Lecco, 04 ottobre 2017   |  

L’enciclica dei gesti di papa Francesco

di Gabriella Stucchi

L’autore, attraverso l’esame dei gesti, ci permette di ripercorrere gli anni di pontificato di Francesco

Lenciclica dei gesti

L’autore, il vaticanista Mimmo Muolo, nell’Introduzione spiega il significato del titolo del libro, notando come Francesco sia un papa da incontrare, in quanto il rapporto con lui si stabilisce con il tatto, quindi con il linguaggio dei gesti, al punto da considerarli “atti magisteriali”, che valgono più di un documento o di un’omelia.

Ci sono i gesti della quotidianità, che hanno inizio il giorno stesso dell’elezione, il 13 marzo 2013, in san Pietro, con il Fratelli e sorelle, buonasera con cui si presenta, trasferendosi poi in Casa Santa Marta, che diventa la sua residenza. La sua espressione pastore con l’odore delle pecore diventa un vero modo di essere Pontefice per la gente e tra la gente, con semplicità, spostandosi dentro Roma con una semplice Ford Focus, rinunciando di andare d’estate a Castel Gandolfo. Ci sono le telefonate e le lettere agli amici o personaggi del giornalismo, della cultura e persino della politica. La prossimità di stile di vita alla quotidianità della gente è espressione di misericordia concreta.

I gesti della carità e della misericordia prendo spunto dalla scelta del nome Francesco, uomo della pace e dei poveri. Da qui il passaggio “ Chiesa povera per i poveri”, che riprende nell’Evangelii gaudium (par. 198) e concretizza in numerosi gesti del pontificato (in carcere la lavanda dei piedi di detenuti di diverse nazionalità; attenzione ai migranti; visita a Lampedusa nel 2013 e a Lesbo nel 2016 con il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo e l’Arcivescovo di Atene Ieronymos con il lancio di una corona di alloro nel mare).

Poi l’attenzione agli ammalati, che Francesco abbraccia, imponendo loro le mani, ascoltando le loro invocazioni e donando conforto.

Ai “senza fissa dimora” Bergoglio a volte apre persino le porte del Vaticano: numerosi sono gli interventi a loro favore, coordinati dall’arcivescovo polacco Konrad Krajewski. Invita un gruppetto in occasione del suo onomastico o compleanno, offre loro momenti culturali o di svago, stringe le loro mani, guarda i loro occhi....

I “venerdì della misericordia“ durante l’Anno Santo vedono Francesco visitare realtà in cui le opere di misericordia corporale e spirituale si rendono più evidenti. Un posto particolare è dedicato alle visite in carcere, basate sul concetto della funzione riabilitativa della detenzione.

Nel capitolo I gesti pastorali in senso classico è posta come “magna charta” del suo ministero petrino l’Evangelii gaudium: la gioia; la Chiesa in uscita e con le porte aperte; Chiesa semper reformanda e capace di dialogo.

Non meno importante l’enciclica Laudato si’ con il tema della salvaguardia del creato. L’esortazione apostolica Amoris laetitia è un documento che ha lasciato un segno, pur suscitando dibattiti, per l’appello a prendersi cura pastorale soprattutto di quelle coppie che sono in crisi.

“Il gesto dei gesti” è il Giubileo straordinario della misericordia, del 2015, Giubileo diffuso, perché Francesco non solo ha aperto la prima porta santa a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, ma ha offerto la possibilità di aprire la Porta santa anche nelle singole diocesi, in una chiesa significativa o in un santuario. Vengono inoltre istituiti i “Missionari della misericordia” con la facoltà di rimettere i peccati gravissimi, di solito riservati alla Sede apostolica o ai vescovi (come l’aborto).

Significativo poi il fatto che Francesco amministri il sacramento della riconciliazione, sottolineando l’incommensurabilità della misericordia di Dio.

Altro gesto significativo è la riforma della curia, che Francesco mette in atto partecipando personalmente alle riunioni, nello stile sinodale.

Ci sono poi i gesti a carattere ecumenico, i gesti della mediazione di pace e si chiude con i gesti della comunicazione.

Papa Francesco usa i social, si lascia fotografare con i selfie, rilascia decine di interviste, anche nelle omelie spesso parla a braccio ricorrendo a immagini tratte dalla vita di tutti i giorni, creando neologismi. Ha un account Twitter (già voluto da Benedetto XVI), allargandolo a Instagram, come per abbracciare ogni luogo del mondo.

Nonostante questo, Francesco è molto sollecito, nel Messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni del 2016, a mettere in guardia come «l’ambiente digitale si può accarezzare o ferire...».

L’enciclica dei gesti non è finita: essa traduce il modo di essere del Papa, il suo modo di mettere la sua spiritualità a contatto diretto con il mondo che lo circonda, quindi è pieno di novità. Qualcuna si manifesterà durante il Sinodo dei giovani del 2018 su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

L’autore, attraverso l’esame dei gesti, ci permette di ripercorrere gli anni di pontificato di Francesco, definito “il Papa dell’incontro” per la sua capacità di trasmettere l’annuncio del Vangelo in un modo nuovo, che lo fa sentire vicino, uno di noi, che condivide le stesse speranze e gli stessi timori, sempre però illuminati dalla Luce che viene dall’alto.

Mimmo Muolo - L’enciclica dei gesti di papa Francesco – Paoline – euro 20.00

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