano i pur necessari provvedimenti legislativi. Ci è chiesto di agire in unità con tutta la famiglia umana e le sue diverse articolazioni, secondo l’ideale dell’amore e di un’autentica amicizia civica. Lo dobbiamo alle vittime degli efferati episodi terroristici ed ai loro cari. Ce lo chiedono i non pochi martiri e la grande massa degli esclusi, scartati da un sistema sociale dominante spesso iniquo.

«Cade con la Solennità di oggi – ha concluso il Cardinale – la barriera del particolarismo e si afferma l’universalità della salvezza che è offerta a tutti, senza escludere nessuno, perché Dio si coinvolge con ogni uomo e donna».

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Caleidoscopio

16 Gennaio 1916 il conte Mario di Carpegna, guardia nobile del Papa, fonda l'Associazione scautistica cattolica italiana - Esploratori d'Italia (Asci), che successivamente, fondendosi con l'Associazione guide d'Italia, si trasformerà in Associazione guide e scouts cattolici italiani (Agesci)

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